in Valgrande
dal Casin a Vercio...
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 Ritorno sul versante ossolano dei Corni di Nibbio, in particolare per verificare la possibilità di un collegamento tra il Casin e l'Alpe Corte Lorenzo (collegamento che sembra interessare anche altri escursionisti...); questa possibilità permette di ampliare la gamma di giri interessanti (e impegnativi), che si possono fare in questa zona.

 Le prime edizioni della cartina IGM del 1884 e revisionate nel 1914, riportano in effetti un sentiero che traversa tutto il fianco della montagna da Vercio a Sautì, e anche il Brusoni nel 1908, menziona questo percorso :

...un rude sentiero mezzo cancellato corre in senso trasversale al monte, toccando l'Alpe Corte Lorenzo (m. 1010), e tenendosi al piede degli aspri dirupi della Cima Corte Lorenzo, mette in circa un’ora all’Alpe Orto di Piciocco (m. 1150). Mezz’ora più insù l'Alpe Sauti (m. 1415), in selvaggia postura...

 (Guida alle Alpi Centrali Italiane - Valli Ossolane e Alpi Ossolane - 1908 - Brusoni Prof. Edmondo.)

 

 Naturalmente le cartine di un tempo non sono sempre affidabili, ma il fatto che fosse riportato un sentiero lascia ben sperare sulla percorribilità di questo versante ...

 Il Brusoni, con lo scritto sopra riportato, suscita invece un interrogativo riguardo ai toponimi della zona, infatti colloca l'Alpe Orto di Piciocco (l'Ör Piciocc), nel luogo dove si trova il Casin... mentre sugli scritti di epoca successiva compare il Casin, e l'Ör Piciocc viene collocato nel canale che scende dalla Bocchetta del Tranquillo lungo il sentiero che dall'Alpe Corte traversa verso il Vallone di Bettola. Ma anche gli scritti del Brusoni (risalenti ad oltre un secolo fa), possono comunque contenere degli errori...

 (Anche in questa occasione, il termine Ör è stato "italianizzato", in questo caso in Orto, mentre il significato corretto sembra sia orlo, vedi anche Oro delle Giavine, che dovrebbe essere corretto in Orlo delle Giavine, perchè appunto si trova vicino al bordo di alcune giavine...).


   - Percorso impegnativo : (Avvertenze...)

 Cuzzago - Bettola - A. Corte - Ör Piciocc - Il Casin - A. Corte Lorenzo - sperone ovest della cima Sassarut - Curt Per - Sciresòla - Vercio - Bracchio - Mergozzo.

 Non sono stati trovati muretti o scalini che facciano pensare alla presenza di un vecchio sentiero nel tratto dal Casin all'Alpe Corte Lorenzo, il percorso è comunque segnalato dai rami tagliati col falcetto (se non si vedono più, si è fuori dal percorso giusto), e non vi è necessità di aggiungere ulteriori segnavia...

 Questo percorso è forse preferibile farlo in senso contrario, dall'Alpe Corte Lorenzo al Casin...

 

 

  Il Casin si raggiunge normalmente salendo dal Vallone di Bettola e deviando dal sentiero che sale a Lavattel e Sautì; per salire nel Vallone di Bettola si può partire da Bettola lungo la strada militare (percorso più "comodo"), oppure da Nibbio traversando la Val Fighèra (un altro percorso, più interessante ed impegnativo, raggiunge il Casin salendo la crestina dalla zona dell'Ör Piciocc (vedi questa pagina).

 Dal Casin si scende brevemente la dorsale verso valle (si trovano dei gradini), e poi si continua la discesa traversando sulla sinistra (sud), passando vicino alla rocce sulla sinistra dove si trova una balma, probabile antico riparo prima della costruzione della baita del Casin; seguendo i tagli si giunge in breve al canale che scende dalla Bocchetta del Tranquillo.

