in Valgrande

Traverso dalla Balma Giumela a Pianezza

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 Ritorno nel selvaggio ed appartato Vallone dei Mulini (forse la zona più interessante posta sul versante Ossolano della cresta che dai Corni di Nibbio prosegue oltre il Proman...); per ripetere la traversata dalla Balma Giumela a Pianezza, un percorso che facevano i cacciatori, su sporadiche tracce in un ambiente suggestivo e affascinante...


    
 Il percorso : (Avvertenze...)


 Per accedere al Vallone dei Mulini, ci sono tre possibilità (vedi questa pagina), in questa occasione siamo entrati seguendo il primo sentiero (quello dell'acquedotto), che segue appunto per un tratto il tubo che porta l'acqua prelevata dal Rio dei Mulini.

 Arrivati alla presa dell'acqua sul torrente, si sale sulla destra per poter superare un salto roccioso del canale, in seguito si torna nel canale che si sale tra grossi blocchi, aggirando sulla sinistra un altro salto, si esce ad uno slargo dove sulla sinistra, in alto, si vede la dorsale di Pianezza, e sulla destra lo sperone del Mott d'la Vall.
Balma Giumela



 Salendo il canale, si vede in alto un caratteristico sperone roccioso che fa da riferimento [foto 13 e 14], poco sotto, sulla destra, si vede anche il tratto boscoso inclinato che si deve percorrere per raggiungere il canale sottostante lo sperone, però una volta sul posto, lo sperone lo si vede solo poco prima di entrare nel canale...

 Si continua nel boschetto sulla destra idrografica del canale (ci sono alcuni tagli col falcetto), in direzione del grosso masso ben visibile sulla destra, questa è la balma inferiore; si riprende la salita nel boschetto, e poco dopo si giunge alla Balma Giumela con i suoi caratteristici due ingressi, la balma è poco visibile, avendo l'ingresso principale (dove si trova l'usuale muretto), rivolto verso il torrente.

 Riprendendo la salita, si risale una giavina dove si trovano resti di muretti che testimoniano la presenza di rustici ricoveri utilizzati anche dai partigiani che qui erano rifugiati (vedi questa pagina); si sale in seguito poggiando sulla sinistra di fianco alle rocce, su terreno ripido con erba ed alcuni alberelli (qualche segno di taglio), e si giunge ad un bel poggio panoramico, di fronte ad un canale laterale del Vallone (vedi foto in fondo alla pagina).

 Dal poggio si continua per un tratto la salita sulla sinistra sempre su terreno ripido, per poi traversare ancora a sinistra uscendo su un pendio boscoso con erba, qui si traversa rimanendo poco sotto alle rocce, si supera un piccolo avvallamento e ci si porta sul bordo di un canale che non è raggiungibile in questo punto.

 Si risale lo sperone a fianco del canale, oppure ci si tiene sul pendio posto a destra, salendo si vede il caratteristico sperone di riferimento, e tenendosi vicino al bordo del canale, si trova il passaggio obbligato a circa 1100 m. che ne permette l'accesso (si vede una leggera traccia che traversa, è un passaggio obbligato anche per i camosci...), si raggiunge il canale proprio sopra ad un salto, poi si risale alla base dello sperone dove si continua lungo il canale posto sulla sinistra.

 Dal canale si può raggiungere la crestina posta a sinistra (versante destro idrografico), però non conviene raggiungerla subito perché all'inizio si presenta impegnativa, e si può essere costretti (come in questa occasione...), a ripiegare nel canale e risalire più avanti dopo il primo salto.
 Si può anche cercare di seguire il canale per poi uscire sulla sinistra al termine del tratto roccioso della crestina, ma naturalmente è più interessante (e panoramico), il percorso della cresta...

 Si arriva così a circa 1330 m. ad una selletta nelle vicinanze di un grosso albero (l'unico di queste dimensioni presente in zona), qui si ritrovano i tagli che segnalano che questa era probabilmente una "posta" dei cacciatori, un punto dominante dove si appostavano per puntare ai camosci..

 Dalla selletta, ormai fuori dalle difficoltà, si risale ancora per un tratto e poi si traversa a sinistra in direzione della dorsale di Pianezza, che si raggiunge nella zona dove si trova la caratteristica giavina, poi si scende passando nelle vicinanze dei ruderi dell'Alpe Pianezza; per il ritorno a valle si segue il bel percorso panoramico che aggira le balze sottostanti, il sentiero non è sempre visibile (cercare i tagli), e scende con percorso tortuoso passando dalla zona dell'Alpe Curtun, poi ritorna al punto dove il tubo dell'acquedotto giunge dal Rio dei Mulini chiudendo così l'anello di questo interessante percorso.


 Tempo per questo giro (da Cuzzago), 7/8 ore. Percorso impegnativo (Avvertenze...)


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nel Vallone dei Mulini...
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