in Valgrande
Alpe Biordo e dintorni...
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 Ritorno nella Valle di Biordo, una zona relativamente poco frequentata che permette itinerari di largo respiro, in ambienti che vanno dai boschi vicino ai torrenti fino alle praterie e le cresta di alta quota (alta quota, rispetto alle altre zone della Valgrande...).

 L'Alpe Biordo veniva caricato con alcune mucche (che raggiungevano i prati sulla parte inferiore della Costa Torriggia, a monte di Vald di sotto lungo la "stra di vacch" che abbiamo cercato in questa occasione), e da un dozzina di capre, questo durò fin verso il 1957 quando venivano ormai solo con le capre...

 Gran parte delle baite dell'alpe sono state costruite col tetto a singolo spiovente che, essendo ben raccordato con il pendio, permette di evitare i danni causati dalle slavine che scendono dai ripidi pendii della sovrastante Costa Torriggia, un altro esempio di questo tipo di costruzioni è l'Alpe Ogliana, il cui tetto è a livello del pendio superiore (non a caso il bivacco che era stato realizzato in quella zona, una costruzione di due piani... è stato distrutto da una slavina).

 Un'altra caratteristica dell'Alpe Biordo, sono i lavazz (il Rabarbaro alpino), che circondano le baite e in questa zona possono essere anche molto alti, fin quasi due metri...


 

 In questa occasione, la partenza per questa giro nella Valle di Biordo è avvenuta dal Bivacco dell'Alpe Vald di sopra, dove siamo arrivati (con Francesco), dalla Valle del Basso passando dall'Alpe Muschia, vedi questa pagina.

 Dopo un sabato col meteo incerto, con anche un pò di pioggia, durante la notte è arrivato il vento da nord (a tratti molto forte), che ha ripulito l'atmosfera regalando una giornata molto limpida, come raramente se ne trovano in queste zone...

 Il bivacco era "affollato", 12 persone di cui due Italiani (noi) e dieci Svizzeri, questo può dare una rappresentazione abbastanza veritiera della provenienza dei visitatori del Parco, almeno di quelli che effettuano un pernottamento...

 

 Da Vald di sopra si segue il sentiero segnalato che scende al Rio Biordo, guadato il quale si abbandona la traccia sulla sinistra che prosegue verso In la Piana, per seguire il sentiero (non segnalato), che prosegue invece in direzione opposta verso l'Alpe Vald di sotto 1250 m. ormai sommersa dalla vegetazione.

 La "via normale" per l'Alpe Biordo continua lungo il sentiero che guada nuovamente il riio omonimo (nel punto in cui si congiunge con il Rivo di Porta Furada che scende dalla Costa Nera), in questa occasione abbiamo invece cercato il sentiero (ancora segnato sulle vecchie cartine), che da Vald di sotto sale lungo la dorsale boscosa verso la quota 1736 m.

 Lungo il percorso si trovano segni di taglio col falcetto (e anche altri tagli fatti col seghetto, attrezzo usato principalmente dai visitatori stranieri...), da Vald di sotto, un altro sentiero, sale e poi traversa a mezzacosta in direzione dell'Alpe Valle Rossa, anche lungo questo sentiero si trovano segni di taglio che indicano il percorso).

 Si sale la dorsale boscosa (ben visibile dal Bivacco di Vald (si trovo proprio di fronte), dove si trovano anche alcuni tratti rocciosi, la dorsale diventa più agevole nella parte alta, e senza problemi si giunge fuori dal bosco sui prati vicino alla quota 1736 m. bel punto panoramico, questa zona era uno dei pascoli dell'Alpe Biordo (anche le mucche giungevano fin qui), tra l'erba si trova un piccolo masso con incisa una croce [foto 17].

 Dai prati sottostanti la quota 1736 m. si può salire facilmente la Costa Torriggia anche fino alla cima del Togano (come fatto in un giro precedente, dove avevo raggiunto la Costa Torriggia salendo dall'Alpe Valle Rossa), ma in questa occasione, il motivo di interesse era la ricerca dei vecchi sentieri, e quindi abbiamo cercato le tracce del percorso che traversava a mezzacosta sul versante della Valle di Biordo, in direzione dell'alpe omonima.

 Ridiscesi nel bosco abbiamo traversato in direzione nord a circa 1650 m. di quota, e dopo aver passato un piccolo canalino, si trova una sorta di cengia erbosa ormai invasa da gli arbusti, che si è poi rivelata essere proprio il sentiero che cercavamo...

 Nonostante la traccia sia a tratti poco evidente, con un pò di attenzione si riesce a seguirla, e dopo aver superato un canale (dove si trovano i resti di un muretto di sostegno, foto 24), si entra nella faggeta dove il sentiero diventa ben evidente e non presenta problemi, proseguendo si giunge in vista dei prati di Biordo, si sale transitando una ventina di metri sopra a una giavina (che è ben visibile guardando dal versante opposto), si passa da un primo vecchio larice [foto 30] e poi da un altro su cui si vede un vecchio cartello del "Ministero Agricoltura e Foreste" poi, ormai fuori dal bosco, si traversa un ultimo canale e giunti sul versante opposto si risale la dorsale tra i caratteristici lavazz e giungendo così alle baite dell'Alpe Biordo 1634 m.


Link alla cartina ↓
   Questo percorso è più agevole da trovare se seguito in senso contrario, vista la presenta dei ben visibili riferimenti, il larice col cartello, e la giavina...
  

 

 Dall'Alpe Biordo si continua seguendo la traccia che traversa tra la rigogliosa vegetazione (la zona è molto umida), per poi raggiungere e superare il Rio Biordo in un punto favorevole sopra i salti del torrente; in seguito la traccia è visibile solo a tratti, si trova anche qualche raro ometto (si sale in direzione del Passo Biordo, con buona visibilità si vedono in alto i cartelli segnaletici), superato il Rio Biordo, dopo un primo traverso verso destra si sale in direzione della cresta del Togano, poi si continua ancora sulla destra, e infine si sale al Passo Biordo 2061 m.


 Dal passo si prosegue sulla destra (est) lungo la cresta del Pizzo Nona (lungo la quale si può anche facilmente raggiungere la cima), dopo le prime balze [foto 57], si traversa sulla destra in direzione del Sasso Bianco 2174 m. giunti sulla cresta della Costa Nera, prima delle caratteristiche rocce del sasso Bianco si trova un cartello indicatore, qui si può scendere verso i Laghetti del Geccio e seguendo un bel sentiero panoramico, si continua verso il Geccio 1769 m. poi, traversando il Rio del Castello si scende al Cedo; proseguendo nel bosco si giunge all'Erta 1279 m. poi passando dall'Alpe Basso si arriva sulla stradina sterrata che porta ai ponti che superano il Rio del Basso e il Torrente Loana, un'ultima risalita e si arriva a Patqueso (parcheggio).


 Immagini del 20 settembre 2015.

Panoramica dai prati sotto la quota 1736 m. all'inizio della Ciosta Torriggia...
Panoramica dai prati sotto la quota 1736 m. della Costa Torriggia.


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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)


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