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Valli dell'Ogliana...
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 Poco prima di arrivare a Domodossola, sulla destra, nel territorio del comune di Beura-Cardezza una ampia e variegata area montana, visibile solo parzialmente dal fondovalle, sale fino ai duemila metri della Colma Piana e delle cime circostanti, Punta Pozzolo, Rossola, Cima Saler e Pizzo delle Pecore.

 Un territorio solcato da numerose vallette e profondi canali, specie nella zona medio-bassa, che attira gli appassionati di torrentismo; per la sua ampiezza e complessità sembra più corretta la denominazione al plurale : le Valli dell'Ogliana.
 I percorsi presentano dislivelli ragguardevoli, se si parte da Beura, dove non ci sono strade che salgono in quota, partendo da Cardezza il dislivello è solo di circa duecento metri inferiore...

 I sentieri segnalati salgono da Beura verso l'Alpe Pozzolo (poco prima di arrivare all'Alpe si trova il confortevole bivacco realizzato dagli Amici della Montagna di Beura), e l'Alpe Cortevecchia; da Beura sale anche l'interessante sentiero natura che passando da Bissoggio arriva all'Alpe Sulià.

 Da Cardezza sale il frequentato percorso verso il grande Alpe Corte di sopra e il Pizzo delle Pecore, e verso il bivacco dell'Alpe Ogliana.


 Numerosi altri sentieri sono segnati sulle carte, ma in buona parte sono scomparsi, o sono presenti tracce discontinue; un territorio da percorrere con attenzione, cercando sempre di seguire i percorsi dei vecchi sentieri, senza avventurarsi in percorsi estemporanei, specialmente nella parte intermedia, perché la morfologia della zona, con i numerosi canali molto incisi, può presentare a volte ostacoli insormontabili...

 NOTA : Questa zona è fuori dal territorio del Parco (i confini sono sulla cresta), e durante il periodo preposto, è praticata la caccia... tenerlo presente anche riguardo l'utilizzo del bivacco di Ogliana, utilizzato anche dai cacciatori...

 Gli itinerari qui descritti sono solo un esempio delle possibili combinazioni di percorso che si possono fare, con un po' di fantasia si possono pianificare giri anche di più giorni in piena "wilderness"... avendo sempre ben chiare le difficoltà che si possono incontrare, specie alle quote dagli 800 ai 1500 metri...


Aggiornamento :

 Il bivacco dell'Ogliana è stato distrutto da una valanga nell'inverno 2008/2009...

Alcune foto sono visibili in questa pagina.
  Vedi anche la pagina :







 

 - Bissoggio, Ruscà, Uler e la dorsale della quota 1195 m. :

 Dal municipio di Beura si segue il sentiero natura "Storie di pietra" fino a Bissoggio, al piccolo nucleo di baite si può arrivare anche dall'Alpe Caggiani, lungo il sentiero che porta all'Alpe Pozzolo.
 Lungo il percorso del sentiero natura sono posti alcuni pannelli che illustrano l'estrazione e la lavorazione delle beole, caratteristiche di questa zona.

 Dopo Bissoggio il percorso prosegue passando dai nuclei dell'Alpe Slasca e dell'Alpe Lugros raggiungendo il Rio delle Rovine che si attraversa su un ponticello.

 Il sentiero risale all'Alpe Sulià fuori, poco dopo, ad un bivio, si segue la traccia che sale a sinistra arrivando all'Alpe Ruscà, lungo il percorso si possono vedere alcune carbonaie.

 Si prosegue ancora, e ad un altro bivio si segue il sentierino a destra che sale nel bosco fino ai due ruderi dell'Alpe chiamata Il Mott; qui un sentiero prosegue in diagonale verso il torrente, un altro sale a tornanti nel bosco fino al costone a nord della quota 1195 m. (qui un grosso larice caduto, riferimento per la discesa), bel punto panoramico, dal versante sud della Punta Pozzolo, alla conca dell'Alpe Ogliana, L'Alpe Corte e il Pizzo delle Pecore, in basso si nota l'Alpe Montusa.

