Sulla "strada" del legname a Baldesaut di sotto...

 Il legname proveniente dall'attuale area del Parco della Valgrande, è stato una risorsa importante nel passato; all'inizio, fino al XII secolo il taglio dei boschi veniva fatto solo per creare spazio per gli alpeggi e i relativi pascoli, e per uso locale, in seguito, a partire da XIV secolo e fin verso il 1960, un intenso sfruttamento di questa risorsa ha portato al taglio di gran parte degli alberi presenti, anche nelle zone più impervie.

 Diversi erano i sistemi per portare il legname fuori dalla valle, all'inizio si usava la fluitazione (o flottazione), le borre e i borretti venivano trasportati dall'acqua dei torrenti principali, ma era una pratica rovinosa per l'ambiente, in particolare per gli argini, e già verso la fine del '700 ci fu una petizione al Governo Piemontese a riguardo, però solo nel 1825 fu emanato un manifesto per regolamentare questa pratica, pratica che fu alla fine abbandonata gradualmente a cavallo del '900 e sostituita dalle teleferiche.

 Un altro sistema utilizzato fu la decauville, la ferrovia a scartamento ridotto come quella che da Orfalecchio proseguiva fin oltre l'Arca, un'altra decauville era presente in Val Pogallo, e tra le baite di Pogallo si può ancora vedere uno spezzone di binario tra il materiale ferroso ammucchiato alla rinfusa...

 

 Sopra i ruderi di Baldesaut di sotto, salendo nel bosco fino a circa 1000 m. di quota, ci si imbatte in quella che ad un primo sguardo sembra una mulattiera, che però è molto larga e traversa praticamente in piano questo versante, era il basamento di una decauville, sui cui binari scorrevano dei carrelli col legname (spinti probabilmente a mano).

 La "strada" del legname all'inizio è ancora in ottimo stato (a parte la naturale "invasione" della vegetazione), poi si trovano delle interruzioni (si passa un canalino dove un tempo doveva esserci un ponte), ma comunque i resti sono sempre visibili e conducono ad un piccolo sperone dove termina, dopo circa 300 m. qui doveva esserci una teleferica con la quale il legname proseguiva il suo viaggio...


 

 Percorso "alternativo" per Baldesaut :

 Oltre al sentiero usuale, c'è un'altra possibilità per raggiungere Baldesaut evitando i due guadi sul torrente Pogallino (cosa che può essere utile se la quantità di acqua presente, rende i guadi problematici...).

 Si tratta del sentiero "di servizio" che i boscaioli seguivano per raggiungere la zona della decauville menzionata in precedenza, il sentiero è presente solo in alcuni tratti e il percorso presenta alcuni tratti molto ripidi.


 Seguendo il sentiero per Baldesaut, nel tratto successivo al guado del Rio di Ghina e prima del passaggio del Pogallino, si alza sulla sinistra (ovest) un bel pendio boscoso, lo si risale e, lungo una dorsale sulla destra, si trovano i primi resti del sentiero [foto 11], si prosegue la salita poggiando poi sulla destra dove, a circa 950 m. vicino ad un tratto roccioso si incontrano i muretti di sostegno foto 15 e 16], qui il percorso traversa a destra su una cengia per raggiungere un'altra dorsale che si risale.

 Il percorso è a tratti molto ripido, si cercano i passaggi migliori e poi si continua sul fianco sinistro lungo un pendio (è il tratto più ripido), che porta a una bocchetta a circa 1040 m. dove si trova un caratteristico faggio [foto 17 e 18], le cui radici sostengono il terreno permettendo di traversare la crestina posta sulla destra (si può comunque traversare anche poco più in alto).

 Superata la crestina, si traversa in leggera salita verso un successivo colletto, da dove si scende seguendo una leggera traccia che porta allo sperone dove termina la "strada" dove la decauville trasportava il legname, la si segue fin quasi al termine per poi scendere a destra nel bosco con percorso libero fino alle baite di Baldesaut di sotto.

 Questa "variante" richiede naturalmente più tempo rispetto al sentiero normale (a causa dei saliscendi), calcolare almeno mezz'ora in più (questo se si conosce già il percorso o comunque se non si perde troppo tempo per cercare i passaggi...).

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Tracce del passato...



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