in Valgrande

La Quana e il Vallone dei Mulini...

torna alla home page
  ← il versante Ossolano...

      La Quana e il suo versante sud - nel Vallone dei Mulini...

 Sulla cresta che dalla Colma di Premosello sale al Moncucco e poi prosegue verso il Proman, si trova una cima quotata ma non nominata sulle mappe, la Quana... viene "sfiorata" dal sentiero che porta al Proman, ed è apparentemente trascurata dagli escursionisti.

 Più che alla cima in sé, l'interesse era arrivarci salendo dal suo versante sud, dall'impervio Vallone dei Mulini, e in particolare dal canale trasversale che "taglia" il versante che scende dalla Quana.

 Ma visto che i tentativi di entrare nel canale non hanno avuto successo, allora ho deciso di andarci comunque, però "in discesa"... alla fine, l'obiettivo di una escursione in montagna, non deve essere necessariamente una cima, un colle, o un alpeggio, ma può anche essere (come in questo caso), un profondo e cupo canale...

 

 In verità, dopo la tondeggiante cima della Quana 2020 m. la cresta presenta un'altra elevazione che è più significativa, a 2065 m. e che risulta ben staccata dal massiccio del Proman, però le mappe non la rappresentano; potrebbe anche essere che sia invece la quota 2065 m. la vera Quana... in ogni caso, per non sbagliare, dopo la risalita dal canale visito anche questa sommità percorrendo poi la sua interessante crestina che prosegue verso il Proman.

Percorsi impegnativi - (Avvertenze...)

      Antefatti...

 Dopo le prime visite nel Vallone dei Mulini, e trovando la possibilità di uscire sulle cresta con un percorso non troppo difficile (vedi questa pagina), questo permetteva di considerare altre possibilità per le impegnative escursioni che può offrire questo versante, come la salita del versante sud della Quana, che si presenta non difficile, con però l'ostacolo del bel canale trasversale che taglia il pendio.

 Questo canale non viene rappresentato dalle varie mappe, bisogna anche dire che l'orografia del Vallone dei Mulini è complessa e perciò non è facile riportarla fedelmente sulle cartine; il canale risulta anche non facile da vedere, specie se lo si guarda di fronte, e sembra che ci sia un pendio continuo che sale alla cresta...

 In questi casi, l'osservazione e le fotografie prese durante i giri nei dintorni e dal versante opposto, aiutano a capire la montagna e individuare i possibili percorsi, ed ecco che si nota un possibile passaggio per accedere al versante che sale verso l'affilata cresta del canale trasversale.

 Alla cresta :

  (Maggio 2015) Si parte da Cuzzago seguendo nella prima parte il percorso descritto in questa pagina; entrando nella valle si vede il versante da risalire [foto 11 dove la crestina appare "mimetizzata" e invisibile... e foto 14]; traversato il secondo canale si risale il pendio boscoso dove si trova sulla destra (est), una fascia erbosa che permette l'accesso al versante successivo.

 Si sale cercando il percorso migliore su terreno sempre molto ripido, tra erba e rocce che conducono sull'affilata cresta del canale trasversale intorno ai 1700 m. e qui, al centro del selvaggio Vallone dei Mulini, si può ammirare un notevole spettacolo della natura, dove la roccia la fa da padrona con le pareti, i canali e i vari speroni che salgono verso le creste... ed è stato veramente bello giungere fin qui su questa cresta, dove (molto probabilmente), chissà da quanto tempo nessuno metteva più piede...

 Ritorno, naturalmente lungo il percorso di salita. Da Cuzzago alla cresta, circa 5 ore. Immagini del maggio 2015

vai alle immagini →  


 Verso il canale trasversale :

  (Maggio 2015) Per entrare nel canale trasversale, oltre al "naturale" accesso dall'impegnativo sbocco dello stesso, salendo il canalone centrale, si notava sulla destra (est), una zona mista di rocce e vegetazione che sembrava permettere di entrare traversando alti sul fianco del canale trasversale, ci si arriva cercando i passaggi meno esposti salendo tra rocce ed erba; sono salito per un tratto lungo una sorta di cengia a tratti molto esposta con percorso non molto piacevole tra cespugli e tratti franosi.

 A un certo punto la cengia termina contro la parete rocciosa e non è più possibile proseguire, anche se volendo, si poteva provare a scendere per un tratto verso il canale, ma il percorso appariva troppo esposto; allora, anche se i pendii più agevoli del versante che sale alla Quana erano visibili solo a poche decine di metri più in alto, era meglio rinunciare...


 (Ottobre 2017) Un ultimo tentativo per entrare nel canale (prima di abbandonare questa idea), è stato a ottobre 2017 profittando del lungo periodo di tempo asciutto e mite che ha permesso di trovare la roccia del canale ben asciutta (normalmente scende l'acqua, e in questo caso la risalita della parte iniziale non sarebbe possibile).

