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Cascata in Val Pogallo

cascata in Val Pogallo... L'Alta Val Pogallo "divisa" in due dal dosso su cui si trova l'Alpe Busarasca, presenta nella sua parte occidentale ambienti molto interessanti, che si prestano a un escursionismo "esplorativo" in zone che sono paragonabili alle aree più "selvagge" della Valgrande...

 [Da percorrere in condizioni di buona visibilità e avendo ben presente l'orografia della zona...]

 A ovest del canale che scende dalla Bocchetta di Campo si trova l'aspro versante che sale verso la Cima Sasso, la Corona di Ghina e le Strette del Casè; verso est il caratteristico e variegato crestone degli Sgalorbi che scende da Seriago verso Baldesaut e poi l'ampio fornale dell'Alpe Valle sottostante la cresta Cima Binà-Laurasca-Cortechiuso-Marsicce, al centro del quale, ben visibile, si trova una lunga colata di massi (nella parte alta il movimento franoso è tuttora in corso).

 In alto una cengia erbosa (dove passava il sentiero che dalla Bocchetta di Scaredi andava a Busarasca), traversa orizzontalmente sotto la cresta rocciosa fino al canale che scende dalla Cima Marsicce.


Clicca sulle miniature per vedere l'immagine ingrandita.

 



 

 
   I sentieri segnalati :


 

    - Da Pogallo a Baldesaut :
     (circa 1 ora e mezza)

 Dal prato di Pogallo 777 m. si attraversa verso nord il nucleo di baite, poi il sentiero prosegue superando il Riale di Cavrua per salire a Pogallo Dentro 865 m. il percorso si addentra nella valle, supera il Rio di Ghina e guada il Rio Pogallo (il "Pogallino"), sotto i prati dell'alpeggio di Talina 876 m. (non visibile dal sentiero).

 Il sentiero scende nuovamente al torrente e passa sulla riva opposta salendo a Baldesaut di Sotto 970 m. una breve discesa conduce al guado del rio che scende dalla Bocchetta di Campo, di fronte lo sperone roccioso su cui è posta Baldesaut di Sopra 1070 m. che il sentiero raggiunge salendo a tornanti dal versante est.

 Salendo ancora dietro le baite, si arriva a un bel punto panoramico dove si vede, in alto, il Bivacco della Bocchetta di Campo; qui un sentiero scende al torrente, dove arrivava un altro percorso che raggiungeva Baldesaut di Sopra : il sentiero iniziava prima del passaggio del rio che scende dalla Bocchetta di Campo, risalendo il versante destro orografico del torrente.


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    - Da Pogallo a Busarasca :      (circa 2 ore)



 Dal prato di Corte Pogallo, di fronte alla "Casa Sutermeister", si scende al ponte sul Pogallino vicino alla sua confluenza con il Rio Pianezzoli, e si segue per un tratto il sentiero verso Pian di Boit, a sinistra si stacca dal sentiero principale una traccia che sale il fianco della dorsale [subito dopo il ponte, un'altra traccia sale a sinistra verso la dorsale], con alcuni scorci panoramici su Corte Pogallo, arrivando all'Alpe Color 1103 m.

 Si continua sulla destra risalendo il costone nel bosco fino a una selletta, si continua in piano arrivando, dopo un paio di vallette, all'Alpe Brusà 1310 m.

 Si prosegue la salita poggiando a sinistra nella faggeta e arrivando, al termine del bosco, ai pascoli dell'Alpe Busarasca 1531 m. con il suo caratteristico lungo stallone, posta su un bel poggio panoramico.
 Segni di vernice rossa indicano la via.



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    - Alpe Cavrua e Cima Sasso :  

 Cicogna-Pogallo-Cavrua-Prati di Ghina-Cima Sasso circa 6 ore.    [vedi anche : le Strette del Casé]


  Sentiero, ometti e segni di vernice rossa. Il percorso è comunque impegnativo e a tratti poco evidente; fattibile (e meno faticoso...), anche in senso contrario.

  Subito dopo le baite di Corte Pogallo, sulla sinistra sale una traccia all'inizio poco evidente che, dopo aver traversato i due riali di Cavrua, si congiunge con un sentiero che sale da Pogallo Dentro; il sentiero sale a tornanti in un bel bosco di faggi e raggiunge l'Alpe Cavrua 1410 m.

  [A Cavrua, verso sud un sentiero traversa a mezzacosta verso l'Alpe Vogogno 1348 m. e gli alpeggi di Alpe del Braco 1205 m. Leciuri 1311 m. e l'Alpe Prà].

  Il sentiero segnalato prosegue a destra, all'inizio poco evidente, traversando a mezzacosta il dirupato versante est della Cima Sasso, in un ambiente interessante, verso i Prati di Ghina, che si risalgono in direzione delle Strette del Casè, prima di arrivare alla prima bocchetta delle strette, si prende a sinistra la traccia che traversa sotto la Corona di Ghina.

  Il bivio è poco visibile, conviene salire dagli alti prati di Ghina, in direzione della bocchetta a sinistra degli speroni rocciosi della Corona di Ghina, giunti vicino alle rocce, si ritrova la traccia (a destra un caratteristico intaglio dove passa il percorso).

