in Valgrande
Vallone di Bettola
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 Un giro nella parte medio-bassa del Vallone di Bettola, che è in realtà un canale a volte anche relativamente stretto, che scende dalla Bocchetta di Lavattel, dominato in alto dalla parete ovest del Torrione di Bettola 1578 m.

 Dalle bocchette poste sulla cresta ai lati della cima (Lavattel e Tranquillo, toponimi derivati dai nome degli impresari che avevano in appalto il taglio dei boschi), scendevano le teleferiche che portavano il legname tagliato in Valgrande fino alla piana Ossolana.

 

 

    - Da Nibbio a Bettola traversando il Vallone... Difficoltà EE (Avvertenze...)
Balma nel Vallone di Bettola...

 Dall'Oratorio di San Pietro a Nibbio si traversa in piano in direzione sud verso il Rio della Val Fighera, vicino al piccolo rio si trova la traccia che sale sulla sinistra ritornando verso nord; in seguito si sale tra i resti di una mulattiera militare, passando dai ruderi della "baracca", dopo vari tornanti giunti a un grosso masso si continua verso destra (a sinistra si sale per la Baita dul can e la Piana del Türi), si entra nel canalino della Val Fighera superando una roccia inclinata e trovando subito dopo la Balma del Lavanzin a circa 500 m. di quota.

 Il percorso prosegue salendo sul dosso dei Cunscitt e poi si traversa entrando nel Vallone di Bettola a circa 650 m.

 Qui, scendendo nel canale sulla destra orografica oppure anche sulla sinistra (in questo caso può essere utile la corda), qualche decina di metri più in basso si trova un bel balmo [foto 13 14 15] probabilmente usato in passato dai cacciatori.

 Risalendo il vallone si trova il bivio del sentiero che sale da Bettola che si percorrerà al ritorno; in questa occasione si è risalito il canale fino al punto in cui il sentiero traversa a sinistra per salire agli Asaa, alla ricerca della Balma del Giuann menzionata nel libro di T. Valsesia, ma di cui non si è trovata traccia...

 Nel primo tratto si incontrano numerosi ometti e segni di vernice di vario colore sparsi un po' su tutto il vallone, messi a volte con poca logica... ma il sentiero originale sale subito sul versante sinistro orografico del canale dove si trovano ancora alcuni tratti scalinati; il sentiero un tempo era stato realizzato per poter consentire il passaggio di persone che portavano carichi pesanti, ganci e carrucole che consentivano di far scendere il legname dalle bocchette sulla cresta al fondovalle.

 Sulla sinistra della larga pietraia che si incontra all'inizio si trova un interessante reperto del periodo del taglio dei boschi in Valgrande, il basamento di una teleferica (molto probabilmente quella che scendeva dalla Bocchetta del Tranquillo, nome derivato da Tranquillo Scesa, il proprietario dell'impresa che aveva in concessione questa attività).


 Ridiscesi nel canale si percorre il sentiero che traversa sulla sinistra che dopo una breve risalita giunge alla crestina che divide il Vallone di Bettola con il canale che scende dalla Bocchetta del Tranquillo; il sentiero scende nella zona dell'Ör Piciocch, traversato il canale si continua lungo il versante opposto raggiungendo i ruderi dell'Alpe Corte a circa 675 m. con il suo balmo.

 Dall'Alpe Corte scendendo direttamente nel bosco sottostante (si trovano alcuni ometti), si raggiungono i ruderi di un altro alpetto non segnato sulle carte a circa 600 m. di quota; nelle vicinanze si vede un pino, utile quale punto di riferimento, vicino ai ruderi si trova una minuscola Balma, forse usata per conservare il formaggio...

 Questo Alpetto è chiamato dagli abitanti della zona Curt Giuana (toponimo simile a quello dell'alpetto che si trova sotto l'Alpe Corte Lorenzo...).

 Risaliti all'Alpe Corte si scende a Bettola passando dalla ben conosciuta mulattiera militare che si percorre sempre con piacere ammirando il lavoro fatto in tempi ormai lontani...

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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)
Il Torrione di Bettola...