in Valgrande
il canale di  Funtanasc...
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 Durante le precedenti visite alla zona di Funtanasc, guardando il canale che scende a valle, era naturalmente venuta l'idea di provare a salire dal basso... il percorso non si presentava agevole, ma credo che in passato certamente qualche alpigiano e naturalmente qualche cacciatore abbia percorso questi scoscesi versanti...


 

   I percorsi : (Avvertenze -  Percorsi impegnativi...)

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 Dopo l'Alpe La Motta, proseguendo sul sentiero per la Colma di Premosello si supera un primo canale e poco prima di raggiungere il successivo (generalmente asciutto, è il canale che scende dal Funtanasc), si sale sulla sinistra tra la vegetazione (felci in particolare), trovando tracce del vecchio sentiero che portava alle baite dell'Alpe La Balma ca. 1190 m.

 Proseguendo sulla destra in piano dopo il primo gruppo di baite, si giunge alla parete dove si trovano le due baite costruite al riparo sotto la roccia, baite da cui è derivato il toponimo dell'alpeggio, si continua ancora sulla destra raggiungendo il canale in una zona dove i rovi rendono il percorso particolarmente disagevole....

 Si sale tra le roccette del rio o anche sul suo versante sinistro idrografico raggiungendo i primi salti del canale, in particolare il salto della foto 24 si deve obbligatoriamente aggirare, e visto che il versante sinistro idrografico sembrava apparentemente ben più impegnativo, saliamo (in questa occasione, con Andrea e Roberto), sul versante destro idr. su terreno ripido ma senza particolari difficoltà.

 Un tratto in traverso esposto ci fa preferire un pendio con qualche alberello sulla sinistra che porta ad un bel boschetto di faggi, boschetto che si trova al termine della dorsale che sale da La Balma (e naturalmente si pensa alla possibilità di raggiungerlo salendo appunto la dorsale... come ho fatto in un giro successivo).

 Si continua salendo e traversando lungo il versante sopra il canale principale, cercando il percorso migliore e meno esposto, per superare un primo canalino siamo scesi lungo un rado bosco trovando una cengia che permette di superarlo, qui la discesa al canale appare problematica (usando la corda si potrebbe scendere, ma poi non vi è la certezza che il canale si possa risalire...).

 Proseguiamo ancora traversando in salita fino a raggiungere il bordo dello sperone che si affaccia sul canale nord, sopra al punto di congiunzione col canale sud, ma siamo sopra ad un salto roccioso [foto 32 (e foto 24 nella seconda galleria)], e a questo punto bisogna rinunciare...

 Durante il ritorno, osservando il versante opposto sembra esserci la possibilità di entrare da quella parte, bisognerà tornare...


 Immagini del 28 novembre 2015

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 Dopo un giorno di riposo sono ritornato in zona per riprovare, questa volta lungo il versante opposto a quello traversato inizialmente, in questo occasione sono anche risalito dalla Balma al bel boschetto al termine della dorsale (boschetto che si vede chiaramente salendo lungo il sentiero per la Colma).


 Dalla prima baita de La Balma si risale la dorsale (naturalmente in estate non è consigliabile venire qui, sarebbe ancora più faticoso muoversi tra le felci...), si trova una traccia di sentiero che si segue sulla destra per un tratto (il sentiero traversava verso il canale), poi lo si lascia risalendo la dorsale cercando il percorso migliore tra le roccette e i tratti erbosi, si raggiunge così il boschetto superiore dove ci sono dei resti di un muretto; qui forse un tempo c'era un piccolo pascolo, poi con la crescita del bosco, certamente venivano qui per la legna).

 Dal boschetto si traversa sulla destra per poi scendere al canale e passare sul versante opposto dove si risale su erba (ripido) portandosi alla base del tratto misto di roccette e erba [foto 11], il punto migliore si trova in alto sulla destra, si sale direttamente sbucando su una stretta cengia [foto 12] che si segue in salita verso sinistra (ovest), trovando anche alcune piante di rosa canina che rendono alcuni tratti disagevoli da superare...

 Questa cengia continua anche nella direzione opposta, si traversa alla base delle rocce con qualche saliscendi dirigendosi verso la dorsale dove sale il sentiero per Stavelli.

 In senso contrario, salendo lungo il sentiero per Stavelli e giunti al grande faggio [foto 40 della prima galleria], si traversa verso il caratteristico faggio "abbracciato" alla roccia [foto 39 della prima galleria], poi si scende traversando un piccolo canalino e si risale portandosi alla base delle rocce dove si trova un grosso cespuglio con alcuni tagli che indicano l'inizio del traverso.

 Si arriva cosi al boschetto visibile sulla sinistra nella foto 9, qui ho proseguito traversando in salita su questo versante, seguendo tracce di passaggio di animali, si continua cercando il percorso migliore, e quando è possibile si scende verso l'incrocio [foto 22] dei due canali principali della zona di Funtanasc.

 In questa occasione ho risalito direttamente il pendio che porta al dosso con i ruderi, percorso su roccette ed erba con qualche tratto esposto, questo tratto si può evitare proseguendo la traversata in salita lungo il versante sinistro idrografico del vallone, percorso che è più agevole, e dove, durante una successiva visita con Andrea e Roberto, traversando dai ruderi verso questo versante, abbiamo trovato resti di un muretto, segno della presenza di un vecchio sentiero che probabilmente continuava salendo lungo un canalino erboso per poi traversare verso Stavelli.

 Si giunge così al piccolo pianoro dove si trovano i ruderi (ormai azzerati) dei due baitelli del Funtanasc, luogo sempre molto suggestivo... racchiuso tra alte pareti rocciose sul bordo dei dirupi, al giorno d'oggi sarebbe impensabile anche solo pensare di costruire un alpetto in un luogo del genere...

 Dopo una piacevole e rilassante sosta si risale il pendio poggiando sulla destra (questa zona è ricca di acqua, da questo è derivato il toponimo), si può traversare lungo il sentiero che porta verso Stavelli, oppure, come in questa occasione, si può risalire ancora poggiando sempre sulla destra e con bel percorso via via sempre più panoramico, si sbuca [foto 51] in vista di Stavelli, vicino al sentiero che scende dalla Bocchetta dell'Usciolo.


 Immagini del 30 novembre 2015

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