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  Link interni alla pagina :    All'Alpe Vaudo per il Passo della Lociascia...       Ritorno all'Alpe Taccarello... (ottobre 2015)    da Rigulun ad Aurinasca... (novembre 2015)
 Da Prata, frazione di Vogogna, sale verso la cresta dominata dal Pizzo delle Pecore 2018 m. una ripida e angusta valle dove scende il piccolo Rio di Prata che, nella parte alta, si divide in due rami principali, uno che sale verso il Pizzo Colla Bassa, ed un altro che sale verso il Pizzo delle Pecore.

 Alcuni alpeggi sono presenti nella parte medio-bassa, in zone relativamente "comode" da raggiungere, ma è anche presente più in alto, un piccolo Alpetto solitario, un altro Alpe "di frontiera", dove venivano portate poche mucche, alle quali pare che venisse impedito di pascolare liberamente, causa la pericolosità della zona, e allora venivano tenute rinchiuse e l'alpigiano doveva portare loro il foraggio... l'Alpe Taccarello (sulle vecchie mappe IGM era chiamato l'Alpino, sempre sulle stesse mappe Aurinasca era invece chiamata Alpe Vermasca...).

 Intorno, una montagna aspra, faticosa ma anche affascinante...

       Vedi anche la pagina : al Pizzo delle Pecore da Prata



 - all'Alpe Taccarello da Rigulun : (Avvertenze...)



 Da Prata di Vogogna, alla chiesa si segue la via (all'inizio, a sinistra si trova una fontana), che entra nel paese, in alto nel bosco si nota una Cappella che si deve raggiungere; si segue una stradina che porta all'Alpe Sella 310 m. da dove si prosegue, seguendo i segnavia bianco-rossi, incontrando una fontana e poi l'Alpe Pianezzo 420 m. e successivamente l'Alpe La Quana 450 m.

 Il sentiero prosegue nel bosco, sulla destra si ammirano alcuni terrazzamenti, arrivando al Mott dul Tor (così chiamato, perché qui scendevano le mucche per incontrare il toro...), qui, (cartelli), a sinistra si scende verso il torrente a Pass Aut, a destra i segnavia conducono all'Alpe Sasso Alto (Sass Aut) 820 m. dove si lascia il percorso segnalato che a destra, passando dall'Alpe Prasain e l'Alpe Morgagno, porta al Pizz Lacina (vedi la pagina sugli Alpeggi di Vogogna).

 Da Sass Aut si segue il sentiero che entra nella Valle e porta all'Alpe Rigulun 760 m. (segnata ma non nominata sulle carte), così chiamata per una caratteristica venatura rocciosa (rigola), che si trova su questo versante della valle.

 Da Rigulun, guardando in alto, al centro della Valle , si nota una parete rocciosa con in basso una sorta di "triangolo", qui si trova il passaggio obbligato che permette si salire nella zona dell'Alpe Taccarello.

 Il sentiero prosegue arrivando al Rio di Prata, che si raggiunge dopo un passaggio attrezzato con una fune di acciaio (questa zona è solitamente umida e scivolosa...), si risale il versante opposto dove il percorso segue la dorsale in direzione della roccia col "triangolo", il sentiero qui è ormai scomparso, tenersi vicino al filo della dorsale; a circa 1000 m. sulla sinistra, si incontrano i ruderi dell'Alpe Uccellino.

  Continuando sulla dorsale, e affacciandosi sulla destra, bella vista sul profondo canale del Rio, sul versante opposto, i ruderi dell'Alpe Vaudo, però difficili da individuare, più in alto, le baite allineate dell'Alpe Loro.

 Giunti alla base della parete rocciosa strapiombante, si ritrova una traccia che porta sulla destra aggirando la parete, e poi sale sopra la bastionata rocciosa tramite una caratteristica "scalinata" costruita appunto per superare l'ostacolo.