 Si scende per una ventina di metri e a circa 1050 m. sopra un salto del canale, sulla sinistra si trova una traccia, passaggio obbligato anche per gli animali, che traversa verso valle (questo è l'unico tratto di sentiero presente lungo la traversata verso l'Alpe Corte Lorenzo...); la si segue per qualche decina di metri e poi si sale direttamente sulla sinistra il ripido pendio.

 Si sale cercando i tagli, e comunque non bisogna traversare il canale roccioso che si trova sulla destra (lo si traverserà più in alto sopra ad un salto del canale), superato il canalino e proseguendo la salita, si trova un passaggio obbligato [foto 19], dopo il quale si continua traversando verso destra per superare un ultimo canale, anch'esso sopra ad un salto [foto 27]. Durante il percorso si intravede spesso, tra gli alberi, il Casin, che fa da riferimento (utile, in particolare, facendo il percorso in senso contrario).

 Si risale la dorsale opposta seguendo i tagli fino a raggiungere un ometto che indica il punto in cui si traversa nel bosco verso destra (sud-ovest), questo tratto non presenta problemi, e seguendo sempre i tagli, quando il bosco si dirada, si sale uscendo sui pendii soprastanti l'Alpe Corte Lorenzo a circa 1170 m.

 Si traversa ancora e poi si scende con percorso libero verso il pianoro dell'Alpe Corte Lorenzo; in questa occasione, sparsi su tutto questo versante, numerosi esemplari di Asphodelus albus in fioritura...

 

 Dall'alpe si può tornare a valle scendendo ad Albo (più facile), oppure a Bettola, ma se si vuole proseguire seguendo itinerari "alternativi", lo si può fare...


 Si scende alle baite inferiori di Corte Lorenzo immerse nel bosco, e si segue il sentiero che traversa verso il canale che scende tra la Cima Corte Lorenzo e Sassarut.

 Fino al canale il sentiero è ancora in discrete condizioni; giunti nel canale, lo si risale per un tratto (molto disagevole in questa occasione per la presenza di piante cadute...), cercando i radi tagli col falcetto poi si raggiunge lo sperone sulla destra che si risale (all'inizio si trova una cordina di ferro [foto 46]), la salita è interessante, con qualche facile passaggio di arrampicata, e si raggiunge l'incrocio del percorso che arriva dall'Alpe Margossogno e poi prosegue verso la base del versante ovest della Cima Corte Lorenzo (che si può salire da questo versante, vedi questa pagina), l'incrocio è poco visibile, così come la traccia del sentiero in questo tratto, sul posto si trova comunque una piantina tagliata che indica il punto in cui traversare verso sud.

 Qui ci si trova sul "rude sentiero" menzionato dal Brusoni... in questo primo tratto non si trovano tracce evidenti, e bisogna cercare i tagli che portano a scendere (la parte finale della discesa si svolge su terreno ripido e franoso...), per superare un primo canalino dove si trova una cordina che aiuta nell'impegnativo passaggio [foto 51 e 52].

 Il percorso presenta numerosi saliscendi perchè si devono superare diversi canali, dopo il tratto iniziale il sentiero diventa ben evidente e raggiunge i due nuclei di baite dell'Alpe Margossogno, Curt Per e Sciresòla, qui la traccia diventa meno evidente, ma in ogni caso basta scendere nel bosco per incrociare il buon sentiero che da sopra la cava di marmo continua la traversata (a un bivio, si ignora la traccia che scende, e si continua in piano), si passa sul ponte in tronchi di recente realizzazione e a un successivo bivio (la traccia sulla destra scende a Candoglia nella zona della Chiesa di S. Andrea), si va a sinistra, ed un'ultima breve salita porta a Vercio.

 Vercio in questa stagione è un luogo molto "rilassante", i prati ben tenuti, numerosi fiori vicino alle baite, un ambiente veramente molto diverso da quello percorso in precedenza...
 Da Vercio si segue la mulattiera che scende a Bracchio, e poi lungo la strada asfaltata si giunge a Mergozzo.


 Tempo per il giro descritto (da Cuzzago a Mergozzo), circa 9 ore.

      Immagini del 13 maggio 2014
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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)
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