Traversando da Carregia a Casal del Colle e a Sottosasso...

 

  Quarata, Croppo, Carregia, Rio Foicia, Casal del Colle, Alpe Oro sopra e sotto, Alpe Pioda, Sottosasso di sotto, Rio di Menta, Pra di sopra, Cosa.




 Ritorno dopo alcuni anni nella zona della bella e suggestiva Valle del Rio di Menta, per una traversata a mezzacosta di questo impervio e interessante versante; lungo un sentiero in gran parte ben evidente e che presenta lunghi tratti "costruiti" che hanno richiesto certamente molto tempo e fatica per essere realizzati... e tutto per collegare alcuni alpetti che cercavano di sfruttare i magri e ridotti pascoli di questi versanti.

 Al giorno d'oggi, sarebbe certamente improponibile cercare di realizzare un sentiero come questo, o anche solo immaginarlo...

 
     - Il percorso :
   (Avvertenze...)   -   Difficoltà EE (Percorso impegnativo).

 Salendo in Ossola e giunti a Beura, si prosegue ancora verso Quarata, qui poche possibilità di parcheggio, allora conviene proseguire ancora, e dopo il ponte sull'Ogliana di Quarata (che è il rio formato dall'unione di tre torrenti che saranno tutti attraversati in alto, durante questo giro...), si trova uno spazio sulla destra a lato della strada dove si può parcheggiare (in questo modo l'auto si trova a metà strada tra il percorso di salita e quello di discesa...).


 

 In questa occasione con Fabrizio, torniamo a piedi al paese e imbocchiamo Via Quarata che costeggia il torrente; si trova il classico cartello indicatore dei percorsi "ufficiali", ma in seguito c'è stata qualche incertezza, visto che non ci sono (attualmente), altri segnali o indicazioni... si trova l'inizio della vecchia mulattiera che sale entrando praticamente in una casa privata (cancelletto), e oltre il cortile continua tra i piccoli terrazzamenti, poi si trova il sentiero...

 Il bel sentierino sale a tornanti per superare il ripido versante passando da una vecchia teleferica (questo tratto è sconsigliabile in estate, o comunque quando la vegetazione è sviluppata), si giunge in un tratto dove la traccia un pò si perde, bisogna salire direttamente (ripido), in alto [foto 5] si vede un traliccio che fa da riferimento; poi sopra si ritrova il sentiero che entra nel bosco, dopo un pianoro si sale ai ruderi dell'Alpe Croppo inferiore 720 m. e poi Croppo superiore 770 m.


 A Croppo inferiore si nota un architrave in sasso con incisa la data 1722, che però è "sottosopra"... [foto 11], può essere che la baita sia stata risistemata in epoca successiva e che chi ha eseguito i lavori non se ne sia accorto (oppure, probabilmente, era analfabeta...).


 Da Croppo si continua la salita lungo la dorsale e si arriva all'Alpe Carregia 1060 m. (fino a qui, circa 2 ore), le baite sono ancora ben tenute e si notano numerose scritte e date sui sassi dei muri, alcune di epoca recente (come alcuni nomi femminili, cosa inusuale, incisioni che magari tra un secolo desteranno l'interesse di qualche appassionato...).

 A Carregia si lasciano i percorsi "ufficiali" e si segue il sentiero che traversa sulla sinistra (nord), sentiero che per un tratto è comodo e tranquillo, ma successivamente non sarà così... il percorso traversa il ripido versante entrando verso il canale del Rio Foicia, che si raggiunge a 1045 m. durante il percorso si vede tra le piante il versante opposto, che appare poco invitante... e anche, in questa occasione, molto "bagnato", ma fortunatamente abbiamo trovato pochissimo ghiaccio.

 Scendendo nel canale, si vede di fronte una dirupata paretina rocciosa, si traversa sulla sinistra (tagli) e si trova subito un passaggio delicato, più che altro per il fatto che le rocce erano bagnate; in seguito si traversa sulla sinistra incontrando una roccia piatta con alcune tacche poggiapiedi; il percorso sale per superare il dirupato versante [foto 31] dove è presente un lungo cavo metallico, e si trova anche una bella scalinata intagliata nella roccia.

