Un giro a bassa quota adatto al periodo tardo autunno-inverno, su un versante esposto a ovest dove è piacevole camminare anche nelle stagioni più fredde...

 Si visitano alpeggi abbandonati, e altri, come l'Alpe Marona posta in una bella posizione panoramica, ben tenuti e "vissuti" durante i finesettimana e i giorni festivi; e poi si ritorna a valle seguendo la bella ed interessante via di lizza (la strusa, come è anche chiamata localmente), che portava a valle le beole e il materiale lapideo estratto dalle varie cave presenti nella zona.


 
 Vedii anche le pagine : la via di lizza della cava di marmo di Candoglia --- la Valle del Rio di Prata --- gli alpeggi di Vogogna.


 Prata, Alpe Sass Aut, Alpe Prasain, Alpe Barca, Alpe Ruscà, Alpe Marona, cava, via di lizza, Dresio.


   Il percorso :

 Si tratta di un percorso ad anello dove però non si ritorna esattamente al punto di partenza solo sui sentieri; arrivando in auto, se si dispone di un solo mezzo, bisogna poi percorrere circa tre km di strada asfaltata per tornare al parcheggio.
 Si può anche utilizzare l'autobus (circolare Villadossola-Beura).


 

 Dalla Chiesa di Prata si segue la strada sulla destra che traversa tra le case e sale all'Alpe Sella, poi la gippabile si trasforma in mulattiera passando dall'Alpe La Quana, in seguito si traversa una zona dove si ammirano numerosi terrazzamenti [foto 4] su uno di questi si trova una bella balma [foto 5] (non visibile dalla mulattiera...).

 Si arriva all'Alpe Sass Aut e si seguono le indicazioni (cartelli e segni di vernice) per Prasain 848 m. da dove si ha una bella vista sulle cime della valle [ foto 9]; in seguito si arriva all'Alpe Barca 862 m. ancora ben tenuta, dalle rocce ad ovest delle baite si gode di un bel panorama sulle montagne Ossolane.

 Dall'Alpe Barca un sentiero segnalato (ma non segnato sulle cartine), traversa in diagonale sul fianco della montagna, con un lungo e tranquillo percorso raggiunge un dosso erboso dove incrocia il sentiero che dall'Alpe Marona sale a Ciresola e a Morgagno; qui attualmente (2012) non ci sono indicazioni riguardo a questo bivio (i segni di vernice si vedono solo per il sentiero Marona-Morgagno, e percorrendolo in senso contrario, può essere difficoltoso individuarlo).

 Si scende passando dal bell'Alpetto di Ruscà 910 m. e si arriva all'Alpe Marona 880 m. posta su uno sperone panoramico da cui si ha una bella vista sulla piana sottostante.

 Dall'ultima baita posta ad ovest [foto 28] si segue il sentiero che scende ripido e diretto verso valle, con percorso panoramico si passa dall'Alpe Pianazzole e si arriva ai ruderi della baita utilizzata da chi lavorava alla vecchia cava che si trova sulla destra, dove sono ancora presenti diverse lastre di roccia semilavorate.

 Dalla cava inizia la bella via di lizza, utilizzata per portare a valle il materiale estratto, simile ma più stretta di quella utilizzata per il marmo della cava di Candoglia, si trova ancora in buona parte in ottimo stato; è ripida e, quando si trova ricoperta di foglie, richiede attenzione in quanto può essere scivolosa...
 Si passa da un Alpetto dove si può ammirare un bellissimo canale di scolo scavato nella roccia [foto 38], testimonianza della maestria degli artigiani di un tempo...

 Continuando la discesa si incrocia la strada di arroccamento alle cave che dovrebbe giungere (secondo il progetto), fino alla cava della Cremosina, ed infine, passando da Case Pratini si arriva a Dresio.



 Tempo per questo giro, circa 4 ore - difficoltà E  Immagini del 21 novembre 2012.


 


vai alle immagini →  


 
la strusa...
 


Home Page    Torna alla home page