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I Curt della Valle del rio Scogno...
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 Di nuovo in Valle Intrasca per una visita ai Curt nella valletta del Rio Scogno, sopra Scareno, tra gruppi di baite ristrutturate e frequentate (vista la comodità di accesso dall'alto con le strade sterrate presenti), e altre abbandonate e dimenticate da tempo...


 Il Rio Scogno è invece chiamato da alcuni proprietari di baite della zona, semplicemente il Bavarione... questo, unito al fatto che il Corte di Scogno, che probabilmente un tempo era il più importante della zona, ora sembra essere poco considerato, testimonia il cambiamento che avviene con passare delle generazioni anche riguardo ai toponimi...




 Entrati in Valle Intrasca, si seguono le indicazioni che portano verso l'ultimo paese della valle, Scareno 694 m. qualche possibilità di parcheggio di fianco alla strada all'inizio del paese (vicino alla piazzola di atterraggio dell'elicottero).

 In questa occasione, oltre a Fiorenzo e Maurizio, è presente anche Renzo, che è "di casa" in queste zone... da Scareno si segue il largo sentiero verso Piaggia, dopo il Ponte del Dragone, al bivio, si segue la traccia sulla destra (cartello indicatore in legno per Biogna), che con bel percorso dove si passa su un paio di pontegge di tronchi, si arriva al bel Ponte del Marchè che supera il Rio Scogno (ghiacciato in questa occasione, visione poco usuale...).

 Superato il ponte si sale nel bosco di castagni che porta verso il Corte di Corsogno, prima però vale la pena fare una breve deviazione sulla destra per visitare Corte Pavello con le baite ancora in buone condizioni e dove abbiamo potuto ammirare una vecchia arnia (una simile era ancora visibile tempo fa a Miunchio, vicino a Cossogno...); ritornati sul sentiero saliamo a Corsogno 938 m. il sentiero poi continua verso il grosso Curt di Scagnal 1035 m. (che è il più "corposo" della zona, ma non è nominato sulle cartine...), qui sui muri delle baite, ormai in stato di degrado, si trovano incise alcune date.

 Si prosegue la salita in direzione della Cappelletta dei fulmini da dove si può ammirare un bel panorama sulla Valle Intrasca, il dirimpettaio Pian dei Morti e la dorsale del Monte Vadà, sulla destra si vedono le baite ristrutturate di Barca, ma prima di raggiungerle proseguiamo sulla sinistra verso il bel nucleo di Curt di ferii...

 Dal Curt di ferii (il Corte dei feriti...), si vede di fronte il Pian dei Morti... sarebbe interessante poter risalire all'origine di questi particolari toponimi, che non fanno presagire nulla di buono...

 Si prosegue sulla destra verso le baite di Barca (dove fa bella mostra un campo di bocce...), traversando, si vede in alto Piazza, poi si prosegue salendo al bel Curt il Piazzin (probabilmente chiamato così per differenziarlo da Piazza...), tutti questi gruppi di baite fanno parte dell'esteso comprensorio di Biogna.

 Dopo una piacevole sosta al Piazzin, scendiamo verso il Curt di ferii per riprendere il sentiero che entra nella Valle del Rio Scogno, con bel percorso si traversa passando sopra i ruderi del Curtacc 1089 m. che probabilmente è stato il primo alpeggio ad essere stato abbandonato... sul versante opposto, si vede il grosso nucleo di Scogno che visiteremo in seguito, così come i due nuclei dell'Alpe Bavarione.

 Il sentiero traversa sotto le rocce del Sass di Volt e raggiunge il canalino che scende dal Passo Folungo, il Rialett... (sono tutti toponimi di cui veniamo a conoscenza grazie a Renzo, nomi di uso locale che non saranno mai riportati sulle cartine, ma che è giusto e doveroso registrare in qualche modo, perchè non vengano dimenticati...).


 Traversato il Rialett si continua verso Corte Bavarione di sotto 1127 con le baite poste in file sul ripido pendio, qui saliamo lungo il sentiero segnalato per il Passo Folungo, a visitare anche Bavarione di sopra 1208 m. (passando dal caratteristico Sass Mao), molto bello questo alpeggio... con la baita ancora in buone condizioni circondata (quasi protetta...), da grossi alberi tra cui spicca una enorme betulla (è raro vederne una di simili dimensioni...), vicino si trova la sorgente dell'alpe.

 Pił in alto a 1240 m. si trova un'altra baita sempre facente parte di Corte Bavarione, è il Curt del Luv (Corte del Lupo, foto 26), che non ha alcun riferimento al canide, bensì era il cognome della famiglia che caricava l'alpeggio...

 Ritornati a Bavarione di sotto si prosegue lungo il sentiero che porta al guado del Rio Scogno 1097 m. dove fanno (poco bella...) mostra, i resti del ponte costruito qui e poi spazzato via dalle slavine (forse un ponte del genere non era la soluzione giusta...), passati sul versante opposto, si risale il ripido pendio (in questa occasione ghiacciato), della Scalascia, che porta al bel sentiero segnalato che traversa verso valle passando dalla Cascina d'la Felizina, poi si prosegue giungendo sopra al pendio (ormai invaso dalle ginestre e dalle felci), che scende al corposo nucleo di Scogno 1032 m.


 Posto in bella posizione su un dosso erboso al centro della valle, Scogno in passato era probabilmente il Corte più importante della zona, ora è abbandonato e dimenticato anche dal sentiero... i segni di vernice bianco-rossa in verità erano stati messi (giustamente), in modo che conducessero a Scogno, segni di vernice tuttora presenti, ma il sentiero che scende ormai è quasi scomparso e viene mantenuto solo quello che traversa sopra a mezzacosta, questo è un peccato, anche perchè uno dei principali motivi di interesse per un giro in questa zona dovrebbe essere proprio la visita agli alpeggi...

Link alla cartina ↓




 Risaliti al sentiero si prosegue la traversata passando dai ruderi dell'Ôr di Casè 1028 m. in seguito si raggiunge la dorsale dove si trovano i primi ruderi che preannunciano l'arrivo a Piaggia 910 m. dove si prosegue lungo il frequentato sentiero che riporta al Ponte del Dragone e poi a Scareno dove si conclude questo tranquillo e interessante giro.


 Tempo per questo giro, 6/7 ore incluse soste e divagazioni...


   Difficoltà E - Immagini del 21 gennaio 2016


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