 Si può seguire la dorsale, prima larga e facile, che poi diventa rocciosa e un poco più impegnativa, qui si vedono in basso i ruderi dell'Alpe Flacera, sulla cartina è segnato un sentiero (ora scomparso), che saliva verso l'Alpe Pozzolo, dopo il primo tratto sulla dorsale, si traversava a sinistra nel bosco e si risaliva il ripido versante fino all'Alpe.

 Scesi da Il Mott e tornati al sentiero principale, lo si può seguire fino al torrente, poi si risale ripidamente il versante opposto giungendo all'Alpe Uler, tra le baite un imponente faggio con le radici superficiali che coprono il terreno circostante; questo è l'unico alpeggio costruito su questo scosceso versante.

 Un altro sentiero, chiamato la "stra di guardie", saliva alla soprastante dorsale nei dintorni dell'Alpe Provo.

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   Alpe Pozzolo

 - Pozzolo e Cortevecchia :

 E' il percorso più frequentato della zona, percorribile in tutte le stagioni; si sale seguendo la mulattiera che si incontra poco dopo il municipio di Beura, (cartelli indicatori e segnavia bianco-rossi).

 Dopo un Cappella, si arriva in mezzo a due baite e si sale a sinistra, (a destra sentiero per Bissoggio), si arriva poi all'Alpe Caggiani 477 m. (qui a destra altro sentiero segnalato per Bissoggio), superata la balza rocciosa a monte dell'Alpe, in diagonale si arriva a Fiesco 625 m. qui ci sono due possibilità : la via usuale sale sulla destra, raggiunge l'Alpe Vaccareccia e sale all'Alpe Prou (Prov) 1060 m. il sentiero raggiunge poi il crinale e l'Alpe Provo 1201 m. dove si può vedere una bella fontana in sasso.

  L'altro percorso (seguito in questa occasione), segue da Fiesco la traccia sulla sinistra che con un lungo traverso porta all'Alpe Croppo, qui il sentiero sale nel bosco lungo una dorsale (salendo, sulla sinistra vista sul Sasso Miscioi), giungendo infine all'Alpe Carregia 1060 m. (qui un sentiero prosegue in piano verso il Rio Foicia e verso Casal del Colle), si segue invece la traccia che traversa a destra arrivando in breve al sentiero "principale" tra l'Alpe Prou e L'Alpe Provo.

 Dopo l'Alpe Provo il sentiero diventa più ripido, arrivati nei pressi dei ruderi di Selvaccia, si trova un bivio segnalato (a sinistra la traccia per l'Alpe Cortevecchia, percorsa al ritorno), si sale a destra raggiungendo il costone e poi il rifugio dell'Alpe Pozzolo 1640 m. costruito dagli Amici della Montagna di Buera, posto in bella posizione panoramica (da Beura, circa 4 ore).

 Dal Rifugio si sale alle baite dell'Alpe Pozzolo 1700 m. (qui è possibile salire alla soprastante Punta Pozzolo, passando dalla "scala" omonima), dall'Alpe si traversa verso nord in direzione dell'Alpe Cortevecchia 1657 m. visibile sul costone posto di fronte; da Cortevecchia si scendono i prati di fronte all'Alpe, poi poggiando sulla destra si trova la traccia che scende a tornanti nel bosco fino al ponticello sul Rio Foicia e si raccorda con il percorso salito precedentemente.

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 - Arvoria, Flacera, Nancino di sotto, Montusa :

 Da Beura si sale a Bissoggio e a Sulià fuori (prima degli alpeggi di Slasca e Lugros, una deviazione sulla sinistra (scritta su sasso), porta in pochi minuti a La Piana, nel bosco dietro le baite, numerosi muretti segnalano i terrazzamenti presenti in passato), si prosegue (a sinistra bivio per Ruscà) arrivando a Sulià dentro dove termina il sentiero segnalato, in seguito il percorso è impegnativo e a tratti di difficile individuazione...

