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I Casaletti della Valle del Rio di Menta...


   da Cosa al Rio di Menta e ai Casalitt...

 Anche quando si pensa di avere "visto tutto" in una certa zona, può capitare di scoprire che c'è ancora qualcosa da cercare... (e quando accade, è sempre molto bello perchè così si rinnova l'interesse ritrovando lo stimolo necessario per continuare ad andare in montagna...).

 Già da qualche tempo sapevo dell'esistenza di un alpetto nella Valle del Rio di Menta ancora "inedito", i Casalitt... (Casaletti) le informazioni a riguardo erano molto scarne ma comunque affidabili, bisognava solo cercare di individuare con la miglior precisione possibile la zona dove potesse essere, questo a causa delle caratteristiche che presenta la zona interessata, l'impervio versante destro orografico della Valle del Rio di Menta... osservano le mappe, e in particolare la sempre affidabile mappa Svizzera CNS alla fine, individuata (o meglio ipotizzata...) la zona che più si prestava, era tempo di andare a vedere.

 Le mappe sono risultate utili anche perchè la parte bassa di quel versante non è facilmente visibile da lontano per la presenza degli alberi sul versante opposto, la zona di Sottosasso, e bisognava essere certi di quale dorsale salire, data la presenza di vari canalini che scendono su quel versante.
Valle di Menta...
 Naturalmente il toponimo "Casaletti" non era certo il nome originale che usavano una volta per questo alpetto, ma quando la memoria di quei tempi remoti si è ormai persa, ecco che la gente del posto usa questo generico appellativo in modo da dare almeno una sorta di "dignità" a questi luoghi, piuttosto che usare "alpe senza nome"... una cosa del genere è stata notata in passato durante le interessanti escursioni in Valle Antigorio, anche in quelle zone è presente il toponimo Casaletti...

 La Valle di Menta è una di quelle particolari zone che si affacciano sul versante Ossolano dove si possono compiere escursioni anche "avventurose" e impegnative, in ambienti assolutamente integri e selvatici a poca distanza dalla civiltà (come ad esempio nel Vallone dei Mulini e anche in quello del Rio del Ponte a monte di Premosello, con la differenza che in Valle di Menta una volta "entrati", anche i rumori e i suoni del fondovalle scompaiono del tutto...).


 Percorso impegnativo. In salita passaggi di II° e qualche difficoltà di orientamento che si ritrova anche durante la discesa, lungo il percorso da Ramella al Rio di Menta.

 

 Con Corrado e Francesco partiamo da Cosa a poca distanza da Domodossola (qui si può arrivare anche tranquillamente a piedi dalla stazione...), nei pressi della Chiesa (possibilità di parcheggio), si segue il sentiero segnalato che traversa verso sud fino a una Cappella dove la vecchia mulattiera sale intersecando la stradina, verso la Chiesa di San Lorenzo dove si continua a salire (segni di vernice arancione), passando da Rolè e Cacciolo dove, a destra della Cappella, si prosegue poggiando un poco sulla destra raggiungendo Mura 728 m. (per questo tratto iniziale, e anche per il successivo verso la zona di Sottosasso, vedi anche questa pagina).

 Da Mura si sale (attualmente sono presenti alcune piante cadute nel tratto iniziale), verso il pianoro inferiore di Prà di sopra 830 m. da dove si inizia a "entrare" nella Valle del Rio di Menta traversando prima nel bosco passando dalla baita diroccata dei Salvech, e poi si trova il tratto più interessante di questo sentiero (percorso ormai diverse volte, ma è sempre piacevole...), su cengette che traversano le piodate, e poi un tratto costruito con anche delle vecchie pontegge che permettono di superare l'impervio versante.

 Si giunge così su un colletto panoramico dove si ha una prima visione della Valle di Menta e del soprastante Sasso Miscioi, da qui si vede in alto la zona dei Casaletti ( ma all'andata non avevamo ancora i riferimenti necessari per individuare esattamente la posizione dell'alpetto...), poi si scende al torrente che alla fine, nel corso di questo giro, abbiamo dovuto superare per ben quattro volte... (avevo qualche timore riguardo la quantità di acqua presente, visto il periodo a tratti piovoso, ma non ci sono stati problemi a riguardo).

 Procedendo in salito sul versante opposto (qualche rado ometto, mentre i vecchi segni di vernice rossa visti in passato si sono ormai un poco scoloriti) si passa da ruderi di Sottosasso di sotto e dai due nuclei di Sottosasso di sopra, dove si rivede il camoscio inciso sulla pioda presso la baita crollata pochi anni or sono (era l'ultima rimasta ancora "in piedi" da queste parti... Sottosasso era chiamato Sasso Musson sulla Rabbini), il sentiero continua raggiungendo i ruderi di Crot de l'Agher 1116 m. ( : gpx ).

Rio di Menta...


 Da Crot de l'Agher scendiamo il ripido versante cercando il modo di raggiungere il torrente sottostante, e Corrado trova una possibilità lungo una dorsalina posta a est rispetto ai ruderi (in alto, si trova a fianco di un versante/canale franoso), si scende su terreno piuttosto ripido e in basso passiamo anche da una piccola piazzola dove sembra di vedere dei resti di una costruzione (foto 16), poi tracce di animali portano al Rio di Menta a 1073 m. ( : gpx ) che qui scivola dolcemente sulle piodate prima di proseguire spumeggiante verso i salti successivi (molto suggestivi i tratti in cui si supera il torrente, anche per il fatto che in questo periodo il sole illumina il canale dove scorre il rio...).

