Poco oltre Vogogna, verso nord, sul versante della montagna alle spalle della frazione di Dresio, erano in funzione fino ad alcune decine di anni or sono, alcune cave di beola, la tipica lastra di roccia dai molteplici usi in edilizia; erano le cave chiamate "righeira", "mott", "paradiso" e "cremosina".

 Dalla cava della Cremosina si otteneva il materiale più pregiato, la beola bianca, che è una roccia quarzitica; la cava è situata su uno sperone roccioso posto al centro del versante tra la dorsale dell'Alpe Marona, Ciresola e Morgagno, e la dorsale dell'Alpe Pianoni, Alpe Sui e La Colmetta che in alto, al culmine, si uniscono alla cima del Pizz Lacina 1930 m.

 

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   Il percorso :

 A Vogogna si va al Castello Visconteo e si segue la mulattiera per Genestredo, poi si sale a monte del villaggio e si percorre la stradina asfaltata fino alla partenza del sentiero per l'Alpe Marona; il percorso sale nel bosco e all'inizio passa accanto all'entrata (seminascosta) di un bel balmo [foto 1 e 2].

 Si traversa un canale dove si trova una briglia in cemento e si sale sul versante opposto arrivando a un piccolo pianoro dove si trovano i segni della presenza di una cava, scarti di materiale, dei binari dove scorreva il carrello per il trasporto delle beole, un argano, ecc...

 Continuando la salita si vede sulla sinistra tra le piante uno dei tralicci di sostegno della teleferica per il trasporto del materiale; su un dosso [foto 9] si vede sul versante opposto la zona della cava della Cremosina, poi si giunge al dosso panoramico dove si trova l'Alpe Marona 880 m. con le sue baite ristrutturate.

 Dall'Alpe Marona si segue il sentiero segnalato che sale verso Ciresola e Morgagno, arrivati all' Alpe Ruscà 910 m. si abbandona questo percorso per traversare in piano davanti alle baite dell'Alpe, e passando accanto alla sorgente ormai abbandonata [foto 21], si seguono i segni di vernice rossa e giallo/rossa, si traversa un canale [foto 23 e 24], giungendo in vista dell'Alpe Cremosina; sul percorso si trova un tratto roccioso attrezzato con un cavo metallico dove sono presenti numerose tacche nella roccia per poggiare i pedi, e si arriva all'Alpe Cremosina 881 m.

 Dall'Alpe il sentiero continua la traversata verso la cava incontrando altri tratti attrezzati col cavo metallico, arrivando infine alla cava Della Cremosina dove si vedono i segni dell'attività che qualche decina di anni or sono vi si svolgeva.

 

 Dalla cava si prosegue lungo il percorso seguito dagli operai che da Colloro partivano per recarsi al lavoro in questo luogo :

 Dal pianoro della cava (realizzato con gli scarti estrattivi), la traccia segnalata prosegue la traversata in direzione della dorsale boscosa dell'Alpe Pianoni che si vede verso sud, il sentiero prosegue traversando alcuni tratti rocciosi e dopo un ultimo tratto dove si trova un cavo metallico, prosegue nel bosco giungendo poco sopra le baite dell'Alpe Pianoni 935 m; qui si trova un incrocio di sentieri, a sinistra sale il percorso per l'Alpe Sui e il Pizz Lacina, a destra scende il sentiero verso Genestredo, mentre di fronte continua il sentiero segnalato (segnavia bianco/rossi) che traversa verso Capraga 943 m. Da Capraga passando dall'Oratorio di San Bernardo si scende a Colloro arrivando alla Chiesa di San Gottardo.

 Dalla strada lastricata sottostante la Chiesa (scendendo verso sinistra ci si dirige verso il Circolo di Colloro per una eventuale sosta...), si continua verso nord traversando il paese imboccando il bel sentiero che percorre questo versante della montagna ritornando in direzione di Vogogna; questo tratto a bassa quota è un percorso piacevole consigliabile dall'autunno alla primavera.

 Si incontrano alcuni tratti rocciosi e con qualche saliscendi si arriva sul sentiero che porta alla Rocca di Vogogna, da qui a Genestredo (tra i vicoli del villaggio si trova il cartello indicatore per il Circolo [foto 53] per un'altra eventuale sosta...), e scendendo si ritorna a Vogogna.


 Tempo per questo giro 6/7 ore incluse le soste - difficoltà EE   (Avvertenze...)   Immagini del 28 ottobre 2010.




 

La cava della Cremosina :



 La pregiata beola bianca estratta nella cava della Cremosina è una roccia quarzitica, la composizione mineralogica è Qtz+Kfs+Pl+WM±Ep±Chl = Quarzo 30% Plagioclasio 15% Feldspati alcalini 34% Biotite 5% Muscovite 14% Tormalina, Zircone, Apatite 2%.


 

 L'attività di estrazione del materiale è terminata probabilmente intorno agli anni 1960/70, il trasporto delle beole a valle avveniva tramite una teleferica, un tempo erano presenti dei tralicci in legno a supporto dei cavi dove scorrevano i carrelli, in seguito sono stati sostituiti dai tralicci metallici che si vedono attualmente durante il percorso.

 Sul posto si possono vedere attrezzi e macchine usate durante il lavoro, argani, binari dove scorrevano i carrelli, compressori, una ruspa e due camion, tra cui un Dodge (probabilmente il modello T110L) costruito negli anni '50.

 Non ci sono (attualmente) strade che arrivano qui, e naturalmente questi mezzi sono stati portati smontati tramite la teleferica, e successivamente assemblati sul posto.

 Intorno alla zona di estrazione si vedono dei muri di contenimento che trattengono il materiale di scarto. La casa presente sul posto era probabilmente usata dagli operai anche come cucina e, per alcuni anche per il pernottamento, anche se la maggior parte degli operai giungeva qui a piedi partendo da Colloro di Premosello seguendo il sentiero che saliva a Capraga e poi proseguiva verso l'Alpe Pianoni (percorso seguito in questo giro).

 Un tempo, prima della realizzazione delle strade di arroccamento alle cave e delle teleferiche, per portare a valle il materiale lapideo estratto, si usavano anche le cosiddette "vie di lizza", una sorta di scivolo dove scorrevano i blocchi di pietra, come quella presente presso la cava di marmo di Candoglia (vedi questa pagina), e anche in questa zona è visibile uno di questi percorsi che scendeva da una delle varie cave presenti, vedi questa pagina.


 

 Ci sono dei progetti per rimettere in funzione le cave di questa zona, progetti che prevedono anche la costruzione di una strada (in parte già realizzata...) di arroccamento, con costi notevoli visto la ripidezza dei versanti; da considerare anche il notevole impatto ambientale che avrebbe la realizzazione di una strada in questo ambiente..


 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)
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