in Valgrande
torna alla home page
  ← il versante Ossolano...

La Colla...
 


 La Colla è il caratteristico dosso erboso dai fianchi ripidi posto sopra le balze rocciose soprastanti Lut, inconfondibile e ben visibile anche dal basso, da dove si intravede la stalla dell'Alpe e soprattutto l'imponente frassino posto a fianco.

 Ci si passa seguendo il sentiero che da Colloro, passando da I Curt, sale verso l'Alpe Curtet e lungo la via normale alla Cima Saler; nei dintorni, oltre ai percorsi segnalati (alcuni molto frequentati), ci sono anche sentieri raramente percorsi ed altri in parte abbandonati, che permettono di compiere un interessante percorso ad anello passando dalla Colla.

 L'ultimo alpigiano che caricò l'alpe fu Ernesto Piolini, era qui con qualche mucca e poche decine di capre, La Colla fu abbandonata definitivamente nel 1952; traversando verso il canale dove scende il Rio del Curtet si trova una caratteristica fontana in sasso, poi tracce di sentiero proseguono salendo verso uno dei tanti alpeggi "estremi" della Valgrande, l'Alpe Saler, le cui baite diroccate poste sopra balze rocciose, sono visibili guardando verso il versante ovest della Cima Saler.


[vedi anche questa pagina]



   - Il Percorso :
(Avvertenze...) - Difficoltà EE - alcuni tratti del percorso (la seconda parte del traverso che da sopra Lut va verso La Piana, e il tratto da Corpic a Lagarasc e successiva discesa, sono da percorrere preferibilmente nel periodo inverno - inizio primavera, prima della ripresa della vegetazione).

 Da Premosello Chiovenda si sale a Colloro lungo la mulattiera che interseca la strada asfaltata, dal paese si prosegue sulla strada fino al bivio per Capraga, di fianco al Rio del Ponte (salendo a piedi da Premosello, fino a qui circa tre quarti d'ora), qui possibilità di parcheggio.

 Percorso un breve tratto di strada, sulla sinistra sale il percorso segnalato verso I Curt, giunti sulla piccola dorsale dove si trovano i ruderi di una Cappella [foto 8], si lascia il sentiero principale per seguire una traccia sulla destra che traversa a mezzacosta il versante della montagna, il sentiero è in buona parte evidente, e comunque sono presenti i segni dei tagli col falcetto che sono di aiuto per l'orientamento; si passa da un bivio [ foto 81], sulla sinistra sale un sentiero per Lagarasc (che si percorrerà al ritorno).

 Dopo un tratto in leggera discesa, si giunge a un pianoro con grossi massi, qui vale la pena di deviare brevemente verso lo sperone roccioso sulla destra, bel punto panoramico [foto 12, 13, 14, 15], sotto si vede la Chiesetta di Lut (che si può raggiungere scendendo nel bosco sulla sinistra (sud) di questo sperone).
  Poco più avanti un altro piatto sperone roccioso da dove si vedono le giavine soprastanti [foto 15], che servono come riferimento in questo tratto dove le tracce di sentiero sembrano perdersi, si traversa verso sud in leggera salita, tenendosi a qualche decina di metri dalle giavine, poi in prossimità di alcuni alberi di castagno, si ritrova la traccia e i tagli col falcetto; il sentiero ora ben evidente traversa in salita, poi si trova un tratto dove la traccia si fa più esile, qui bisogna salire ripidamente verso le pareti rocciose soprastanti.

 Si continua traversando sulla destra con percorso panoramico passando sotto le rocce (questo tratto del sentiero è molto bello...), qui si trovano alcune vie di arrampicata, è questa la ragione per cui il sentiero in questo tratto è ancora in buone condizioni...

 Si seguono i tagli e gli ometti, dopo un ultimo tratto in salita, i segni scompaiono (probabilmente salendo ancora sulla sinistra, si trovano altre vie di arrampicata), a questo punto bisogna traversare rimanendo sempre alla stessa quota (intorno ai 1050 m. ), continuando la traversata nel bosco si ritrova qualche traccia del vecchio sentiero [foto 21], bisogna in ogni caso traversare rimanendo alla base dei salti rocciosi sulla sinistra (se si traversa più in alto, si può trovare qualche difficoltà).

