La Testa del Parise 2092 m. è la cima più alta lungo la cresta posta di fronte a Domodossola, una di quelle cime "secondarie" che raramente si salgono singolarmente, ma vengono raggiunte in combinazione con altre cime; in questo caso le normali vie di accesso, prima di raggiungere la cima, passano obbligatoriamente dalle montagne vicine (il Pizzo Desen o la Punta Pozzolo).

  Ma per la Testa del Parise esiste un percorso alternativo, lungo e faticoso, ma anche vario ed interessante che sale lungo la sua cresta nord-ovest con partenza da Cosa (Cosasca) sulla piana Ossolana raggiungendo la cresta sul Sasso Miscioi.

 

Cosa, Cosasca, Pra di Sopra, Sottosasso, Sasso Miscioi, Testa del Parise.


 
   - Il percorso :
(Avvertenze...) Difficoltà EE (Percorso in gran parte senza sentiero).

 Dalla Chiesa di Cosa 250 m. frazione del Comune di Trontano, si segue il viottolo sulla destra che giunge in breve a una Cappella dove inizia una bella mulattiera (in parte cancellata da una stradina sterrata), che sale a Cosasca giungendo alla Chiesa di San Lorenzo 400 m. Sulla sinistra, una grossa Cappella dove arriva una sentiero che parte subito dopo il piccolo parcheggio davanti alla Chiesa di Cosa (percorso più lungo). 

 La mulattiera prosegue (in alto si vede la Costa dei Pianezzoli che si aggirerà sulla destra), e arrivati presso alcune baite il sentiero svolta a destra arrivando poi a Lobbia 480 m. qui si prosegue sulla sinistra verso le baite di Rulè 520 m. dalle quali ci si dirige verso il bosco dove, sulla destra, si ritrova il sentiero che porta a Cà Bauzun, un poggio con vista sul fondovalle; la traccia prosegue svoltando a sinistra passando accanto ad alcune baite diroccate, poi svolta a destra arrivando a Caciollo 600 m. ai margini del bosco si trova una Cappella dove il sentiero continua sulla destra e, dopo un'ultima Cappella, arriva a Mura 750 m.

 [Dopo la Cappella di Caciollo, un altro buon sentiero sale sulla sinistra e, passando da un bel poggio panoramico, raggiunge il sentiero per Pra di Sopra poco dopo Mura].

 Il sentiero prosegue svoltando a sinistra e poi arriva ad alcuni terrazzamenti, siamo a Pra di Sopra 830 m. (i ruderi delle baite sono immersi nel bosco, sulla sinistra). si prosegue e dopo un'ultima baita, si entra nella Valle (in alto sulla destra, si nota il Sasso Miscioi).

  Il percorso segue una cengia verso uno sperone che scende trasversalmente dal versante sinistro, il quale sembra sbarrare il passaggio, si supera scendendo prima in un canale e poi si traversa su alcune pontegge in legno; saliti sullo sperone (qui bella vista su una cascata del Rio di Menta), si prosegue diritti (evitare la traccia che sale), poi scendendo nel bosco e costeggiando il torrente, che qui scorre nella roccia scavata dall'acqua, si arriva al guado a circa 800 m. dove si notano i grossi fori quadrati, sostegni di un ponte che la piena del torrente ha distrutto...


 Sempre molto bello l'aereo sentiero che da Pra di Sopra traversa verso il torrente lungo le cenge dove sono ancora visibile le vecchie pontegge...

 Guadato il torrente, il sentiero (qui poco visibile) sale, all'inizio molto ripido, nel bosco fino a Sottosasso di Sotto 954 m. Si continua a salire cercando i radi segni di vernice arrivando alle prime baite di Sottosasso di Sopra 1041 m. 

  Proseguendo si raggiunge un'altra baita, si lascia il sentiero che entra nella valle iniziando la salita nella ripida faggeta sulla destra, il sentiero che saliva al Sasso Miscioi è in gran parte scomparso, si ritrova per un tratto una traccia che sale a tornati, si raggiunge la base delle rocce che si costeggiano traversando sulla destra e si raggiunge la dorsale passando dalla grossa carbonaia [foto 18] che fa da riferimento.


 


Si sale lungo un percorso che presenta tratti boscosi misti a blocchi rocciosi, aggirando eventualmente le asperità si giunge sulla cima del Sasso Miscioi 1516 m. in seguito, dopo un tratto in piano, riprende la salita sempre tra la vegetazione inframmezzata da tratti rocciosi; la vista inizia ad aprirsi verso le cime più lontane e verso Cortevecchio e la piana Ossolana.

 Proseguendo si arriva al punto dove traversa il sentiero che dall'Alpe Cortevecchio raggiunge l'Alpe Menta, poco dopo si incontra uno dei tratti più ripidi del percorso, gli speroni rocciosi si possono evitare poggiando sulla destra; ritornati sulla cresta la vegetazione arborea inizia a diradarsi e con percorso sempre più panoramico si raggiunge la dorsale erbosa dove si inizia a vedere la cima (che però è ancora lontana...).

 Con belle vedute verso la Valle di Menta, la Punta Pozzolo e il vasto fornale sottostante (con il suo bel lariceto), si scende ad un intaglio della cresta (a circa 1920 m. ), di fronte una paretina rocciosa verticale che si aggira scendendo di poco sulla destra e seguendo poi una traccia di passaggio di animali che traversa sul versante sud; ritornati sulla cresta si arriva a una sella erbosa dove inizia la parte terminale della cresta, dapprima erbosa e poi salendo un tratto con facili roccette [foto 46], si giunge sulla cima della Testa del Parise 2092 m.
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 Tempo per la salita circa 6 ore e mezza - Immagini del 20 settembre 2013.







 In questa occasione il giro è proseguito con la discesa nel Vallone di Locc per visitare la Balma dei Locc "mancata" durante la precedente visita (grazie a Daniele Barbaglia per la segnalazione).
 
 Sempre molto bello il Vallone di Locc... uno dei luoghi più appartati e solitari della Valgrande...

 Per il ritorno a valle sono sceso dall'Alpe Menta nella valle sottostante fino alla congiunzione dei due canali e proseguendo la discesa sul fianco sinistro idrografico della valle, dove un tempo saliva un sentiero (ora scomparso) ritornando a Sottosasso.

 Il tratto dall'Alpe Menta fino alla congiunzione dei canali, tra la vegetazione molto fitta, su terreno ripido, è veramente disagevole (sconsigliabile...), e anche il tratto successivo, prima di ritrovare il sentiero per Sottosasso a circa 1070 m. presenta zone con alberi caduti che costringono a faticosi aggiramenti...

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 La Balma dei Locc :

 Dall'Alpe Locc di sopra 1674 m. sale una ripida dorsale erbosa che arriva fino alla cima del Pizzo Desen, salendo questa dorsale a circa 1830 m. si vede sulla sinistra un grosso muretto posto sotto una paretina rocciosa, è la Balma dei Locc situata vicino ad un canalino dove si trova l'acqua. [sulle vecchie mappe è riportato un sentiero che dall'Alpe sale alla balma e prosegue verso il canale...].

 In verità più che una balma sembra essere un luogo di estrazione e lavorazione della roccia usata per la costruzione delle baite sottostanti; si notano i segni sulla parete [foto 5] ed anche su un blocco "segnato" per ricavarne delle lastre [foto 6], comunque si notano i resti di un ricovero che sembrano più "antichi" degli altri muretti presenti, perciò il luogo doveva essere usato come riparo anche in tempi più lontani (vista anche la comodità di avere l'acqua nelle vicinanze...).


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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail


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