 Dopo aver lasciato il canalone centrale, il canale trasversale si presenta in realtà (nella parte iniziale), come uno stretto e poco invitante budello... per un tratto si riesce a risalirlo, ma poi si giunge davanti a una paretina liscia [foto 65], su cui i pochi appoggi sono tutti al contrario e allora anche in questa occasione, bisogna tornare indietro... e per "uscire", risalgo ancora una volta il lungo (più di 500 m. ma sempre bello), canalone centrale del Vallone dei Mulini, per poi traversare alla Colma e scendere a Premosello.

 Immagini del maggio 2015 (ottobre 2017 per le ultime otto foto).

vai alle immagini →  


 

 

 La Quana e il suo versante sud :

 Da Premosello, passando dall'Alpetto Cornala si sale a La Piana, La Motta e si giunge alla Colma dove si continua lungo il bel sentiero che va al Proman; prima di arrivare allo sbocco del canalone centrale del Vallone dei Mulini, si vede di fronte la Quana 2020 m. sulla sua destra [foto 86], si nota un piccolo canalino che si dovrà raggiungere, il canalino scende dove si trova il ponticello in ferro dove passa il sentiero, ma non lo si sale da qui, meglio proseguire per un tratto e a un tornante (dove si trova un segno di vernice bianco-rosso), si lascia la traccia per traversare sulla destra (sud-ovest), raggiungendo poi una cengia rocciosa che permette di accedere al canalino, un breve tratto tra gli ontanelli e si esce sul versante sud.

 Sulla parte alta di questo versante del Vallone dei Mulini si trovano due giavine, ben visibili anche da lontano (in inverno, su di esse la neve rimane un poco più a lungo rispetto ai prati circostanti), senza problemi si sale alla cima della Quana a quota 2020 m. (fino a qui, da Premosello, poco più di 3 ore), un percorso più "comodo" per giungere qui, può essere quello di seguire il sentiero del Proman fin poco oltre la verticale della cima, e poi salire direttamente il pendio con vegetazione che porta alla cresta soprastante.

 In direzione est la cresta continua verso la quota 2065 m. che visiterò poi in seguito; si scende il versante con percorso libero, in questa occasione poggiando verso sinistra (est), passando presso la seconda giavina, per un buon tratto il percorso non presenta problemi, poi più in basso, su terreno via via più ripido, bisogna cercare il percorso migliore che comunque non è mai troppo impegnativo finché non è troppo vicino al fondo del canale (se il terreno è ben asciutto, come in questa occasione); scendendo si vede in basso l'affilata crestina che diventerà via via più imponente.

 Si scende su erba e roccette, al centro spicca un abete che si nota anche perchè è l'unico di tutto questo spoglio versante; sulla sinistra (est) si vedono i variegati speroni rocciosi che scendono dalla quota 2065 m. il fondo del canale (raggiunto in questa occasione intorno ai 1650 m.), è difeso da un pendio roccioso con a tratti dell'erba e si vedono alcuni possibili percorsi per scendere (con qualche cautela); sul versante opposto invece salgono le verticali pareti che sorreggono la cresta.

 Dopo una sosta all'ombra del canale (il sole qui arriva nel pomeriggio e non rimane a lungo...), risalgo poggiando questa volta verso ovest, per avere una visuale differente del versante; più in alto, affacciandosi sul bordo del pendio, si può vedere giù in basso il canalone centrale; continuando la salita mi porto invece sulla destra (est) puntando alle rocce della quota 2065 m. sotto la sua paretina si vedeva da lontano una cengia che volevo raggiungere, e che traversa su terreno instabile verso est, cengia che però è interrotta da un canalino.

 Ritorno indietro traversando alla base della parete per poi raggiungere la cresta passando su una placconata inclinata [foto 59], e qui tra i rododendri trovo (finalmente...), una traccia di passaggio di animali che naturalmente seguo, salendo all'inizio un tratto più affilato della cresta, e poi un ultimo pendio porta alla quota 2065 m. (fino a qui, da Premosello, circa 6 ore), continuo lungo la cresta in direzione del Proman; all'inizio tranquilla, poi quando inizia a scendere diventa più sottile e si trovano alcuni saltini, occorre un poco di attenzione, più che altro perchè si cammina a tratti sui rododendri, e non sempre si capisce se sotto ci sia terreno solido oppure no...

 Giunti in basso sul piano, si ritrova il sentiero segnalato del Proman, e a questo punto decido di continuare fino alla cima (da Premosello al Proman, circa 7 ore); anche perchè avendolo salito ormai da quasi tutti i versanti, in questo caso posso aggiungere anche la salita per la cresta ovest...


 Ritorno per il sempre bel sentiero per la Colma, e poi a Premosello. Tempo per questo giro, circa 11 ore. Ottobre 2017

vai alle immagini →  


 
nel Vallone dei Mulini...


 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)

 
Home Page →   Torna alla home page