 In seguito si passa in una zona invasa dai rovi [foto 25], qui subito dopo lo scioglimento della neve si può comunque ancora passare, ma più avanti nella stagione diventerebbe molto disagevole... per evitare i rovi si potrebbe scendere ancora nel bosco sulla destra, ma a questo punto si finisce a ridosso della stradina e successiva mulattiera che porta a La Piana (questa è comunque la cosa migliore da fare se si visita questa zona in estate - autunno).

 Proseguendo invece dove passava il vecchio sentiero, dopo il tratto coi rovi si esce su terreno più aperto [foto 26] in vista delle baite, e dopo una giavina di rocce rossastre si arriva a superare il rio che scende da Curtet giungendo infine alle baite superiori di La Piana ca. 1040 m.

 Salendo a monte delle baite si trova [foto 32] un sentiero abbandonato anch'esso invaso dai rovi, lo si segue eventualmente aggirandolo per un tratto, fino ad arrivare a due baite isolate [foto 33], qui si trova il sentierino che sale dal percorso principale verso La Motta, salendo lungo la traccia sulla sinistra si giunge all'Alpe Agaroli (Agaroi) 1120 m.

 Da Agaroli traversando di fianco alle baite si ritorna verso nord-ovest seguendo una traccia che sale in direzione della Colla, lungo il percorso si trovano anche segni di vernice rossa, ma il sentierino è sempre evidente; dopo un primo canalino si traversa nuovamente il Rio che scende dalla zona di Curtet e Saler, e la traccia sale sulla sinistra del canale superando con un bel percorso su cenge un tratto roccioso [foto 38], poi segue una dorsale boscosa (sulla destra, in questa occasione, si vedeva una bella cascata alimentata dalla neve in scioglimento...), per giungere al pendio finale [foto 42] che sale ripido verso i prati della Colla 1406 m.
 (In discesa è importante raggiungere questa dorsale, e non scendere sulla sinistra (nord) verso il canale...).

 Portandosi sullo sperone 1415 m. di fronte alle baite si ha una bella vista verso I Curt e la sottostante Alpe Lagarasc, dalla parte opposta il dirupato versante dove è posta l'Alpe Saler.

 Per il ritorno si scende verso Corpic lungo il versante nord, più in basso si trova un bivio e si può lasciare il sentiero segnalato per seguire una traccia sulla sinistra che giunge direttamente all'Alpe Corpic 1156 m.

 Corpic è un bel posto, guardandola dall'alto, l'Alpe col suo prato rotondo è veramente suggestiva... visitata la prima volta nel 2007 mi è rimasta impressa nella memoria l'immagine dell'altalena appesa all'albero [foto 67], che trasmetteva sensazioni di tranquillità e serenità, ora l'albero e l'altalena non ci sono più, ma rimane quell'immagine per ricordare quei momenti...

 Da Corpic si vede in basso verso sud Lagarasc, seguendo una traccia che scende sulla sinistra, si traversa verso una giavina giungendo così all'Alpe Lagarasc 1055 m. circondata dalle ginestre; le date incise su due sassi dei muri dell'alpe riportano 1942 e 1946, probabilmente l'alpeggio è stato abbandonato pochi anni dopo...

Link alla cartina ↓


 Sotto le baite alcuni ometti indicano il sentiero che scendeva per ricongiungersi con quello percorso all'inizio [foto 81], la traccia è poco evidente, ma comunque tutta questa zona che scende da Corpic non presenta problemi non essendoci passaggi obbligati, naturalmente è sempre preferibile visitarla in inverno o inizio primavera.

 Scesi al sentiero sottostante si ritorna ai ruderi della cappella sul sentiero de I Curt scendendo poi a Colloro e a Premosello.


 Tempo per questo giro, 6/7 ore (a seconda della presenza o meno della neve...).

 Immagini del 19 marzo 2014.



vai alle immagini →  
 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)


Home Page    Torna alla home page
La Colla...