 Si prosegue in piano, e passato un piccolo nucleo di baite, si arriva ad Arvoria; si continua in diagonale su quelli che erano i prati dell'Alpe, arrivando a un tratto su roccia che si supera su una cengia, poi la traccia si perde (probabilmente questa era il percorso del vecchio sentiero che scendeva al torrente), si sale allora nel bosco molto ripido arrivando alle baite dell'Alpe Flacera 1006 m. dove si può ammirare una bella vasca in sasso, sui muri della baite alcune scritte con le iniziali D. G. risalenti al secolo scorso.

  Presso l'ultima baita (verso il torrente), si ritrova la traccia che scende a superare il rio che scende dai versanti della Punta Pozzolo, saliti nel bosco sull'opposto versante (qui un sentiero ora praticamente scomparso, traversava verso la vicina Alpe Montusa), la traccia è ormai poco visibile, si trovano però dei segni dei tagli col falcetto sulle piante che indicano il percorso; si arriva sulla dorsale soprastante l'Alpe Montusa, qui altro bel punto panoramico verso l'Alpe Ogliana, la Colma Piana e il Pizzo delle Pecore.

 Si sale per un breve tratto il costone, e alla quota di circa 1170 m. si trova una roccia con una incisione, a destra si ritrova una traccia che con un lungo percorso sale e traversa in diagonale verso destra passa da alcuni punti panoramici, superati alcuni canali si arriva al bel poggio dell'Alpe Nancino di sotto 1356 m. di fronte si vede il Pizzo delle Pecore.
(dall'Alpe si può arrivare a Nancino di sopra, salendo ripidamente nel bosco soprastante, il sentiero è ormai scomparso).

 Ritornati alla dorsale sopra Montusa, se si vuole raggiungere l'Alpe, la si segue in discesa con facile percorso e in ultimo poggiando verso destra si raggiunge l'Alpe Montusa 1000 m. con la bella baita risistemata di recente. Qui un sentiero scende al torrente sottostante, lo supera su un ponticello anch'esso di recente costruzione e risale sul versante opposto a Gallina di sotto da dove si può scendere a Marzone e a Cardezza.

 Da Montusa si ritorna a Flacera traversando in piano su una traccia appena accennata, si superano un paio di canalini e si arriva nel bosco sopra il rio che scende dalla Punta Pozzolo ritrovando la traccia percorsa in salita, da Flacera si segue un buon sentiero che traversa in diagonale in discesa, passa a monte delle baite di Sulià dentro, e sbuca sul sentiero per l'Alpe Ruscà, poco prima del bivio (indicazioni su sassi) per Sulià.
 (E' preferibile seguire quest'ultimo sentiero per arrivare a Flacera, invece del percorso che passa da Arvoria...).

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 - Marzone, Vadione, Alpe Corte, Ogliana :


 Da Cardezza 440 m. si prosegue seguendo le indicazioni per Marzone, poco dopo l'inizio del sentiero sulla sinistra (cartello), qualche possibilità di parcheggio nei pressi di un traliccio dell'alta tensione.
 Il sentiero permette di evitare in buona parte la stradina asfaltata (divieto di transito ai non autorizzati), che sale all'Alpe.

 Da Marzone, una alternativa al frequentato sentiero che passa da Coriesco e dall'Alpe il Giogh, segue un percorso che sale inizialmente a mezzacosta, e dopo i ruderi di due baite, raggiunge l'Alpe Gallina Alta 1143 m. successivamente passa dall'Alpe Vadione 1240 mt (le baite sono in alto sulla destra del sentiero), poi si prosegue salendo alla radura dell'Alpe Corte di sotto, 1456 m. abbandonata da tempo, i ruderi si scorgono in basso a sinistra, un'ultima salita porta al grande Alpe Corte sopra 1609 m.