 Si continua a salire la dorsale per un tratto, e poi sulla sinistra, il piccolo prato dell'Alpe Taccarello 1360 m. che si raggiunge seguendo una lieve traccia che traversa nel bosco.
 E' possibile continuare la salita sulla dorsale a fianco dell'Alpe, salendo la vegetazione cambia, tra i radi larici il percorso diventa molto panoramico; superata una caratteristica roccia, si sale sui ripidi prati, poi, dove la dorsale si impenna, si può traversare sulla destra e salire alla cresta che dal Pizzo Colla Bassa porta al Pizzo delle Pecore.


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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)




   - all'Alpe Taccarello da Aurinasca : (Avvertenze...)

 Da Prata di Vogogna si segue la strada asfaltata in direzione di Cuzzego, poco dopo il ponte sul Rio di Prata, sulla destra si raggiunge una chiesetta dove si trova il cartello indicatore del percorso segnalato (segnavia bianco-rossi).

 Si raggiunge a 325 m. la Torre del Bulfer, una costruzione di 5 piani eretta a protezione dei sottostanti villaggi (cartello esplicativo in loco).
 
Aggiornamento : la torre è parzialmente crollata nel 2014...

 Il sentiero prosegue arrivando all'Alpe Runcass e successivamente all' Alpe Bisigunsc 480 m. (altro cartello esplicativo), in seguito si raggiunge l'Alpe Fonten sotto 557 m. con la Cappella dedicata alla Madonna di Oropa, e un interessante voltino in pietra con inciso un simbolo cruciforme (altri cartelli descrittivi).

 La traccia prosegue salendo nel bosco, e dopo aver incontrato alcune baite diroccate, arriva all'Alpe Aurinasca dentro 976 m. e poco dopo, ad Aurinasca il nucleo principale dell'alpeggio, con al centro una Cappella; qui il sentiero segnalato si divide, un percorso ritorna a Valle passando da Aurinasca di fuori, Luera, Cortigio e Buretti, un altro percorso sale verso sinistra e dopo le ultime baite, arriva ad un dosso panoramico, e prosegue poi lungo la dorsale verso il Pizzo Colla Bassa ed il Pizzo delle Pecore.

 [Il sentiero che da Aurinasca portava a Taccarello è in gran parte scomparso].

 Dalla Cappella si segue per un breve tratto a ritroso il percorso, poi dalle ultime baite poste a sud, si sale nel prato dirigendosi verso il culmine della dorsale dove, in vista del successivo canale, si ritrova per un tratto la traccia del vecchio sentiero, si scende ad attraversare il canale (in alto incombe la parete rocciosa del Mopi 1448 m.), si sale sulla successiva dorsale e si attraversa il canale successivo rimanendo alti vicino alla parete rocciosa, dove si trova qualche piccolo gradino intagliato nella roccia che segnala il percorso del vecchio sentiero; si risale poi la nuova dorsale dove si ha una bella vista sull'impervia zona dell'Alpe Taccarello.

 Di fronte, sale verso il Pizzo Colla Bassa uno dei due rami del Rio di Prata (il principale, come portata d'acqua), che bisogna attraversare; si scende per alcune decine di metri verso il fondo del canale, lo si traversa sopra un salto e si risale un umido canalino erboso che porta sulla successiva dorsale boscosa che si risale fin circa fino a circa 1350 metri, si prosegue verso Taccarello traversando a mezzacosta verso sud, prima di traversare un ultimo canalino che precede il piccolo ripiano dell'Alpe, bisogna individuare un passaggio obbligato dove si trova una piccola scalinata, che permette di superare uno sperone roccioso, e si giunge finalmente all'Alpe Taccarello 1360 m.

Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)   


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  -  Ritorno all'Alpe Taccarello... (ottobre 2015) (Avvertenze...)

 Trascorsi otto anni dall'ultima visita, era tempo di ritornare (questa volta con Andrea), a visitare l'Alpe Taccarello, tra gli alberi colorati dalle belle tinte autunnali...

