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I Corni di Nibbio...

Corni di Nibbio...
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 Il confine del Parco della Valgrande passa sulla cresta dei Corni di Nibbio; il versante Ossolano è perciò al di fuori dell'area protetta, ma fortunatamente l'orografia di gran parte della zona si presenta molto impervia (e per molti poco invitante...), l'accesso è faticoso e disagevole, per queste ragioni l'area non dovrebbe correre "pericoli" a causa dell'intervento umano...

 La "Wilderness" dei Corni di Nibbio non è certo da meno rispetto a zone del Parco come la Val Cavrì o la Ganna Grossa (lo stesso T. Valsesia nel suo libro descrive in modo approfondito la zona...), un territorio affascinante, unico...

Alcune immagini dai Corni di Nibbio :

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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)


Panoramica dei Corni da nord-est (dal Corno del Pedum) > panoramica dei Corni di Nibbio da nord-est (dal Corno del Pedum)


[In questa pagina altre immagini panoramiche della cresta dei Corni di Nibbio]


Nella foto, scattata dall'amico Francesco dalla zona dell'Alpe Prà, un tratto del versante Valgrandino dei Corni di Nibbio.

Al centro, davanti al Monterosa, la cima quota 1.505 e la Val Foiera; a sinistra la Pasquetta e la Cima Corte Lorenzo;
a destra il Torrione di Bettola, la Bocchetta di Lavattel, e il Pizzo delle Tre Croci.



    
 - I sentieri :

(Avvertenze...)

La cresta, dal Pizzo delle tre Croci al Lesino, si percorre senza particolari difficoltà, è invece più impegnativo raggiungerla...

Oltre il Faiè e la Cima Corte Lorenzo, i vecchi sentieri sono in gran parte scomparsi, e ne rimangono solo alcune tracce. L'unico sentiero in discrete condizioni (per escursionisti esperti...), è quello che raggiunge le Bocchette di Lavattel e Sautì dal fondovalle Ossolano. il percorso per raggiungerle (una volta giunti nel canale), è in comune fino al poggio degli Asaa.


 Da Nibbio :

 Arrivando a Nibbio da Mergozzo, all'ingresso del paese, al termine del rettilineo, sulla a destra una breve stradina sterrata conduce presso l'Oratorio di San Pietro.
 Si percorre il bosco verso sud (tracce non sempre evidenti), fino ad arrivare vicino al Rio Fighera, qui il sentiero è più evidente e sale verso sinistra, Il percorso è segnalato da segni di vernice rossa (in alto anche gialla) e ometti.

 Si sale seguendo in parte i resti di una mulattiera militare, a un bivio (segni bianchi verso sinistra), si continua verso destra e passando presso la balma del Valanzin si entra in Val Fighera, si sale su un piccolo dosso (i Cunscitt), poi il sentiero si immette nel canale che scende dalla Bocchetta di Lavattel.

 Da Bettola :

 Si segue all'inizio il percorso descritto sulla pagina Linea Cadorna, arrivati all'Alpe Corte, la traccia sale, poi prosegue a mezzacosta per poi arrivare al torrente nel canale che scende dalla Bocchetta del Tranquillo, qui siamo all' Ör Piciocch (nome che sembra derivi dall'Alpe Orlo Piciocco, di cui non rimane traccia...), si traversa il rio vicino ad un grosso masso e, sulla dorsale, scendendo alcuni metri verso ovest, si trova il sentiero che scende nel Vallone di Bettola (un passaggio esposto richiede attenzione), unendosi al percorso precedente.
(Sulla dorsale dopo il masso, si vedono tracce e segnali sulla destra, che portano a scendere nel vallone, ma non ne vale la pena, anche perché presenta alcuni tratti esposti...).

 

 - Nel canale :

 Si sale prima a sinistra e poi a destra del canale (ometti). Più in alto arriva vicino ad un canalino sulla sinistra del vallone dove solitamente si trova acqua, qui continuare a salire al centro (altre tracce e ometti portano a sinistra verso l'acqua).
 Il sentiero continua sulla parte destra del vallone, poi, dopo un tratto fra i massi, abbandona il canale e sale a sinistra fino ad arrivare ad un poggio panoramico (gli Asaa).

 Per la Bocchetta di Lavattel :

 Salire poggiando leggermente a destra (la traccia non è sempre evidente, qualche segno di vernice gialla), con un bel percorso che in circa 30 minuti porta alla bocchetta, con l'ultimo tratto in discesa.

Aprile 2013 :

Sul percorso che dagli Asaa porta alla Bocchetta di Lavattel è presente una frana, vedi sul forum in questa pagina.


 Per la Bocchetta di Sautì :

 Seguire la traccia a sinistra che dopo pochi minuti porta al Funtanin dove l'acqua è sempre (?) presente, si sale per tornati sul pendio soprastante per arrivare ai ruderi dell'Alpe Sautì.

 Dopo la caratteristica Balma vicino all'Alpe, si raggiunge una pietraia che si risale verso sinistra, e poi a destra, da qui alla bocchetta la via è segnalata da radi ometti, comunque il percorso non è obbligato (si può salire anche più a destra vicino ad un tratto franoso).

Circa 4/5 ore dal fondovalle alle Bocchette...


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