in Valgrande

da Agaröi alla Cima Saler...

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 Durante la salita della cresta sud della Cima Saler nel 2011, partendo dall'Alpe La Motta (link), verso la fine del tratto con la vegetazione arborea ero passato da una scaletta che testimoniava la presenza di un vecchio sentiero anche su questo impervio versante.

 Era l'unico "reperto" ritrovato, e non era chiaro quale fosse il reale percorso del sentiero... in seguito, passando dall'Alpe La Motta al ritorno da un giro, e parlando di questo con un anziano alpigiano del luogo, ho saputo che un tempo c'era un sentiero che saliva verso i prati della Cima Saler direttamente da Agaröi (l'Alpe Agaroli), e naturalmente bisognava andare a verificare...

 Questo era un sentiero secondario anche nei tempi passati, e non era certo pensabile di trovare ancora una traccia su questo tipo di terreno, ma era possibile che fossero rimasti dei muretti o degli scalini (che infatti ho ritrovato...), ed è sempre molto bello e gratificante trovare ancora queste tracce del tempo passato, specialmente su questi terreni impervi dove sembra quasi impensabile che ci fosse stato un sentiero...

 (Naturalmente non si può avere la certezza che quello seguito fosse esattamente il percorso originale... certtamente non passavano sul tratto roccioso percorso su un tratto della cresta, ma salivano molto probabilmente lungo il versante dove ora c'è un fitto boschetto di noccioli, prima di arrivare alla scaletta...).



 

     Il percorso : (Avvertenze...) - Percorso impegnativo.


 Dall'Alpe Agaroli (Agaröi), si lascia il sentiero e si sale nel bosco alla spalle dell'alpeggio, si percorre una dorsale poco pronunciata su terreno ripido nella bella faggeta, qui a tratti sembra di "intuire" la presenza di una traccia che sale a tornanti... si giunge vicino alla parete dove si trova un evidente canalino, si risale sul suo fianco destro orografico (ma è possibile farlo anche sulla sinistra), più in alto lo si traversa (verso sud-est), e si risale per un tratto il ripido terreno boschivo, poi si vede sulla destra una cengia con vegetazione che traversa la parete.

 Durante un precedente giro "esplorativo" avevo proseguito la salita sulla sinistra fino al termine del bosco, dove si incontrano un paio di speroni rocciosi che è possibile anche provare a risalire, con passaggi di arrampicata più o meno impegnativi, ma lo scopo era trovare il percorso del vecchio sentiero... e durante la discesa ho visto questa cengia che doveva essere il percorso logico.

 Si traversa facilmente la cengia e poi si trova il primo segno della presenza di un vecchio sentiero [foto 8], qui si scende sulla destra per superare un canale roccioso [foto 11] (molto bello questo passaggio...), e sul versante opposto si vede la seconda cengia, più larga ma anche più ripida, si sale tra i rovi e in alto si trova il passaggio più impegnativo, un piccolo salto dove è necessario aggrapparsi letteralmente ai rovi per poterlo superare... (in discesa necessaria la corda); NOTA : per questo passaggio, vedi l'aggiornamento di gennaio 2019 più in basso nella pagina...

 Si prosegue la salita traversando sotto le rocce, qui si trova un altro muretto [foto 13], e si arriva in vista della cresta [foto 16], che però non si raggiunge (il sentiero non lo faceva, e comunque poi bisognerebbe scendere sul versante opposto per poter proseguire la salita); si sale sulla sinistra lungo una sorta di canale erboso e più in alto si trovano i primi segni di taglio col falcetto che aiuteranno a orientarsi nella salita fino al termine del tratto con la vegetazione arborea.

 Si prosegue lungo la cresta o sul versante di Agaroli, con percorso panoramico e qualche divertente passaggio su roccia, si arriva infine alla scaletta [foto 26] che ha dato lo spunto per questo giro... (Alla scaletta, il sentiero di un tempo giungeva certamente non lungo la cresta a tratti rocciosa, ma salendo sul versante di Agaroli dove ora, nel tratto sommitale, è presente un fitto boschetto di noccioli, troppo intricato per poterlo attraversare...).

 Giunti sui prati sommitali, il percorso non presenta più difficoltà, ma risulta faticoso causa la ripidezza del terreno, in compenso il panorama è notevole, specialmente in questa occasione vista la bella e limpida giornata; e alla fine, seguendo la crestina che sale dal versante dell'Alpe Saler (visibile più in basso, sopra a La Colla), si giunge sulla Cima Saler 2020 m.

 Questi ripidi pendii erbosi sottostanti la cresta erano chiamati i sciorp (e ancora oggi sono ricordati con questo nome da qualche anziano della zona di Premosello), si veniva qui per raccogliere l'erba di rupe che poi veniva "filata" a valle utilizzando anche il burdion, il tipico tondino di ferro che si usava una volta prima dell'avvento delle corde metalliche intrecciate.

 Per la discesa, in questa occasione ho seguito la via usuale che passa dall'Alpe Curtet e da La Colla, da dove sono ritornato ad Agaröi completando così questo bel giro.

 Passando dal bell'alpeggio di Curtet, si nota un altro segno dell'inesorabile trascorrere del tempo... il tetto della baita solitaria posta poco distante dal nucleo principale è crollato, destino inevitabile (?) che attende gran parte delle baite di questo territorio...


Tempo per la salita (da Premosello per l'Alpetto Cornala), circa 5 ore e mezza.

   Immagini raccolte il 24 ottobre 2014.

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   Gennaio 2019 :

 Dopo qualche anno, ritorno per la terza volta su questo percorso (lungo e faticoso con qualche tratto impegnativo, ma sempre bello e gratificante...), in questa occasione con Andrea per un giro "invernale"; nonostante la poca neve presente, il terreno era comunque gelato (i ramponi sono d'obbligo), e anche se dal fondovalle o dal versante opposto, questa zona appare pulita dalla neve, in realtà non è così.. ci sono tratti con diversa esposizione, che non si vedono, dove la neve è comunque presente...

 Partiamo da Colloro all'alba, e giunti vicino al termine della stradina per La Piana, il percorso viene attualmente deviato (gennaio 2019) verso Cà d'Balota a causa di una frana, il sentiero è ben evidente e ci sono numerosi (forse troppi...) segni di vernice indicatori (sono in corso i lavori per il ripristino del percorso "normale").


 Rispetto alla visita precedente, bisogna segnalare che per il tratto di cresta dove ci sono i tagli che aiutano per l'orientamento (tagli che non erano presenti durante la prima visita), ora essi sono diventati meno visibili anche a causa della crescita delle piante, il che rende la progressione faticosa e disagevole...

 Mentre per il passaggio che permette di "uscire" dalla ripida cengia posta dopo il canale roccioso, bisogna segnalare che i rovi dove mi ero aggrappato per salire durante le precedenti visite, sono diventati secchi e perciò non più utilizzabili, ma sulla destra è presente invece un passaggio più "comodo" e agevole (che non avevo visto in precedenza...); qui, alla base delle roccette, è presente una sorta di "gradino" che potrebbe anche essere artificiale...

 (In inverno, è un giro dove, se si perde tempo, è sempre presente il rischio di dover tornare col buio, date le limtate ore di luce...).

(Ripassando dalla Scala del Curtet, dove da tempo un tratto è crollato e sono state installate le catene, mi sono ricordato di avere qualche foto di quando era ancora integra... vedi foto 76).

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