in Valgrande
Costa dei Pianezzoli....
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  ← il versante Ossolano...




 Guardando da Domodossola verso le montagne sopra l'abitato di Cosasca, si notano sulla sinistra alcune cime boscose arrotondate che salgono verso la zona dell'Alpe Nava, si tratta della Costa dei Pianezzoli.

 La salita di questa dorsale è un percorso lungo (anche per il dislivello, si parte da circa 200 m. di quota), impegnativo e faticoso per i ripidi pendii da risalire, ma è anche molto interessante per l'ambiente selvaggio e per la presenza anche in queste zone impervie, dei segni della presenza degli alpigiani in un passato ormai lontano...

 Percorsa alla fine di gennaio 2012, la salita è stata possibile in questo periodo grazie all'assenza di neve in questo inverno 2011/2012, il percorso è risultato comunque a tratti insidioso a causa del terreno gelato presente per lunghi tratti sui ripidi versanti.

(Salita riservata a escursionisti esperti abituati a muoversi su terreni impervi in assenza di sentieri...).

 


  Il percorso : (Avvertenze...)


 Si parte da Cosa (Cosasca) nelle vicinanze di Domodossola, ma nel territorio del Comune di Trontano; (vedi anche questa pagina), si segue la mulattiera che sale alla Chiesa di San Lorenzo, mulattiera in parte cancellata da una recente strada sterrata, la si segue passando dalla Cappella di Sant'Antonio (chiamata anche dei Salè) a 497 m. in seguito si passa dal bel nucleo di baite di Caciollo poi nel bosco verso Mura, poco prima dei ruderi di Mura si passa dalla Cappella recentemente restaurata; infine si giunge sul dosso di Pra di sopra 830 m. punto di ingresso per la Valle del Rio di Menta.

 Il sentiero che porta verso Sottosasso scende leggermente, invece ci si dirige verso un muretto che si vede qualche decina di metri più in alto sulla sinistra, qui una labile traccia entra nella valle e poi sale (cercare i radi ometti e segni di taglio col falcetto), arrivando ai ruderi di un baitello costruito a ridosso di una parete rocciosa; continuando la traversata si giunge in prossimità di un canale, per traversarlo (a circa 900 m.), si sale sulla costa fino a trovare una lieve traccia che traversa sul ripido versante erboso, passato il canale si entra nel bosco che si risale (ripido) fino alla selletta a circa 1096 m. oltre il primo rilievo della Costa dei Pianezzoli 1164 m.

 [La quota 1164 m. l'ho raggiunta salendo dal versante della Valle del Riale Robana in un giro successivo, nel marzo 2017, vedi questa pagina]

 Dalla selletta si segue la dorsale senza particolari difficoltà con percorso sempre più panoramico, arrivati su un poggio si scende qualche decina di metri arrivando nel punto più affilato della cresta i cui fianchi precipitano quasi verticalmente verso il basso, per superare l'intaglio è stata costruita una interessante scaletta; si prosegue la salita sul fianco sud della cima seguente, il terreno è sempre molto ripido, si può salire lungo il pendio erboso, oppure ci si porta più avanti verso il canale successivo, e si risale sulle roccette (percorso forse più sicuro).

 Si arriva così alla quota 1451 m. incontrando poco prima i ruderi (sono rimasti solo i basamenti dei muri perimetrali) di quella che possiamo chiamare l'Alpe Pianezzoli.

 [La quota 1451 m. l'ho raggiunta salendo dal versante della Valle del Riale Robana in un giro successivo, nel marzo 2017, vedi questa pagina]

 Si continua la salita verso l'ultima "cima" della Costa dei Pianezzoli poggiando all'inizio verso destra, ma appena possibile è consigliabile riportarsi sulla cresta dove il percorso è più sicuro, e infine, ormai in vista dei prati di Nava, si arriva al termine della lunga dorsale della Costa dei Pianezzoli nei pressi della Croce bianca posta al limite ovest dei prati dell'Alpe Nava 1728 m.

 Da Cosa all'Alpe Nava, circa 4 ore - difficoltà EE

 

    La Discesa : (Avvertenze...)



