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tra le selve della Val Pogallo...
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   Visita agli alpeggi nelle selve della Val Pogallo...

 Cicogna, A. la Gana, Cima Selva, A. del Braco, A. Fologarolo, A. Vogogno, A. Cavrua, Corte del Piano, Corte del Musso, Cicogna.

   I luoghi visitati, nel dialetto di Cicogna :


 Sciügögne, Le Gàne, Sciüme le Selve, A. del Braco, In Fluggherö, Muggögn, Cavrue, Curt Pián, Corte del Musso, Sciügögne.

 Sull'ampio versante che scende in Val Pogallo dalla dorsale che dal Monte Spigo e la Colma di Belmello sale verso la Cima Sasso, si estende una grande selva, una fitta faggeta che nasconde in parte gli alpeggi e i corti che sono stati edificati in questa zona relativamente comoda da raggiungere.

 I percorsi segnalati e più frequentati passano ai margini della grande faggeta, i sentieri presenti all'interno sono ormai poco evidenti ma non presentano particolari difficoltà di orientamento e di percorrenza; in alcuni tratti si traversano dei pendii ripidi e si devono superare alcuni canali dove si trovano alberi abbattuti dalle slavine cadute in seguito alle grandi nevicate dell'inverno 2008/2009.

 L'orientamento è facilitato anche dalla presenza di segni di vernice, di vario colore, verde, rosso e blu... conviene comunque seguire i segni di vernice anche se in alcuni tratti non coincidono con il percorso originale dei vecchi sentieri...

 Lungo il tratto che da Corte del Braco porta a Cavrua, passando da Fologarolo e Vogogno, si trovano ancora muretti di sostegno che indicano come questo sentiero fosse ben frequentato, mentre da Corte del Musso a Corte del Braco poco è rimasto, segno che questo sentiero era meno importante e meno frequentato...

   Sono naturalmente possibili varie combinazioni di percorsi per visitare la zona, oltre a quello seguito in questa occasione.

Camminando tra i faggi della Val Pogallo...    

      - Il percorso :

 A Cicogna (Sciügögne), dal parcheggio di fianco alla Chiesa si prosegue per Via Vittorio Veneto, poco dopo la Cappella chiamata Sül Pass [foto 56] a un incrocio negli stretti vicoli del paese dove si nota una costruzione circolare [foto 1], si sale seguendo Via delle Alpi lungo la mulattiera (molto frequentata in passato), che passando dalla Cappella [foto 55] e dai cascinali di In Culet, prosegue transitando qualche decina di metri sopra l'Alpe la Gana (Le Gàne).

[prima di arrivare nella zona dell'Alpe, si trova un bivio, si prosegue sul sentiero meno evidente che sale sulla sinistra, la traccia più evidente sulla destra porta all'Alpe].

 Superata una fornace per la produzione della calce (un tempo ne erano presenti due), si giunge sulla dorsale alla Cappelletta di Cima Selva (Sciüme le Selve).

 Dalla Cappelletta si traversa in piano nel bosco dove si trovano segni di vernice verde che guidano lungo il sentiero non sempre visibile; si arriva a un canale (dove giunge anche un tubo dell'acquedotto), sulla sinistra scende un'altra traccia che parte dai ruderi dell'Alpe Corte del Braco. Superati alcuni ruderi di baite (facenti anch'essi parte di Corte del Braco), [foto 5] si trova un bivio del sentiero, si prende la traccia a sinistra che traversa salendo nella faggeta.

 In seguito si giunge nella zona dell'Alpe Fologarolo (In Fluggherö) 1150 m. l'aspetto dei ruderi delle baite fa capire che probabilmente è stato uno dei primi alpeggi ad essere stati abbandonati in questa zona...

 Il sentiero continua la traversata della faggeta, si passano alcuni canali dove si vedono i segni delle slavine cadute nell'inverno 2008/2009, e si sale a raggiungere il prato dell'Alpe Vogogno (Muggögn) 1348 m. di fronte, verso nord, si vede il prato di Cavrua
, la prossima meta.

