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Val camiasca...
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 Sul versante Valgrandino della cresta dei Corni di Nibbio, dopo i tranquilli boschi sulle pendici del Monte Faiè e della zona di Corte Buè, iniziano le asperità che caratterizzano queste montagne; la prima valletta che si incontra è la Val Camiasca, sfiorata in basso dal sentiero che va a Orfalecchio, e traversata tra gli 800/1000 m. dal sentiero della teleferica (link), che porta in Val Foiera.

    La Val Camiasca vista dai dintorni dell'Alpe Prà


 Anche qui, come a esempio sulla Costa Mazza, si trova un'Alpe non segnata sulle carte.


 In verità sulla Cartina Zanetti e sulla Carta Tecnica Regionale (da cui probabilmente la Zanetti ha ripreso il riferimento), sono segnati dei ruderi senza nome sul lato destro orografico della Val Camiasca; è naturalmente possibile che anche in quel punto ci fosse un alpe, ma, visitata in parte la zona, pare poco probabile la presenza di un alpe laggiù, viste anche le difficoltà e i pericoli oggettivi nel muoversi in quella zona...

 Riguardo la toponomastica, guardando sulla Mappa Rabbini (che pare essere la fonte più affidabile per i toponimi degli alpeggi, quelli originali usati un tempo, nomi che poi in seguito sono stati modificati o sostituiti da altri, per ragioni non sempre chiare o logiche...), si nota che l'Alpe Camiasca era nominata come Camoiasca, e la valle omonima era riportata come Val di Scala, toponimo ora riferito alla piccola valletta (o meglio al canale), posta tra Corte Buè la la attuale Val Camiasca...

 I ruderi delle baite visitate si trovano sul versante sinistro orografico della valle alla quota di circa 670 m. certamente vi era un percorso di accesso dal basso, ma in questa occasione ci sono arrivato traversando dal versante opposto dopo una discesa partendo dal sentiero della teleferica a circa 900 m.

 Nella prima parte si trovano alcune piazzole di carbonaie, e a tratti si individua qualche labile traccia di vecchi sentieri; più in basso il percorso si fa impegnativo per la presenza di alcuni insidiosi canalini; verso i 500 m. si riesce a traversare sul versante sinistro orografico e il percorso, anche se su terreno ripido, diventa più agevole, si sale nel bosco arrivando ai ruderi dell'Alpe della Val Camiasca a 670 m. qui c'erano tre baite allineate, un po' più in alto i ruderi di un'altra baita.

 Ma la via più "comoda" e veloce per arrivarci, è seguire il sentiero della teleferica che dalle baite superiori di Corte Buè attraversa la Val Camiasca, giunti vicino alla quota 870 m. (vecchio trave ancora appoggiato ai due basamenti in cemento), poco prima di arrivarci nelle vicinanze di un muretto di sostegno del sentiero, si può scendere nel ripido bosco, poggiando in seguito verso sinistra si arriva ai ruderi dell'Alpe a circa 670 m. di quota.


 


 Si può risalire la valle verso la cresta seguendo il versante destro orografico; a partire dal sentiero della teleferica, si sale il prato molto ripido, poi a circa 1170 m. ricomincia il bosco, e ci si sposta progressivamente verso destra fino a raggiungere il canale a circa 1250 m. lo si può seguire per un tratto, ma conviene spostarsi ancora verso destra arrivando ad uno sperone che divide in due la parte alta della Val Camiasca.

 Lo si segue con bel percorso panoramico, sempre su terreno molto ripido, alla fine si costeggia una paretina rocciosa (a sinistra), e si sbuca sulla cresta a circa 1400 m. sul sentiero della via normale alla Cima Corte Lorenzo, poco prima del tratto attrezzato con catene che sale alla cima di Sassarut.

 Si può comunque salire anche più a nord vicino al canale a destra dello sperone seguito, oppure anche continuare la salita sulla sinistra senza traversare il canale, e uscire sulla dorsale del fianco sud della valle, nel tratto con vegetazione sopra ai salti rocciosi ben visibili dal basso.

 Il versante sinistro orografico è invece più complicato, con tratti rocciosi misti ad altri con vegetazione; percorribile con maggiori difficoltà di percorso e di ricerca dei passaggi ottimali.

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