in Valgrande
Alpe Muschia e dintorni...
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 Ritorno dopo alcuni anni per una nuova visita all'Alpeggio più "alto" del Parco della Valgrande, l'Alpe Muschia che si trova a 1928 m. di quota su una dorsale erbosa che dalla Costa Nera poi scende dirupata verso la Valle di Biordo.

 I ruderi delle baite sono posti allineati sul fianco della dorsale con vista verso il Pedum e il solco principale della Valgrande, costruiti nell'unica posizione disponibile che permetteva un buon riparo dalle slavine su questo ripido versante.

 Nonostante la quota elevata, veniva caricato, fino al 1937, anche dalle mucche, in seguito fu zona di pascolo per le pecore (anche diverse centinaia), fino al 1960 quando fu abbandonata definitivamente, ora qui arriva solo qualche piccolo gruppo di capre che "sconfina" traversando la Costa Nera, risalendo dai pascoli del Geccio...


 

   - I Baitini...

 In realtà il nome corretto di questo alpeggio dovrebbe essere I Baitini (o Baitino), così come è riportato sulla Mappa Rabbini, e anche perchè è così che viene chiamato ancora oggi da qualche anziano della Val Vigezzo e in particolare dagli alpigiani che ancora caricano la vicina Valle del Basso...

 Sarebbe interessante conoscere le ragioni per le quali è stato deciso di modificare questo toponimo...

 

 La "via normale" per raggiungere la dorsale di Muschia, traversa lungo il versante della Valle di Biordo sotto la cresta della Costa Nera, partendo dal Passo Biordo, oppure dal Sasso Bianco che si può raggiungere salendo dai Laghetti del Geccio, in questa occasione (con Francesco), abbiamo seguito il percorso di un vecchio sentiero, ancora segnato sulle vecchie cartine, che dal Geccio prosegue in direzione del Rio omonimo e poi sale direttamente verso la Costa Nera.

Link alla cartina ↓


 Da Patqueso (parcheggio, affollato in questa occasione, dato il periodo favorevole per i cercatori di funghi...), si scende in Valle del Basso che poi si risale seguendo per un tratto la stradina sterrata, si passa dall'Alpe Basso (ancora caricata), poi si sale all'Erta 1279 m. da dove si continua nel bosco raggiungendo i prati del Cedo ca. 1600 m. con diverse baite poste lungo il pendio prativo.

 Dal Bivacco Al Cedo si continua verso l'ultima baita in alto sulla sinistra, dove il sentiero scende per traversare il Rio del Castello per poi risalire e traversare verso Al Geccio 1769 m. alpeggio con il suo caratteristico grosso stallone, qui a destra sale il sentiero per i Laghetti omonimi (che percorreremo al ritorno il giorno successivo), si prosegue invece salendo verso sinistra lungo la traccia che porta a superare il Rio del Geccio a 1812 m.

 Dopo il guado, la traccia più evidente traversa a mezzacosta verso sud il versante in direzione dell'Alpe Garbalina (vedi questa pagina), invece una lieve traccia (che è ancora visibile per un breve tratto), sale in direzione della Costa Nera, il sentiero in seguito scompare e si continua con percorso libero traversando le giavine superiori verso le due insellature della cresta (le più basse, vedi foto 31).

 Ci si dirige verso il canalino più a destra [foto 35], che apparentemente sembra non superabile, ma arrivati vicino alla parete [foto 37 e 38], si trova una cengia sulla destra, occorre attenzione se, come in questa occasione, il terreno è bagnato, e comunque il pendio è molto ripido...

 Saliti sulla cengia abbiamo trovato un tratto parzialmente franato e oggettivamente pericoloso da traversare... ma in breve si sbuca sulla cresta della Costa Nera a ca. 1970 m. qui si traversa sui ripidi prati seguendo saltuarie tracce di passaggio di animali verso destra (nord), che conducono alla dorsale dell'Alpe Muschia 1928 m.

 

 

 Dopo la visita all'Alpe Muschia, il programma di questo giro prevede di raggiungere l'Alpe Vald di sopra scendendo lungo la valletta posta a sud di Muschia, e traversando a mezzacosta l'accidentato versante che scende verso il canale sottostante (questo per compiere, vista l'occasione di ritornare in zona, una ulteriore ricerca della Grotta dei Ginestri già cercata senza successo in una precedente occasione, ma anche questa volta non è stata trovata...); questa parte del percorso è impegnativa e si possono incontrare passaggi esposti...

 Il rio che scende in questa valletta, è chiamato (come riportato sulla antica Mappa Rabbini), Rivo di Porta Furada... il toponimo Porta Furada potrebbe essere riferito a una apertura sulla cresta della Costa Nera... forse proprio quella dove saliva il vecchio sentiero dalla zona del Geccio...

 In questa occasione, siamo prima scesi lungo la facile dorsale di Muschia fino a raggiungere la quota 1796 m. bel punto panoramico, dove la crestina diventa rocciosa e dirupata (bella vista verso la dirimpettaia Alpe Biordo, che visiteremo il giorno successivo...), dalla cresta si scende sulla sinistra in direzione del canale dove scorre il Rivo di Porta Furada, il pendio è a tratti molto ripido, ma ci si può aggrappare ai ciuffi d'erba... e si cerca di raggiungere il canale in un punto dove si possa traversare, comunque al di sotto dello scivolo visibile nella foto 63.

 Giunti alla dorsalina sul versante opposto, la si discende per un tratto e poi inizia il (complicato) traverso verso Vald di sopra, con diversi saliscendi per cercare i passaggi migliori con tratti nel bosco alternati ad altri rocciosi, si traversano alcuni canalini fino ad arrivare su una dorsale che si affaccia su un profondo canale che non è superabile... allora bisogna risalire lungamente per portarsi sui pendii prativi superiori dove, intorno ai 1800 m. si può continuare la traversata giungendo sull'ultima dorsale che guarda sulla valle che scende a Vald, dove si vede il Pizzo dei Diosi e la Bocchetta di Vald [foto 78], si scende all'inizio lungo la dorsale, poi gradualmente si continua nel bosco, a tratti ripido, sulla sinistra e si sbuca proprrio nelle vicinanze del Bivacco dell'Alpe Vald di sopra 1384 m. dove abbiamo pernottato (tra i vari "accessori", al bivacco si può trovare, per chi ne sentisse la necessità, anche un'altalena...).

 Il giro è poi proseguito, il giorno successivo, verso la Valle di Biordo (vedi questa pagina).


 Immagini del 19 settembre 2015.

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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)


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