 La vista del versante iniziale che sale verso la nostra meta era rimasto in buona parte nascosto dalla vegetazione durante l'avvicinamento, mentre dalla zona del guado si ha una buona visione della parte bassa che si presenta certamente poco agevole... la dorsale da risalire si trova alla sinistra di un canalino laterale, sembra possibile raggiungerla anche traversando subito sul fianco del rio, ma preferiamo salire il versante boscoso alla destra che pare più agevole, e poi più in alto sulla sinistra traversiamo il canalino e saliamo il versante (che dovrebbe condurre ai Casaletti), a tratti molto ripido tra rocce e radi alberelli.

il canale del Rio di Menta...

 Si continua cercando il percorso migliore, comunque non ci sono molte possibilità di variare il percorso di salita, e in questo tratto non ci sono evidenti tracce di passaggio di animali (che forse, più saggiamente, preferiscono evitare questa zona), tracce che invece troviamo più in alto e che lasciano ben sperare, ma poi scompaiono una volta raggiunta la base della zona più impegnativa dove è possibile solo salire direttamente, mentre sui fianchi non paiono esserci migliori possibilità (i camosci naturalmente possono saltare...), risalito questo tratto infine usciamo su terreno più "tranquillo" dove poco più in alto su un primo "pianoro" si vede un muretto, e sulla destra un possibile riparo sotto una parete (non si può chiamare balma, ma è comunque un luogo adatto, pur con il soffitto forse un pò troppo alto...), sopra la parete un altro pianorino e poi il versante si allarga, e poggiando sulla destra si sale alla dorsalina (ben visibile poi da lontano durante il ritorno, vedi foto 55), e finalmente si trovano i ruderi dei Casaletti 1334 m. ( : gpx ), erano presenti probabilmente due piccole costruzioni, di cui una è ormai azzerata; a questo punto è chiaro che questo luogo, ai tempi, veniva raggiunto dagli alpigiani scendendo dall'alto...

Casaletti...

 A est della dorsalina si trova un canalino (al quale non si può accedere), e in alto sulla destra una sorta di "groppo" roccioso (foto 47) ben visibile anche da lontano che è un buon riferimento per individuare la zona... dopo una "meritata" sosta presso questo sperduto e dimenticato alpetto, riprendiamo la salita poggiando sulla sinistra dove troviamo una evidente traccia di sentiero la quale conduce, salendo verso ovest, a un canalino, era certamente il sentiero dell'acqua che infatti troviamo (provvidenziale...). Continuando a salire e poggiando un poco sulla destra lungo il versante boscoso facile, ma faticoso e monotono, raggiungiamo infine a circa 1575 m. ( : gpx ) la traccia di sentiero che scende da Ramella.

 A chi volesse visitare il solitario alpetto dei Casaletti, certamente non si può consigliare il percorso seguito in salita in questa occasione... invece la cosa più semplice e logica è quella di scendere da Ramella lungo il sentiero (che in questo tratto è ancora evidente), e poi tenendo conto della posizione in cui lo abbiamo raggiunto (riferimento il file .gpx), si scende il versante boscoso poggiando sulla destra verso il canale dell'acqua che può fare da riferimento, giunti sopra il salto (foto 52), si continua scendendo sulla sinistra e in breve si raggiunge la dorsalina dei Casaletti.

 Raggiunto il sentiero che scende da Ramella ci sono diverse possibilità per il ritorno : continuare la salita verso Ramella e Nava, e poi scendere all'Alpe Drisioni dalla quale passando da I Curt e Crischiovo si raggiunge Pra la Varda e quindi Cosasca, oppure sempre da Drisioni scendere via Arsa, Gambatorta, Varione e il "Sentiero delle Spose" (vedi questa pagina), ma c'è anche il percorso forse meno "comodo" ma più diretto, quello che scende nuovamente al Rio di Menta da Ramella, e sul quale siamo giusto arrivati (e vale la pena scendere per una ulteriore visita al Rio di Menta...).

 Scendiamo lungo l'evidente traccia (almeno per il momento...), traversando nel contempo sulla sinistra (est), con vari tornanti che permettono di superare una zona in parte rocciosa, qui belle aperture panoramiche sulla Valle di Menta e in particolare si vede bene la dorsalina dei Casaletti (foto 55), in seguito la traccia sembra scomparire e l'orientamento può presentare qualche difficoltà, si trovano alcuni (molto radi...) segni di vernice gialla scolorita e anche alcuni tagli, più in basso bisogna traversare (sulla sinistra), un canalino (foto 65 e 66), l'importante è non "mancare" l'accesso al torrente (forse sarebbe meglio seguire per la prima volta in salita questo percorso), e un ultimo traverso scomodo porta al guado sul Rio di Menta nel punto in cui il rio principale si congiunge con uno secondario che scende dalla zona a nord-ovest dell'Alpe Rina, e che qui precipita con una bella cascata.

 Una breve pausa e risaliamo il versante opposto dove si traversa raggiungendo Crot de l'Agher e il sentiero percorso all'andata, seguendo il quale torniamo a Cosa.


 Tempo per questo giro, circa 9 ore e mezza, incluse le inevitabili divagazioni...

  Maggio 2021. Vedi anche su : itinerAlp

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