 Poco dopo la partenza da Carale di Prata, giunti alla Torre del Bulfer, la poco piacevole vista del crollo parziale della Torre, risalente a novembre 2014, fatto avvenuto nel disinteresse generale... solo gli "addetti ai lavori" hanno segnalato l'accaduto (Link).

 Mentre il tratto che da Taccarello scende a Rigulun è tutto sommato "tranquillo", con percorso abbastanza evidente, quello che traversa da Aurinasca verso l'Alpe Taccarello, rimane sempre impegnativo, e il vecchio sentiero è rimasto visibile solo nel primo tratto fino al canale dove c'è la presa dell'acqua, dopodiché ogni traccia o segno di passaggio scompare.

 Considerando gli anni trascorsi, e il fatto che la memoria ormai si è fatta molto labile... alla fine è come se fosse stata la prima volta che percorrevo questo tratto... con le inevitabili incertezze e deviazioni per cercare i passaggi; in particolare il passaggio "obbligato" della scaletta che permette di traversare l'ultimo canale prima dell'alpe, lo abbiamo mancato...(poi ritrovato dalla parte opposta), e siamo scesi nel canale dall'alto [foto 52 e 54] con un percorso delicato e insidioso, certamente da non ripetere...

 Alla fine questo ha reso il giro più "avventuroso" e adrenalinico... anche questo ha confermato la prima impressione avuta otto anni prima riguardo la Valle del Rio di Prata, una zona aspra e severa apprezzata da pochi intenditori...

 

Tempo per il giro : (Prata) - Aurinasca - Taccarello - Rigulun - (Prata), circa 8 ore (naturalmente se non si sbaglia e di conseguenza non si perde tempo a cercare i passaggi giusti...).

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   -  da Rigulun ad Aurinasca... (novembre 2015) (Avvertenze...)

 Di nuovo nella Valle del Rio di Prata... rimaneva un ultimo sentiero da cercare, quello segnato solo sulla cartina IGM che dall'Alpe Rigulun traversa verso le baite inferiori di Aurinasca; sulla cartina, in particolare, è segnata esattamente la quota del punto in cui si guada il Rio di Prata (881 m.), in seguito la traccia riportata traversa praticamente sempre alla stessa quota, in realtà sono presenti numerosi saliscendi...

 Lungo il sentiero si trovano anche numerose tracce di passaggio degli animali, a conferma che anche loro seguono il percorso più "logico"...

 Si tratta di un percorso relativamente breve (se non si sbaglia...), e perciò in questo giro c'è stata anche l'opportunità di visitare con più calma alcuni alpeggi incontrati lungo il percorso, trovando così alcuni particolari interessanti, che non si possono vedere se si va di fretta...


 Salendo da Prata all'Alpe Rigulun si prosegue sul sentiero per Taccarello, superato il rio si continua per un tratto lungo la traccia che sale verso l'Alpe Uccellino, a un certo punto si trova un bivio (veramente poco evidente...), si prende la traccia sulla sinistra (qualche vecchio taglio col falcetto, tagli che saranno presenti per buona parte del percorso, in particolare nel tratto dopo il guado...), che sale il costone boscoso, in seguito una traccia traversa in leggera discesa giungendo a una roccia piatta [foto 26], ma non è il percorso giusto... comunque se si giunge qui, può servire come riferimento, bisogna salire ancora, a monte delle rocce soprastanti.

 Alcune decine di metri sopra la roccia piatta, si ritrova la traccia giusta (qui abbastanza evidente), che traversa verso un piccolo canalino [foto 28] dove si trova anche una cordina metallica che può aiutare per "saltare" il canalino; proseguendo poi si scende al canale principale del Rio di Prata [foto 29, 30 e 31].

