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Alpe Saler e dintorni...
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Alpe Saler...
 

 Tra le balze rocciose sul versante occidentale della Cima Saler, intorno ai 1600 m. si trovano dei ripidi pendii prativi, e su un piccolo ripiano c'è l'Alpe Saler, che è (opinione personale), l'alpeggio più interessante e suggestivo di questo versante affacciato sulla bassa Ossola.

 Erano una decina i rustici costruiti in questa zona (numero notevole, considerando il territorio in cui si trova l'alpe), oltre alle baite sistemate sul panoramico dosso, altre (probabilmente le più "antiche"), erano state costruite al riparo di una parete rocciosa.

 L'ambiente, aspro e severo, offre un notevole panorama verso i laghi e la bassa Ossola; era principalmente un alpeggio per capre e pecore, ma venivano condotte qui anche alcune mucche, gli ultimi alpigiani furono Matteo Piolini e Pietro dell'Oro che rimase fino al 1939.


 

 Il percorso meno impegnativo per raggiungere l'Alpe Saler, arriva dall'Alpe Curtet, scendendo prima al Rio del Curtet e poi salendo per superare uno sperone e traversando sotto le rocce fino ai prati; ma naturalmente il sentiero più interessante è quello che sale da La Colla traversando sul fianco destro orografico del canale, superando le balze rocciose sottostanti i prati.


 Una ulteriore via intermedia di accesso (percorsa al ritorno in questa occasione), segue il pendio sul versante sud sotto la bocchetta dove transita il sentiero che arriva dalla scala del Curtet e che poi scende alla cengia che traversa verso La Colla.

 

 

  - all'Alpe Saler : Percorso impegnativo, Difficoltà EE   (Avvertenze...)

  (vedi anche questa pagina)


 A La Colla si arriva normalmente salendo da I Curt, in questa occasione invece l'ho raggiunta salendo da Premosello via Alpetto Cornala, La Piana, Alpe Agaroli (vedi anche questa pagina); dalla Colla si raggiunge la bella vasca in sasso per l'acqua e si segue il sentierino che traversa verso nord, uscendo dal boschetto ci si affaccia sull'aspro e affascinante versante occidentale della Cima Saler, sulla sinistra si vede il sentiero [foto 13 e 14], che sale passando dal caratteristico "buco" chiamato il Partüs...

 Si sale rimanendo sempre sul versante destro idrografico del canale, all'inizio il sentiero è ancora evidente, in seguito la traccia a tratti si perde, proseguendo si vede in alto il tubo che porta l'acqua che fa da riferimento, lo si deve raggiungere nel punto in cui è ancorato ad una roccia, nella zona dove si congiungono i due riali, poi traversando sulla sinistra si raggiunge il Rio del Curtet dove c'è la presa per l'acqua. (Sulla sinistra si trova un dosso erboso su cui ci sono alcuni ruderi, si tratta del Curtett, raggiunto poi al ritorno).

 Traversato il Rio del Curtet, si sale aggirando sulla sinistra le balze soprastanti, e poi proseguendo verso destra si continua verso un piccolo colletto in vista dei prati di Saler, superando così il tratto con le balze rocciose; si traversa il canale e poggiando sulla destra si raggiunge il dosso con il gruppo di baite dell'Alpe Saler a circa 1600 m.
 Questo luogo era relativamente al sicuro dalle valanghe, altri tre rustici erano stato costruiti al riparo sotto una parete poco lontano; proseguendo sul prato verso sud dopo questi rustici, il panorama si apre anche verso la Colma di Premosello (dietro la quale spunta il Pedum), e in basso si vede La Piana.

 Su un pianoro sovrastante i rustici posti sotto la parete rocciosa, si trovano altri ricoveri situati al riparo sotto una grande parete sporgente, dietro ai ruderi si vedono alcune grotte poco profonde; questo luogo è stato visitato successivamente al giro descritto qui, durante la salita alla Cima Saler dall'alpe omonima, vedi questa pagina.

 Molto probabilmente questi sono stati i primi ricoveri costruiti in questa zona (lo si nota anche dai muri che paiono molto "datati"), un tempo si costruivano le prime baite vicino ai balmi o ad altri ripari naturali al sicuro dalle slavine, poi in seguito, anche con il miglioramento delle tecniche costruttive, è stato costruito il corposo nucleo di baite di Saler più in basso su un dosso relativamente sicuro dalle slavine.


 Per la discesa, sono ritornato alla presa dell'acqua sul Rio del Curtet (guardando dall'alto il dosso soprastante il rio con i ruderi, si notava una lieve traccia tra l'erba [foto 25], che saliva, e naturalmente valeva la pena di andare a vedere...).

 Scesi al Rio del Curtet si risale ripidamente il versante che porta sul dosso a circa 1520 m. dove si trovano i ruderi dei tre piccoli ricoveri del Curtett (toponimo che mi è stato riferito da abitanti della zona di Premosello), una delle numerose occasioni in cui si può constatare come un tempo venivano utilizzate anche le più piccole ed impervie zone dove c'era la possibilità di raccogliere l'erba, per lo sfalcio o per il pascolo.

 Seguendo la lieve traccia, che a tratti scompare tra l'erba e la bassa vegetazione, si sale su terreno ripido giungendo alla bocchetta [foto 57], dove il sentiero che arriva dall'Alpe Curtet (salendo, in alto sulla destra si vede la famosa scala...), scende sul versante opposto per raggiungere la cengia che riporta a La Colla.


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panorama dall'Alpe Saler :