in Valgrande

 

Pizzo di Cortetto...
torna alla home page
  ← il versante Ossolano...
  Lo stimolo, l'ispirazione per un giro in Valgrande o nei dintorni (ma questo naturalmente vale anche per tutte le altre zone), può avvenire per varie ragioni, osservando il territorio durante una escursione, "leggendo" le cartine, da notizie raccolte magari da qualche anziano del luogo, oppure da qualche informazione riportata su libri risalenti anche all'inizio del '900...


 Ed ecco che leggendo sulla "Guida alle Alpi Centrali Italiane" di Edmondo Brusoni, pubblicata più di un secolo fa, vedo menzionata una cima che non è riportata sulla attuali cartine topografiche, si tratta del Pizzo di Cortetto, costituito da due sommità vicine poste lungo la cresta che dalla Bocchetta di Saler prosegue in direzione ovest verso il Pizzo Delle Pecore.

 Cortetto è naturalmente un toponimo riferito al sottostante Alpe Curtet (era uno di quei periodi in cui si tendeva ad "italianizzare" i nomi...), la cima est si raggiunge facilmente salendo i prati dalla Bocchetta di Saler, arrivare invece alla più interessante cima ovest (dove si trova una roccia con delle incisioni di epoca relativamente recente), è impegnativo, e ancora più difficile è arrivarci dal versante opposto seguendo la cresta che sale dalla Bocchetta di Moncerigo (dove arriva il sentiero per il Pizzo delle Pecore).

 

 

 In questa occasione ho seguito invece un percorso ancora più interessante (e faticoso...), che raggiunge la cresta risalendo la Valle del Rio del Ponte, stimolato in un certo senso da quanto scrive il Brusoni a proposito di questo accesso :


 "Bocchetta di Moncerigo :

 Apresi a levante del Pizzo delle Pecore, tra esso e il Pizzo di Cortetto, e sarebbe il transito più depresso tra le valli di Premosello e di Vall'Ogliana di Cardezza, ma deve essere molto difficile l'accedervi direttamente da Premosello per la Valle del Rio del Ponte, perchè il circo terminabile di questa valle è un gran anfiteatro nudo e roccioso, tutto a salti successivi di roccia e che presentano senza dubbio seri ostacoli per superarli.
 Le informazioni attinte sul luogo ci danno quasi per certo che nessun montanaro ha mai traversato questo circo..."



 Ed è proprio nella Valle del Rio del Ponte che questa cima secondaria e dimenticata presenta il suo aspetto più imponente e grandioso... lo si vede però solo guardando dal versante che sale da Ludo Alboc verso Vallard [foto 1].

   Percorso impegnativo.   Difficoltà F/PD    (Avvertenze...)



 Da Premosello si sale a Colloro dove si segue il sentiero segnalato che sale a San Bernardo e a Sasso Termine, qui si continua lungo la traccia che traversa verso sud ai prati panoramici dell'Alpe Ludo Termine superiore da dove, nel noccioleto, si segue la traccia del sentiero per Ludo Alboc che all'inizio è ancora visibile, poi superato un primo canale quasi scompare e bisogna cercare i segni dei tagli col falcetto e qualche rado ometto che indica il percorso corretto.

 Si trovano lungo il percorso alcuni muretti, resti del vecchio sentiero, giunti su uno sperone panoramico si traversa nel bosco passando presso i ruderi dell'Alpe Bèula a circa 1310 m. qui i tagli portano a scendere verso l'alpe Ludo Alboc; (in questa occasione ho invece provato a traversare subito senza scendere, scelta però che alla fine non è stata felice... visto il tempo perso a cercare le cenge che permettessero di superare i tratti rocciosi... e poi giunto ad un canale laterale non superabile in alto [foto 16], ho dovuto scendere per raggiungere la cengia boscosa che, in basso, traversa il versante roccioso).

 Continuando la traversata verso il fondo del vallone, si trovano ancora tracce del vecchio sentiero segnato sulle cartine, una tacca nella roccia chiaramente artificiale [foto 20], ma soprattutto il muretto [foto 22] poco prima di arrivare presso uno dei canali.

 Qui inizia la faticosa salita, in questa occasione mi sono tenuto per un lungo tratto sul fianco del canale visibile nella foto 23, durante la salita si devono traversare alcuni canali laterali che scendono dal versante sud della cresta che dal Pizz Lacina prosegue verso il Pizzo delle Pecore; giunto a circa 1600 m. ho iniziato a traversare sulla destra (sud) per raggiungere i ripidi pendii erbosi che sembravano più agevoli, poi raggiunto uno sperone a fianco del canale principale della valle, l'ho risalito uscendo infine sulla cresta a pochi metri dalla Bocchetta di Moncerigo, dove arriva il sentiero della via normale che poi sale al Pizzo Delle Pecore.

 Verso sud si vede la cima ovest del Pizzo di Cortetto, si sale lungo una crestina impegnativa che in questa occasione ho percorso fino al tratto più affilato [foto 49], qui vista l'esposizione, ho preferito aggirarla sul versante dell'Alpe Corte ("aggiramento" che, anche se un po' meno esposto della cresta, è risultato comunque delicato e impegnativo...).

 Si arriva sulla cima ovest del Pizzo di Cortetto a circa 1980 m. dove, su una lastra di roccia, si vedono delle incisioni di epoca relativamente recente; di fronte si vede la cima est (leggermente più bassa) che si raggiunge seguendo un tratto di cresta impegnativo (lo spuntone roccioso intermedio si aggira sul versante dell'Alpe Corte), e infine si risale sulla cima est del Pizzo di Cortetto affacciata sulla sottostante Bocchetta di Saler, con bella vista verso la Rossola.

 Per il ritorno a Premosello, discesa lungo il sentiero che dall'Alpe Curtet scende a La Colla e I Curt.

 Immagini del 13 maggio 2015

vai alle immagini →  
 

 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)
Home Page    Torna alla home page
 
salendo al Pizzo di Cortetto nella Valle del Rio del Ponte...