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  Val Cornera : Nibbio - Valle di Nibbio- Val Cornera - l'Alpetto - Rio Cornera - Baita dul can - Nibbio.



 Ritorno nella selvaggia e impervia Val Cornera con un percorso che unisce i due alpetti posti sui ripidi fianchi della valle, l'Alpetto e la Baita dul can (così è chiamata dagli abitanti di Nibbio), piccolo alpetto posto su uno sperone del versante che sale verso la Piana del Türi, era composta da due costruzioni di cui rimangono solo i muri perimetrali, segnata (ma non nominata) attualmente solo sulla cartina IGM.

 Si attraversa il Rio Cornera (dove l'acqua è sempre presente), nella parte medio-bassa della valle tra pareti rocciose incombenti e risalendo il ripido pendio boscoso sul versante sinistro orografico del canale.

 


   - Il percorso : (Avvertenze...) - Difficoltà EE/F __Percorso impegnativo__  [Vedi anche la pagina della Val Cornera].

 Il sentiero di accesso alla Val Cornera dalla Valle di Nibbio si può raggiungere da Cuzzago seguendo il sentiero per il Sasso Grande e poi quello che entra in diagonale nella valle, poi si scende per un tratto lungo la frana; oppure salendo dall'abitato di Nibbio, percorso più rapido (il tratto iniziale fino alla frana, presenta alcuni tratti disagevoli per l'avanzare della vegetazione, rovi in particolare...).

la Baita dul can

 La cengia di accesso alla Val Cornera si raggiunge traversando sulla frana verso i due caratteristici grossi blocchi di roccia [foto 2]; si sale all'Alpetto 985 m. di fronte, sul versante opposto della valle, si vede la dorsale della Baita dul can e il ripido pendio boscoso che si dovrà risalire.

 Nel boschetto di fronte ai ruderi si vede una traccia che traversa in diagonale entrando nella valle, nonostante il bosco stia cercando di "nascondere" il sentiero, la traccia è ben visibile, scende in leggera discesa verso il canale; giunti vicino a una vallettina si trova un muretto [foto 7], si traversa e si scende passando accanto a una parete rocciosa dove si trovano due gradini [foto 8], subito dopo si traversa una valletta e si scende la costa a sinistra (ripido) costeggiando la parete fino ad arrivare al canale del Rio della Val Cornera a circa 870 m. proprio alla confluenza del canale che scende tra la Teia e la quota 1677 m. [foto 6]. Questo era il sentiero usato per l'approvvigionamento dell'acqua.

 Il canale si può scendere per un tratto, poi ci si trova sopra un prima salto, allora si sale sul fianco destro (versante dell'Alpetto), e si traversa verso valle nel boschetto, non cercare di scendere subito, ma continuare fino a un largo canale che si traversa per poi scendere sul suo fianco destro, dove si trova un punto debole che permette l'accesso al canale (noto che anche i camosci seguono questo percorso...), si ritorna nel canale proprio sotto ad un altro salto [foto 14].

 Naturalmente sarebbe possibile scendere il canale usando la corda, ma questo è consigliabile solamente se c'è la sicurezza di non essere costretti a ritornare sui propri passi (il salto della foto 14 non si può risalire...).

 Sul fianco sinistro (sud) della valle si vedono delle imponenti pareti rocciose verticali in parte di colore bianco, sono il riferimento per la risalita del versante sotto la Piana del Türi; la risalita del ripido versante boscoso si può iniziare subito sotto la prima traversando sotto la roccia (pericolo di caduta sassi...), oppure si può scendere ancora un tratto vicino al canale e iniziare la salita sotto la parete posta più a valle dove si trova un canalino laterale.

 Il pendio è molto ripido, ma sono presenti numerosi appigli (alberelli o, in mancanza, ciuffi d'erba...); più in alto il pendio diventa un poco più dolce e si trova una traccia di passaggio dei camosci che si può seguire, conviene portarsi in alto e traversare rimanendo nel bosco, si può anche traversare più in basso uscendo però su pendii erbosi più ripidi ed esposti.

 Si arriva così su un dosso boscoso a circa 970 m. dove passa il percorso che sale alla Piana del Türi (vedi questa pagina), da qui in avanti seguire i numerosi tagli dei rami (più in basso sono presenti anche degli ometti), scendere tenendosi sulla destra vicino ad una costa rocciosa con erba dove a circa 930 m. di quota si trovano i ruderi della Baita dul can (dove fa bella mostra un caratteristico paiolo arrugginito...).

 Si continua la discesa sempre cercando i tagli, è importante non perdere la giusta via (l'orografia della zona non ammette errori, lo si comprende osservando la zona dal basso, dalla piana vicino a Nibbio...).

 Giunti sopra l'abitato di Nibbio si traversa verso sud, ci sono due percorsi, quello più "alto" che passa vicino alla galleria nella roccia [foto 28 e 29], e un altro più comodo, che traversa più in basso, infine si raggiunge la marcata traccia del sentiero che sale verso le Bocchette di Lavattel e Sautì, e si ritorna a Nibbio nei pressi dell'Oratorio di San Pietro.



 


  Da Nibbio all'Alpetto circa 2 ore e mezza
  Dall'Alpetto al canale circa 30 minuti - Dal canale alla Baita dul can circa 1 ora e mezza.
  Per il giro completo descritto, calcolare 6/7 ore.


Immagini del 23 maggio 2011.

 

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