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  ← il versante sud e la Valle Intrasca...

Caprezzo - Alpe Mon Rous - Alpe Agricola - Alpe Premval - Alpe Ravaione - Alpe Ad Vel - Alpe Pont - Alpe Suè - Caprezzo.
 Sul versante sud della dorsale tra il Piancavallone e il Pizzo Pernice scende la Val Ganna, caratterizzata da una grande pineta posta nella parte medio-alta della valle; come in altre zone simili, relativamente "comode" e a poca distanza dai paesi, numerosi erano gli alpeggi presenti, ora molti sono ridotti in rovina, ma altri, come nella zona dell'Alpe Ad Vel, sono stati ristrutturati e i prati sono ancora ben tenuti.

 Un percorso tra il passato e il presente di questa zona della Valle Intrasca...


Questo percorso si potrebbe anche chiamare :

    "giro degli alpeggi del Śacumàn"...



 Il Śacumàn era Giuseppe Ruschetti di Craveggia (i genitori erano originari di Cambiesso (frazione alta di Intragna), il soprannome gli era stato dato per via della sua taccagneria, a detta dei compaesani... si sposò con Rosa Pellegrini, a Caprezzo nel marzo 1889.

Trascorse diversi periodi lavorando, come emigrante, a Parigi, e nei periodi in cui tornava a casa (periodi che solitamente terminavano con l'arrivo di un nuovo figlio...), si dava da fare essendo abile in diversi mestieri, potendo così acquistare anche delle corti, iniziando da Ôr dal Ruś (Mon Rous).

Ritornato definitivamente a Caprezzo nel 1904, investì il denaro guadagnato come emigrante acquistando anche il corte dei Pianezzùgn (l'attuale Alpe Agricola), Fai, Egra e l'Alpe Ad Vel.

 Ebbe anche qualche idea innovativa, come la costruzione di un rudimentale impianto per avere l'acqua corrente all'interno delle abitazioni (la sua e quella del sindaco...), e costruì una fontana in modo che gli abitanti non dovessero recarsi al ruscello, ma queste "novità" pare non fossero gradite ai suoi compaesani (per via del fatto che avrebbero dovuto contribuire alla spesa...), e dopo la morte del sindaco Barbini (che aveva dato l'autorizzazione), ci fu una causa al Tribunale di Pallanza che diede torto al Śacumàn, e infine si andò alla Corte d'Appello di Torino che diede invece ragione al Ruschetti...



Come spesso accadeva nei piccoli paesi, le famiglie più influenti avevano il controllo delle attività più importanti (e più remunerative...), la famiglia Barbini oltre che per l'incarico di Sindaco era menzionata in altre attività... basta leggere quanto scriveva il Brusoni alla fine del 1800 sulla sua guida "Le Valli di Intra" :

 ""Una via mulattiera da Ramello sale in circa 3/4 d'ora all'aprico ed elevato villaggio di Caprezzo (m. 585). Osterie di Barbini Giacomo e Barbini Salvatore. Guide: Barbini Luigi fu Carlo. Barbini Luigi fu Lazzaro, Barbini Giacomo e Cerutti Luca.
 Da Caprezzo in meno di 8 ore, passando per le Alpi del Medè, il Pilone Porta (m. 1061) e l'Alpe Gaini (m. 1070), salesi al Pian Cavallone per la via più rapida ma più breve, partendo da Intra.
""


Bibliografia : A piedi nudi, una storia di Vallintrasca - Nino Chiovini - Tararà 2004


 

  Il percorso :  

 A Caprezzo si sale alla piazzetta superiore (Piazza Maddalena) dove si può vedere la caratteristica Cà Buruss, una costruzione del 1600 con tre ordini di lobbie in legno; si sale su un sentiero tra le case e a un bivio si continua sulla sinistra lungo un sentiero che porta alle baite dell'Alpe Mon Rous 841 m. dalle prime baite ristrutturate si prosegue raggiungendo il comodo canale di gronda che porta l'acqua alla centrale di Ramello (si vede il tubo sulla sinistra arrivando a Caprezzo).

 La condotta dell'acqua entra nella valle raggiungendo l'Alpe Agricola ca. 840 m. (qui si arriva anche seguendo una gippabile che percorre il versante opposto della valle, da Miazzina - Alpe Pala), in fondo alla valle si trova il torrente principale dove c'è l'ingresso della lunga condotta dell'acqua; si torna indietro all'Alpe Agricola e dai ruderi delle baite superiori sale una larga mulattiera che porta all'Alpe Premval 975 m. proseguendo la salita nella bella pineta si raggiunge l'Alpe Ravaione 1073 m.

