in Valgrande
Pizzo delle Tre Croci...
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 Lungo la cresta dei Corni di Nibbio, dopo il Torrione di Bettola e la depressione della Bocchetta di Lavattel, si risale al Pizzo delle Tre Croci, costituito da tre sommità ravvicinate, di cui quella posta più a sud è la più alta, 1638 m. è possibile che un tempo su ognuna delle sommità fosse presente una croce (da questo, il toponimo).

 Lo si raggiunge facilmente dalla Bocchetta di Sautì seguendo la cresta, dove si incontra un salto di roccia che si aggira sul versante Valgrandino, più impegnativa (e interessante...), la salita dalla Bocchetta di Lavattel.

 


   - Il percorso : (Avvertenze...) - Percorso impegnativo.
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 Il Vallone di Bettola, dove sale il sentiero per Lavattel e Sautì, si può raggiungere da Nibbio lungo il sentiero che passa dalla Balma del Lavanzin, oppure (più comodo...), da Bettola risalendo la sempre bella mulattiera militare.

 Giunti nel Vallone, si segue il percorso segnalato che poi traversa salendo lungo il fianco destro orografico del canalone ed esce al bivio sul poggio panoramico degli Asaa; verso nord il sentierino per Sautì (che si percorrerà al ritorno), verso est il percorso (meno frequentato), per la Bocchetta di Lavattel.

 

 La Bocchetta di Lavattel si raggiunge con bel percorso panoramico in circa 30 minuti dagli Asaa,passando prima sotto la cresta ovest della montagna, il tratto di sentiero prima della caratteristica "strettoia" è da percorrere con attenzione causa la frana caduta dalla cresta del Pizzo delle Tre Croci, nonostante le piogge autunnali il terreno è tuttora coperto di detriti scivolosi, e la roccia è instabile...

 Dopo una visita al pianoro artificiale della Bocchetta di Lavattel, si risale lungo la traccia di sentiero fino alla cengia e poi si traversano le roccette verso nord per accedere al versante valgrandino del Pizzo; si sale con percorso libero su terreno ripido che alterna tratti erbosi e rocciosi.

 In questa occasione (fine dicembre 2014), il versante era libero dalla neve, ma la presenza di alcuni tratti con ghiaccio ha reso la salita più impegnativa del previsto.

 Se ci si tiene sulla sinistra, vicino alla cresta che guarda sul sottostante Vallone di Bettola, si può godere di una bella vista panoramica, oltre che verso il vicino Torrione di Bettola, la Valgrande e i laghi, anche sui precipizi sottostanti.

 Risalendo si passa dal punto di origine della frana che ha interessato il sentiero sottostante [foto 28], la roccia sembra pulita e stabile, e non dovrebbero esserci ulteriori distacchi (naturalmente, opinione di un non esperto in questo campo...).

 Per salire al ripiano superiore si può seguire la striscia erbosa visibile sul bordo delle rocce della foto 28 (percorso più "aereo"...), oppure spostarsi più a destra (nord) e salire il pendio della foto 30 dove almeno ci si può aggrappare a qualche alberello...

 In seguito si traversa sulla destra su una sorta di cengia erbosa, poi un pendio più agevole porta a un canalino [foto 42] meno impegnativo di quello che sembra, che si supera aggrappandosi agli alberelli presenti; questo tratto si può aggirare traversando ulteriormente verso nord e poi risalire tra la bassa vegetazione, ma così la salita perde un pò di interesse...

 E si arriva sulla sommità del Pizzo delle Tre Croci 1638 m. se la giornata è limpida, bella vista panoramica sulla Valgrande, i laghi e la cresta dei Corni di Nibbio che prosegue verso il Lesino...





 Si traversa in direzione delle altre due sommità, su quella più bassa si trovano i resti di una croce di legno adagiata sulle pietre...

 Vista per la prima volta nel 2002 [foto 56], ora nel 2014 il tempo e le intemperie hanno lasciato il segno, ma l'impressione avuta la prima volta rimane, e cioè quella di un segno di fede genuino, spontaneo, perfettamente integrato nell'ambiente in cui ci si trova (lo stesso discorso vale per le bellissime Cappellette che si trovano sul sentiero tra Teggia e Pobbiè (vedi questa pagina), cosa ben diversa da certi enormi e assurdi tralicci a forma di croce che si vedono sulle cime di alcune montagne...

 Se mai qualcuno un giorno volesse ripristinare queste croci, si spera che sia così lungimirante da realizzare qualcosa di consono ed adatto all'ambiente, nel rispetto del pensiero di quelli che lo avevano fatto in precedenza...


 Si prosegue lungo la cresta verso nord superando un primo spuntone, il secondo si può aggirare scendendo e traversando sul versante valgrandino dove si vedono alcuni effetti delle piogge (ed anche delle slavine), il distacco della cotica erbosa che scopre le rocce sottostanti [foto 58], fenomeno notato quest'anno anche in altre zone della Valgrande.

 Per il ritorno a Bettola si segue il sentiero segnalato che prima scende con bel percorso panoramico all'Alpe Sautì, poi passa dal Funtanin e quindi ritorna al poggio degli Asaaa da dove si continua lungo il sentiero seguito in salita.




 


 Tempo per la salita (da Bettola), circa 4 ore e mezza; per il giro descritto, 7/8 ore.

 Immagini del 22 dicembre 2014.
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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)
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panorama dalla cresta del Pizzo delle Tre Croci...