  Arrivati sulla cresta, la si segue fino all'inizio della salita al versante nord della Cima Sasso, dove il percorso, ripido ma facile, si sposta verso sinistra sbucando sulla Cima Nord della Cima Sasso; si segue la cresta, aggirando eventualmente alcuni passaggi esposti sul versante di Cavrua, e si arriva sulla Cima Sasso 1916 m. La discesa verso Cicogna segue la frequentata via normale dall'Alpe Prà. (dalla Cima Sasso a Cicogna circa 2 ore).


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   I vecchi sentieri : (Avvertenze...) 

[Ancora riportati sulla cartina IGM e sulla "vecchia" cartina Svizzera, sono in gran parte ormai scomparsi...]




    - Seriago e dintorni... :

 La Baita di Seriago 1854 m. (di cui rimangono solo ruderi), posta all'inizio del caratteristico crestone che scende verso Baldesaut, si raggiunge senza eccessive difficoltà dalla Bocchetta di Campo, scendendo poco a monte del Bivacco, e traversando in diagonale verso est, puntando all'evidente dorsale.

 Da Seriago un sentiero scendeva sul versante sud-ovest, all'inizio sui ripidi prati, dove è ormai scomparso, poi dopo un tratto più ripido, (a sinistra un canale che scende dal crestone degli Sgalorbi, e a destra una bella cascata), si ritrova a tratti una traccia che traversa nel bosco, e, dopo una balma (il Balm dè Sculatt), su uno sperone a circa 1230 m. sembra trasformarsi per un tratto in una mulattiera ancora ben conservata, in realtà si vedono anche resti di muri perimetrali che dovrebbero essere quel che rimane di un baitello (o magari era una costruzione collegata ad una teleferica per il trasposto del legname...).

 In seguito si scende nel torrente, per poi ritrovare sulla sinistra, il sentiero che risale brevemente al bel poggio dove si trova Baldesaut di Sopra 1070 m. Nel bosco sotto le baite, sulla sinistra, si ritrova il sentiero segnalato che porta a Pogallo

 Questo era il percorso della via dei peuràtt, un antico sentiero seguito dai pastori di Cossogno e Rovegro che conducevano le pecore verso i pascoli di Seriago e anche oltre la Bocchetta di Campo, ai pascoli dell'Alpe Campo.

 Aggiornamento : Una visita più recente in zona, in questa pagina.

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  - Bocchetta di Scaredi - Busarasca :

 Dalla Bocchetta di Scaredi 2095 m. si scende leggermente sul versante della Val Pogallo, per poi seguire, (tracce di sentiero), la cengia erbosa che traversa sotto la cresta Laurasca-Cimone di Cortechiuso.

 Giunti sotto la verticale della Laurasca si scende nel canalino sottostante per poi continuare a seguire la cengia con vegetazione (la seconda dall'alto, ma si può seguire anche la cengia più alta), verso est fino all'ultima dorsale prima del canale che scende dalla Cima Marsicce.

 Si segue la dorsale erbosa scendendo al torrente e traversando sul versante opposto, poco prima dei salti rocciosi del rio, puntando all'evidente canalino sassoso che scende dalla cresta che da Busarasca sale alla Marsicce; nel canalino, in alto, si vedono i resti di un muretto di sostegno del sentiero (visibile poi per un tratto), che traversa in leggera salita il panoramico versante ovest della dorsale, puntando alle caratteristiche guglie di roccia a "cresta di gallo", i Suldai, ben visibili sopra Busarasca, e uscendo sui prati poco a monte dei pinnacoli rocciosi dove si vede l'Alpe Busarasca.

             dalla Bocchetta di Scaredi a Busarasca, circa 3 ore.

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    - Alpe Busarasca - Cima Marsicce :

 Ometti, tracce di sentiero e alcuni vecchi segni di vernice. Circa 2 ore.

 Dall'Alpe Busarasca 1531 m. si risale il ripido pendio erboso verso nord fino ad un pianoro a circa 1800 m. dove inizia la cresta rocciosa alla quale si arriva salendo da sinistra, oppure anche sulla destra; si segue la cresta per un tratto poi si scende a sinistra, si prosegue sul fianco fino a un canalino, sempre sulla sinistra, e si sale all'evidente e caratteristico "foro" nella roccia, il sass büs, che si può attraversare, ma è più comodo superarlo sulla destra, oppure anche sulla sinistra (esposto).

 Dopo il foro, si risale un canalino ripido che riporta sulla cresta, che continua, ripida, ma facile verso la Cima Marsicce 2135 m. e il percorso segnalato del Sentiero Bove.

 Se si vuole tornare a Pogallo, si scende la cresta verso est, seguendo i segni di vernice, fino alla Bocchetta di Terza, qui si scende a Pian di Boit passando dall'Alpe Terza, e poi su sentiero, a Pogallo.

 Seguendo invece la cresta verso ovest, si traversa sotto il Cimone di Cortechiuso, arrivando all'omonima Bocchetta che guarda sulla Val Loana.

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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)



 Da Busarasca un sentiero (ora scomparso), scendeva in direzione ovest verso Baldesaut, percorrendo l'evidente dorsale (detta dei "sass negher"), il terreno è ripido, ma facile, fino a qualche decina di metri sopra il torrente, dove bisogna cercare il punto migliore per scendere, traversato il rio si risale sul versante opposto dove, in breve, si trova il sentiero segnalato che porta a Baldesaut.