 Dalle baite inferiori di Vogogno si trova una traccia segnalata da vernice rossa, che traversa nel bosco dove si incontra un caratteristico grosso faggio "adagiato" proprio sul sentiero [foto 29], i segni di vernice portano a un canalino di fronte a un versante roccioso [foto 23] dove è presente un cavo metallico [foto 24], non bisogna fare troppo affidamento a questo cavo, che probabilmente non reggerebbe uno strappo in caso di caduta; in realtà non è indispensabile, occorre comunque attenzione nel superare questo passaggio, specie col la roccia umida...

 Il percorso prosegue superando un tratto roccioso, poi nuovamente nel bosco si sale seguendo sempre i segni di vernice rossa (che in verità non seguono esattamente il percorso del vecchio sentiero...), passato un canalino dove solitamente si trova acqua, si sale un tratto franoso e si sbuca sui prati di Cavrua (Cavrue) 1410 m.

 [A Cavrua, a valle del prato si trova il percorso segnalato che scende a Pogallo, mentre un'altra traccia traversa verso nord in direzione dei prati di Ghina e le Strette del Casè].


    La Scigogna a Corte del Piano...


 Dall'Alpe Cavrua si ritorna verso Vogogno e dalle baite inferiori dell'alpeggio si scende nel ripido bosco, poggiando all'inizio verso destra si trova una traccia di sentiero che scende a tornanti e si arriva a Corte del Piano (Curt Pián) 1080 m. questo Corte comprende numerose baite ormai immerse in un bosco di frassini che è ben visibile da lontano, una sorta di piccola "isola" di vegetazione diversa dalla grande selva di faggi che ricopre questo versante...

 [Da Corte del Piano scendendo ancora nel bosco si può arrivare al sentiero che da Pogallo sale verso Caslù e Corte del Braco (vedi questa pagina)].

 Tra le baite in rovina di Corte del Piano è rimasta qualche traccia del lavoro e della vita degli alpigiani [foto 35 e 36], interessante in particolare l'attrezzo in legno usato per sorreggere il paiolo durante la lavorazione del formaggio [foto 37], chiamato nel dialetto locale Scigogna, termine dal quale secondo una ipotesi, è derivato il toponimo di Cicogna...

 Questo Corte è stato abbandonato definitivamente da non moltissimo tempo, come testimonia un cartello affisso su una porta, probabilmente dall'ultimo proprietario... [foto 40].

 Dalle baite superiori di Corte del Piano si segue la larga traccia che traversa verso sud in direzione del canale, dopo averlo traversato si seguono i segni di vernice blu e il sentiero prosegue la traversata nella faggeta giungendo in breve nel bosco sopra Corte del Musso 1085 m. (i ruderi del Corte si trovano più in basso rispetto al sentiero).

 Si continua seguendo sempre i segni di vernice blu (che in alcuni tratti non coincidono con il vecchio sentiero...), si traversa un tratto con alcune rocce affioranti nel bosco e in seguito si ritorna ai primi ruderi di Corte del Braco ed al canale dove arriva il tubo dell'Acquedotto; qui si può anche seguire il sentiero che sale e traversa poi verso Corte del Braco da dove si scende alla Cappelletta di Cima Selva, e si ritorna a Cicogna lungo la mulattiera percorsa all'andata.


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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)


 Tempo per questo giro, almeno 6 ore - difficoltà EE   (Avvertenze...)    Immagini del 21 ottobre 2010. 


 Traversando queste zone ci si trova quasi sempre immersi nel bosco, ma un tempo non era così... La presenza dell'uomo, con le sua attività agricole e pastorali, aveva profondamente trasformato il territorio nel passato, togliendo spazio alla foresta originale, creando prati per il pascolo e modificando i boschi con il prelievo del legname.

 Col passare del tempo, dopo l'abbandono delle attività umane in queste aree, la foresta ha inesorabilmente ripreso il sopravvento cancellando gran parte delle radure prative presenti riducendo così la biodiversità, e ottenendo in questo modo un unico grande bosco.

 Un interessante studio sull'evoluzione del bosco di neoformazione sui pascoli di Corte Pogallo, a cura di M. Garbarino e M. Pividori, si può leggere su questo : FILE PDF link al file PDF.
 (Da "Forest@ - Rivista di Selvicoltura ed Ecologia Forestale" > link al : Sito Internet).



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