 Da Ravaione, poco sopra le baite, il sentiero prosegue traversando a mezzacosta il versante della montagna raggiungendo una dorsale poco marcata dove, poco più in basso, si trovano alcune baite; si scende per un breve tratto e poi sulla sinistra si ritrova la traccia in prossimità di un canalino che si attraversa; su questo versante si trovano numerose baite, segni di una notevole frequentazione nei tempi passati.
 In questo tratto, all'inizio, il sentiero è poco evidente, ma guardando la cartina e l'orografia della valle, alla fine si dovrebbe trovare il giusto percorso....

 Continuando la traversata in leggera discesa, si arriva infine alle baite superiori dell'Alpe Ad Vel; il luogo è molto bello, con i prati ben curati, numerose la baite ristrutturate con vista verso il Lago Maggiore.

 Su un dosso ad ovest dei prati una caratteristica Cappella, singolare per la sua realizzazione forse unica nella zona, con "nicchie" poste sui quattro lati, purtroppo ormai in stato di degrado.


 Risaliti alle baite ristrutturate poste in alto verso nord-est, si trova una larga mulattiera che sale e poi si collega alla stradina asfaltata che da Caprezzo raggiunge la Cappella Porta, la si percorre passando dalla zona dell'Alpe Pont, di fronte il dosso boscoso de Il Cev 930 m. la stradina raggiunge un invaso di raccolta dell'acqua dove arriva la condotta che si è percorsa all'inizia dall'Alpe Mon Rous.

 Poco prima di Caprezzo si trovano i ruderi di Suè 754 m. dal paese (cartello indicatore), si può seguire il percorso della Via Crucis che porta all'Oratorio di Santa Maria delle Grazie (o Madonna del Sasso), costruito in seguito ad un "voto" dopo la peste del 1630.

 Tempo per questo giro 4/5 ore - Difficoltà E/EE


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Val Ganna e gli alpeggi di Caprezzo
:  


Gennaio 2016

  Ritorno a Caprezzo per una nuova visita in Val Ganna e anche ad alcuni alpeggi abbandonati al di fuori dei percorsi usuali.

 La prima parte del percorso ricalca quello descritto sopra fino ai primi ruderi di Ravaione, in questa occasione (con Andrea, Francesco e Stella), abbiamo traversato a mezzacosta nel bosco seguendo tracce di sentiero a volte poco evidenti che portano al pianoro di Cappella Porta, qui abbiamo fatto una breve "divagazione" verso il panoramico Monte Turrioni 1108 m. dove si vede il Lago Maggiore.

 Ritornati alla strada asfaltata, la si segue in discesa per un tratto fino a trovare sulla destra una stradina (cartello su cui le indicazioni sono ormai cancellate...) che scende verso l'Alpe Ad Vel ca. 923 m. dove le baite sono stata in gran parte ristrutturate e dove si può ammirare la singolare Cappella a "quattro facce". Dalla Cappella si risale alle baite poste a est e, seguendo una stradina, si ritorna sulla strada asfaltata che scende verso Caprezzo.

 A un tornante della strada (attualmente non ci sono indicazioni), si scende sulla sinistra in direzione di una baita ristrutturata con il terreno circostante delimitato da una recinzione in legno, si segue il largo sentiero sulla sinistra che scende alle baite abbandonate di Tremesino (Tremisin), si continua la discesa lungo una bella mulattiera che passa accanto a due Cappelle (la seconda è chiamata Cappella degli Angeli...).

 Più in basso si arriva a un bivio, sulla sinistra la mulattiera continua verso alcuni ruderi che si vedono nel bosco, in questa occasione, volendo visitare anche Egro, siamo risaliti lungo una piccola traccia che risale con vari tornanti (la traccia comunque spesso si perde...) il versante della montagna fino a raggiungere i larghi terrazzamenti dell'Alpe Egro ca. 840 m. abbandonata da tempo, guardando l'estensione dei terrazzamenti presenti, un tempo doveva essere un alpeggio importante...

 In questa occasione, per tornare verso Caprezzo, siamo scesi nel ripido bosco traversando una zona dove il bosco è stato tagliato (la legna è stata lasciata ammonticchiata lungo tutto il pendio), poi traversando sulla destra si esce sulla strada asfaltata che scende da Cappella Porta, e dove abbiamo incontrato una gentile signora che ci ha detto che il sentiero giusto per scendere da Egro a Caprezzo, si trovava proprio dalla parte opposta... Questo però se si scendeva da Tremesino direttamente, volendo visitare anche Egro, questo ci ha portato necessariamente un poco fuori strada....

 Ritornati in paese, vale la pena visitare i due lavatoi (sono quelli "bassi" dove ci si doveva inginocchiare per lavare i panni...), costruiti nel 1885 dal benefattore Cav. Verazzi.


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Autunno in Val Ganna...


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