in Valgrande
Valle del San Giovanni...
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  Fra i torrenti che scendono verso il Lago Maggiore, oltre al San Bernardino, che raccoglie le acque dell'interno della Valgrande, uno dei più importanti è il San Giovanni, che percorre tutta la Valle Intrasca.

 Il torrente ha origine nella valle racchiusa tra la cima Cugnacorta, il Todano e il Pizzo, ricevendo poco più in basso le acque del Rio dei Belmi, che nasce sul versante est del Monte Zeda, e successivamente, il rio Gula, il rio Dovaglia, il rio Scogno, il rio Scarnasca, il Niva e il Ganna, per sfociare infine nel Lago Maggiore a nord di Intra, parallelo al San Bernardino (l'origine del nome di Intra, è dovuto appunto alla sua posizione, "Intra i due fiumi..."). Deve il suo nome, all'Oratorio di San Giovanni, ora scomparso, che era stato costruito vicino al torrente nel XVI secolo.

 L'acqua del torrente è ricca di calcare, e per questo veniva usata in passato per la sbiancatura delle tele di canapa, immergendole nell'acqua e facendole poi asciugare al sole, procedimento ripetuto molte volte per ottenere il risultato desiderato.

 Un altro importante utilizzo dell'acqua del San Giovanni è stato (è ancora...) per la produzione di energia elettrica, in particolare per le fabbriche nella zona di Intra e per alimentare la linea ferroviaria Intra - Premeno (vedi anche questa pagina).

 Il percorso qui descritto parte da Scareno 694 m. piccolo e solitario paesino della Valle Intrasca.

 Il sentiero fino a Onunchio non presenta difficoltà, e sono presenti i classici segni di vernice rossa e bianca, mentre il percorso per Corte Laveggio e I Belmi è più impegnativo per la difficoltà di individuare i vecchi sentieri, in alcuni tratti nascosti dalla vegetazione.

 - Il sentiero segnalato:   Da Scareno ad Onunchio circa 3 ore.

 Dalla Chiesa si prosegue verso il cimitero, poco prima del cancello, a sinistra scende un viottolo che fiancheggiando alcune case, raggiunge un sentiero pianeggiante che si addentra nella valle; (questo sentiero si può raggiungere anche seguendo un viottolo che sale all'inizio del paese, di fronte ad un piccolo parcheggio).
 Si arriva a una Cappella ed a Leigio, poi ci si addentra nel Vallone di Gula, dove si supera il torrente sul Ponte del Dragone.

 Si sale nel bosco e a una Cappella si svolta a destra (qui, deviazione per Intragna), arrivati sulla dorsale e a una seconda Cappella, si prosegue verso Piaggia 910 m. [Qui sentieri per L'Or di Casè, Scogno, Passo Folungo, e per il Pian Vadà].

 Da Piaggia si continua raggiungendo un'ultima piccola Cappella e i rustici di Guara 858 m. attraversando poco dopo il Rio dei Belmi a 848 m. una breve salita, e si giunge ad Occhio 880 m.

 Il sentiero prosegue salendo lungo il costone, fino al poggio dove è posto Onunchio 1131 m.
 Di fronte all'alpeggio, sul versante nord-est del Todano si vedono i ruderi di Baiessa 1105 m. più in alto, sotto il Colle della Forcola, il piccolo prato dell'Alpe Velina 1366 m.

[Il costone, chiamato Colle di Onunchio, sale fino al crinale tra la Cima Cugnacorta e la Marona; il sentiero segnalato continua, ad un bivio una traccia prosegue verso il Colle della Forcola, l'altra sale verso la Marona].

   I vecchi sentieri per Corte Laveggio e I Belmi :    (Avvertenze...)

 Dalla caratteristica Cappella di Onunchio, dal tetto a volta, si segue il sentiero segnalato fino a un rudere, qui si traversa a mezzacosta, e poi si scende al Rio dei Belmi, si risale la riva opposta e superando un costone, svoltando a destra si arriva a I Belmi 1150 m. (quest'ultimo tratto di sentiero è parzialmente visibile mentre si scende verso il Rio dei Belmi).

 [Un altro sentiero raggiungeva I Belmi, partendo poco prima del guado del torrente dopo Guara, risalendo il versante sinistro orografico del rio].
 Per Corte Laveggio, dal rudere dopo Onunchio si continua a mezzacosta sul versante destro orografico del Rio dei Belmi, a circa 1300 m. guada il torrente e risale il costone dove a 1640 m. si trova l'alpeggio.


  (Vedi anche la pagina : I Belmi)


 In questa occasione, per raggiungere i due alpeggi si è invece seguito un percorso alternativo, più lungo ed impegnativo.

 Da Onunchio, si segue il sentiero segnalato che sale verso il Colle della Forcola e la Marona fino ai ruderi di una piccola costruzione (foto 20), ricovero di emergenza per i pastori, qui si abbandona il sentiero, salendo a destra sul costone per poi scendere, cercando un punto favorevole, nel canale (foto 2), sul versante est della Marona; si prosegue a mezzacosta attraversando l'ampio fornale, superato un ultimo canale (foto 5), dove si trovano i segni di un vecchio sentiero, si arriva infine a Corte Laveggio 160 m. su un piccolo poggio che domina la valle, in alto la dorsale dove passa il frequentato percorso che dal Passo Folungo sale al Monte Zeda, qui invece si è in assoluta solitudine...

 Da Corte Laveggio si scende direttamente la dorsale sottostante (foto 11), si traversa a sinistra verso il canale, si scende una dorsale secondaria fino al torrente, poi si risale brevemente a sinistra nella boschina per raggiungere una traccia di sentiero (visibile dall'alto), che porta verso I Belmi 1150 m.

 E' forse l'alpeggio più interessante della zona, arroccato su un piccolo sperone roccioso, i ruderi e le rocce circostanti, visti da lontano, lo fanno sembrare un piccolo castello diroccato...

 Da I Belmi si ritorna ad Onunchio seguendo le tracce del vecchio sentiero.
[Per il giro completo, 8/9 ore].

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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)
 
Panorama da I Belmi
Panorama da I Belmi