 (Questo sentiero è segnalato ma poco frequentato, nel periodo di massimo sviluppo della vegetazione, la traccia può essere poco visibile...).

 L'Alpe Corte sopra è posto su una bella balconata con vista sull'Ossola, circondato da distese di rododendri e mirtilli; a fianco la panoramica cima del Pizzo delle Pecore, dietro l'Alpe la Cima Saler, il Motarion, come è chiamata localmente...

 La salita al Pizzo delle Pecore 2018 m. è consigliata in particolare per il notevole panorama che si può ammirare dalla cima, (avendo la fortuna di salire in una giornata di buona visibilità...). Dall'Alpe ci si dirige verso sud ad una bocchetta (l'Üssol, toponimo ricorrente in queste zone, come ad esempio la Bocchetta dell'Usciolo tra Quagiui e il versante di Premosello), sulla cresta tra la Cima Saler e il Pizzo, poi si segue la facile cresta che porta in vetta.

 Dall'Alpe Corte di sopra il sentiero segnalato prosegue a mezzacosta aggirando la dorsale della quota 1713 m. e scende sul versante opposto nella bella e tranquilla conca dell'Alpe Ogliana 1550 m. dove una baita era stata ristrutturata e adibita a bivacco nel 2003.
 All'inizio dell'estate, nei prati circostanti, si trova una grande distesa di piante di Acetosa (Rumex acetosa), chiamata anche erba brusca...

 In un intaglio della cresta soprastante si trova la Bocchetta di Ogliana, un passaggio (ora frequentato solo da qualche escursionista), che permetteva il transito del bestiame verso l'Alpe Quagiui; il percorso in realtà avveniva passando dall'Alpe Corte sopra, salendo alla visibile sella erbosa dietro la quota 1713 m. e traversando poi verso la bocchetta, dove era presente una "scala" simile a quella di Ragozzale che permetteva il passaggio degli animali.

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 - Ogliana, Baita dei Larzoi, Nancino di sopra, scala di Pozzolo :

 Percorso impegnativo in gran parte senza sentiero - (Avvertenze...)

 Dall'Alpe Ogliana, in direzione nord (piccolo cartello segnavia con la scritta Colma Piana), si segue una traccia di sentiero segnalata per un tratto anche da ometti; proseguendo sempre a mezzacosta si raggiunge e si supera una facile piodata, poi il sentierino scompare.

 Proseguendo alla stessa quota, il percorso diventa impegnativo, è preferibile salire il ripido pendio erboso, e continuare la traversata a monte di un salto roccioso; su terreno facile, ma reso disagevole dagli ontanelli secchi che ricoprono il terreno, si raggiunge la dorsale che scende un po' più a sud della quota 1952 della Colma Piana.

 Si segue la dorsale in discesa fino alla quota 1575 m. (cartina IGM), qui si traversa nuovamente verso nord rimanendo all'incirca sempre alla stessa quota; si traversa un fitto bosco di ontanelli, quasi impenetrabile... e si raggiunge un rudere nei pressi di un grosso larice caduto (riferimento per capire di essere nel posto giusto...), questa zona, sulla Mappa Rabbini era chiamata Giavina Borca, dopo il rudere si trova un sentiero che in breve conduce al prato e alla Baita dei Larzoi 1598 m. In una bella posizione, tra grossi larici (Larzoi = larici nel dialetto locale), sula Rabbini questa zona si chiamava Giavina Grossa.

 Un'altra possibilità per raggiungere i Larzoi, è quella di scendere direttamente dalla Colma Piana, bisogna però già conoscere la posizione dell'Alpe.