 Superato il rio, dopo un breve tratto tra piante spinose, si traversa verso le rocce sulla destra dove una betulla che sembra crescere dalla parete [foto 32], indica il punto in cui si deve risalire una paretina in gran parte rocciosa dove si trova un'altra cordina metallica, più in alto si traversa sulla sinistra (sono qui presenti dei rovi fastidiosi...), poi si prosegue traversando il versante e cercando le tracce del vecchio sentiero.

 Si continua su una cengia a picco sul canale uscendo su una dorsale dove si trovano alcune grosse betulle tagliate [foto 41], che servono da riferimento per trovare questo passaggio chiave se si fa il percorso in senso opposto; proseguendo si traversa un boschetto di betulle tra l'erba alta e le felci dove la traccia si perde, comunque si continua rimanendo sempre alla stessa quota e dirigendosi verso una dorsale rocciosa [foto 44] che si supera al limite inferiore delle rocce dove si ritrovano le tracce del sentiero.

 Durante la traversata si passano alcuni canali, e si arriva a un altro tratto roccioso che si affronta direttamente in leggera salita trovando altri segni del vecchio sentiero [foto 39 e 40], si continua poi su terreno più agevole (anche se si incontrano altri rovi...), e superato un ultimo canale si entra nel bosco dove si trovano le baite inferiori di Aurinasca.

 In breve tempo si può salire al nucleo principale dell'alpeggio, Aurinasca dentro, dove si trova la Cappella, in questa occasione accolto dalle padrone di casa... [foto 62], qui raggruppate avendo sentore del peggioramento del tempo in arrivo...


Da Prata ad Aurinasca dentro via Rigulun, circa 4 ore. Percorso impegnativo.

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 < Nel cielo dell'Alpe Morgagno...
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 - all'Alpe Vaudo e all'Alpe Loro per il Passo della Lociascia :

(Avvertenze...)


 Da Prata di Vogogna si segue il percorso per l'Alpe Sass Aut, dall'Alpe si continua lungo il sentiero che porta a Prasain, dove si lasciano i percorsi segnalati per salire a monte delle baite e, traversando verso il centro della valle , si trova una traccia che porta in direzione delle rocce (la Lociascia), alla cui sommità si trova l'Alpe Vaudo.

 Proseguendo la traccia diventa poco evidente fino quasi a scomparire, bisogna allora cercare altri segni che indicano il percorso, tacche scavate nella roccia e i rami tagliati col falcetto; se si perdono questi segnali, è meglio non proseguire...  Il percorso supera le rocce salendo e traversando su piccole cenge fino a un passaggio con una corda penzolante, il Passo della Lociascia... passaggio insidioso se la roccia è umida.

 Si continua a salire su terreno sempre molto ripido, arrivando nel bosco dove si trovano i ruderi dell'Alpe Vaudo 1201 m. diverse baite, alcune ormai azzerate, ormai inghiottite dal bosco...

 Per raggiungere l'Alpe Vaudo, non era certo questo il percorso più "comodo"... ma ci si arrivava con gli animali scendendo dall'Alpe Loro e dall'Alpe Morgagno.

 Da Vaudo si sale nel bosco, ripido ma facile, dove si trova a tratti una lieve traccia che risale a tornanti fino ad arrivare al bel poggio dell'Alpe Aulor (Loro) 1481 m. con le baite allineate che guardano verso la pianura Ossolana.

 Da Aulor un sentiero, a tratti ormai invaso dall'erba e dagli arbusti, traversa verso sud fino all'Alpe Morgagno, sul percorso segnalato che sale al Pizz Lacina; da Murgagn si scende lungo una dorsale panoramica fino ad un bivio, a sinistra si può scendere all'Alpe Marona e a Genestredo di Vogogna (vedi la pagina gli alpeggi di Vogogna), scendendo invece sulla destra, si ritorna verso Prasain; poco prima di arrivare all'Alpe, seguendo la dorsale sulla sinistra si può visitare la bella Alpe Barca 828 m.

Da Prata all'Alpe Loro, circa 3 ore e mezza.


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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)




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