 Superato questo canale e saliti intorno ai 1110 m. il percorso si fa più "normale" anche se in verità, lungo i numerosi traversi su terreno ripido e ricoperto di foglie, si tendeva a scivolare frequentemente... Con un relativamente lungo traverso, superando alcune vallette, si giunge sulla dorsale che sale da Casal del Colle 1040 m. che si raggiunge in discesa (un a trentina di metri più in basso).

 Da Casal del Colle seguiamo in discesa (segni di vernice rossa) la dorsale con alcuni traversi sulla destra (nord), e raggiungiamo l'Alpe Oro di sopra ca. 800 m. (scendiamo poi a visitare anche l'Alpe Oro di sotto, qualche decina di metri più in basso); da Oro di sopra si vede una piccola traccia che traversa versoi il canale portandosi presso una strana torretta [foto 51] che potrebbe anche essere quel che resta di una Cappelletta... vicino a una lama rocciosa, qui non abbiamo provato a scendere, il terreno era molto ripido e sembrava terminare a sbalzo sul canale, ma poteva anche essere un passaggio proprio per il canale sottostante...


 

 Ritornati alla dorsale saliamo alcune decine di metri per cercare il passaggio che traversa il canale successivo; il lungo muraglione della foto 53 fa da guida, lo si segue in salita fino ad arrivare a una scalinata che permette di accedere al versante successivo, il sentiero traversa e poi inizia a scendere sul fianco della parete con tornanti regolari; molto bello questo tratto (le fotografie non riescono a rendere quello che si vede e si prova in questi ambienti...), e si scende sul fondo di questo canale che è quello che scende dalla zona dell'Alpe Cortevecchio.

 Sul versante opposto si vede la traccia di sentiero che prosegue, in leggera salita, sempre in traverso, e raggiunge la dorsale dell'Alpe Pioda ca. 850 m. non nominata sulle mappe recenti; questo è uno di quegli alpetti raramente visitati...

 Da Pioda il sentiero risale la dorsale per circa 60 metri per poi riprendere la traversata incontrando un tratto che richiede attenzione [foto 67 e 68] le rocce inclinate coperte di foglie sono insidiose, se si scivola qui, difficilmente si riuscirà a fermarsi... proseguendo ancora si esce sulla dorsale di Sottosasso, si sale ancora (qualche murettino, resti del vecchio sentiero), e si giunge (finalmente al sole... è stata una traversata praticamente sempre all'ombra), all'Alpe Sottosasso di sotto 954 m. (chiamato Sasso Musson sotto sulle mappe più antiche). Da Carregia fino a qui, circa 3 ore, incluse le divagazioni intorno all'Alpe Oro.


 

Link alla cartina ↓

 Per il ritorno a valle seguiamo l'usuale percorso che da Sottosasso scende verso il Rio di Menta; dai ruderi di Sottosasso di sotto scendere poggiando poi un poco sulla destra (seguire i segni di vernice rossa); sempre bello il passaggio del torrente dove si vedono i fori nella roccia che ricordano la presenza in passato di un ponte, poi si traversa al dosso panoramico e soleggiato dove si ha una bella visione della Valle di Menta e del soprastante Sasso Miscioi.

 Si continua lungo il percorso che traversa su cenge tutto il versante, passando prima dalla sempre bella ponteggia (nel corso degli anni, le sue condizioni sono rimaste quasi immutate...); traversando in salita si arriva poi al pianoro con i terrazzamenti di Pra di sopra 830 m. si prosegue lungo il sentiero che scende verso Cosa passando, più in basso, dai tranquilli e piacevoli nuclei di baite di Cacioll, Ca Bauzun e Rulè (qui pausa caffè gentilmente offerto dai proprietari di una della case...), si transita dalla Chiesetta di San Lorenzo poi lungo la mulattiera che interseca la stradina si arriva a Cosa, infine lungo la Via Romana si torna all'auto.



  Tempo per questo giro, circa 8 ore incluse le divagazioni e la pausa caffè....

 Immagini del 10 dicembre 2016



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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail


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