 Per ritornare a valle il percorso più sicuro e tranquillo scende verso Trontano passando da Parpinasca; vie alternative di discesa, meno tranquille ma certamente più interessanti, si possono trovare recandosi all'Alpe Drisioni 1488 m. qui si può tornare a Cosasca scendendo sul versante del Riale dei Porci passando da I Curt e La Colla (vedi questa pagina).


 In questa occasione, cercando sempre sentieri non ancora percorsi, da Drisioni si sale al dosso successivo 1487 m. in direzione nord, qui si scende lungo la dorsale boscosa poggiando verso destra (est) arrivando al prato dell'Alpe Arsa circa 1300 m. e poco più in basso si raggiungono i ruderi dell'Alpe Cerisola 1267 m.

 Da Cerisola si lascia la dorsale scendendo sulla destra nella grande faggeta, una delle più estese viste fino ad ora; il terreno è molto ripido e se percorso (come in questa occasione) in un inverno senza neve può essere insidioso con il terreno gelato...

 Nella faggeta il sentiero segnato sulla cartina è ormai scomparso, con percorso libero si arriva all'Alpe Gambatorta 1030 m. vari nuclei di baite sono presenti nel bosco, dopo il primo gruppo di baite si scende al secondo dove si trova la traccia che traversa verso sud ritornando verso la dorsale, il sentiero è ancora evidente e dopo un traverso si arriva nella zona dell'Alpe Varione circa 900 m.

 Da Varione si cerca il sentiero che traversa verso destra in direzione di Trontano, quando si giunge ad un bivio, lo si abbandona per seguire la traccia che scendendo ritorna verso sud-ovest sbucando infine sul piano di Mozzio circa 600 m. dove si trovano diverse antenne dei ripetitori che servono la zona di Domodossola; qui arriva una stradina che parte da Trontano, al termine della quale, verso sud, inizia il sentiero che riporta verso Cosasca, il Sentiero delle spose...


Il Sentiero delle spose...

 Attualmente i principali centri abitati Ossolani sono situati sulla piana dove scorre il fiume Toce, ma un tempo non era così, i paesi e le strade erano situati in buona parte ad una certa quota sul fianco della montagna, al riparo da eventuali esondazioni del fiume; l'abitato di Cosa, più recente, è posto sul piano alla base della montagna, mentre Cosasca, più antico, è posto circa 200 metri più in alto.

 Essendo frazione del Comune di Trontano, naturalmente gli abitanti vi si recano in particolare per le occasioni più importanti come a esempio i matrimoni, questa la ragione del nome di questo percorso che era in effetti la strada principale tra i due centri abitati...

 Veniva percorso naturalmente anche per avvenimenti meno lieti come i funerali, questa è forse la ragione di alcune incisioni sulla pietra presenti lungo il sentiero...


 Questo percorso, relativamente lungo, traversa il fianco della montagna con bella vista verso la piana Ossolana; è complessivamente in discrete condizioni essendo stato pulito recentemente (2012) da alcuni abitanti di Cosasca; si trovano all'inizio alcune incisioni, e numerose sono le tacche e i piccoli incavi nella roccia che rendevano più sicuro il percorso.
 Uno dei tratti più interessanti è quello che traversa il canale del Riale dei Porci e quello precedente chiamato semplicemente da alcuni del luogo, la Val di là...

 Si trovano alcune cordine metalliche e un ponticello in tronchi messi in loco recentemente, oltre agli usuali muretti e sostegni del sentiero originale; superato l'infossato canale del Riale dei Porci si risale il versante opposto giungendo in breve alla piccola Chiesetta della Madonna delle Grucce e poco dopo alle prime case di Cosasca 560 m. qui la mulattiera principale continua la traversata sul fianco della montagna verso la Chiesa di San Lorenzo, in questa occasione siamo scesi lungo un bel sentiero che inizia tra le case poco prima di arrivare alla Chiesa (in rovina) della Madonna delle Grucce; il sentiero scende a tornanti passando da Cà Burtulina e dalla piccola Cappelletta d'la Scarpia 349 m. e arrivando infine a valle nei pressi del ponticello sul Rio Robana al termine di questo lungo, faticoso, ma molto interessante giro...


 Tempo per il giro descritto, circa 8 ore e mezza - difficoltà EE

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