 Di fronte, in alto, si vede l'Alpe Nancino di sopra, vicina, ma allo stesso tempo lontana... si prosegue ancora seguendo all'inizio un sentierino che sale, dopo aver passato una piccola costruzione in sasso (forse era la sorgente, o un ricovero per il maiale...), poi la traccia scompare; si traversano un paio di canalini e si arriva all'evidente canale che scende dalla Punta Pozzolo, lo si sale per un tratto per poi passare sul versante opposto risalendo il ripido pendio erboso che porta all'Alpe Nancino di sopra 1687 m. posta su un bel poggio con vista sulla Colma Piana e la Valle dell'Ogliana.

 Dall'Alpe si raggiunge la panoramica cresta soprastante, dove ci sono due possibilità, scendere verso Nancino di Sotto seguendo appunto la cresta, (arrivati ad una giavina tenersi sulla destra); questo è consigliabile solo se si conosce già la zona sottostante, dove i sentieri sono in parte scomparsi.
 L'altra possibilità, più sicura, è quella di seguire le tracce di animali che risalgono il ripido pendio verso la Scala di Pozzolo, vicino a uno spuntone roccioso ben visibile da lontano; qui si scende su sentiero verso l'Alpe Pozzolo e poi a Beura.

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   Torrente nella Valle dell'Ogliana

 - Loraccio, Selvanegra e dintorni :

 Percorso alla ricerca degli alpeggi più "dimenticati" della zona, ormai "inghiottiti" dal bosco... solamente Selvanegra è visibile da lontano, guardando dalla dorsale della quota 1195 m... si cammina cercando sentieri in buona parte scomparsi, da mettere in conto qualche difficoltà di orientamento e alcuni passaggi impegnativi. (Avvertenze...)

 La partenza è dall'Alpe Montusa, che si raggiunge su un buon sentiero partendo da Marzone e seguendo il percorso per Gallina alta e Vadione, al secondo bivio si scende a sinistra superando il torrente su un ponticello, poi risalendo il versante opposto si giunge all'Alpe Montusa.

 Un percorso alternativo e più lungo, segue il sentiero che, al primo bivio, scende a sinistra (segni di vernice rossa), segue un ripido costone fino al torrente che si supera su un vecchio ponte ancora in buone condizioni (NOTA : vedi più in basso nella pagina), si risale l'opposto versante giungendo a Sulià dentro; poco dopo l'Alpe si sale direttamente nel bosco tra i muretti dei terrazzamenti, fino al sentiero che porta all'Alpe Flacera, poi si prosegue superando il canale e risaliti sul versante opposto si traversa (il sentiero qui è ormai scomparso), superando un paio di canalini ci si porta verso la dorsale di Montusa.

 Dall'Alpe Montusa si traversa verso est rimanendo alla stessa quota, arrivando a un canale che si supera su una cengia (passaggio obbligato), attrezzata con un cavo metallico, si traversa ancora fino ad arrivare a un pianoro con un rudere, è il Pianazzaccio 1020 m. sul bordo del pianoro, che precipita verso il torrente, bella vista sui canali che scendono dal versante di Ogliana.
 
 Per arrivare al torrente si scende prima nel bosco sulla destra, poi poggiando a sinistra si trova qualche traccia, una "scaletta" (passaggio obbligato), e si arriva, poggiando sempre a sinistra, alla piodata sopra il torrente; in seguito, verso destra, dove si trovano alcune tacche nella roccia, si arriva al rio (qui le iniziali D.M. incise sulla roccia).

 Si sale direttamente il ripido pendio opposto, più in alto sulla dorsale si trovano alcuni tratti con muretti, continuando sulla dorsale si arriva ai ruderi di Loraccio di sotto, salendo ancora ecco l'Alpe Loraccio ca. 1138 m. Qui un sentiero (scomparso), saliva alla soprastante Alpe Ogliana, (questo percorso è preferibile seguirlo eventualmente in discesa).

 Da Loraccio si prosegue a mezzacosta verso sud, arrivando all'Alpe La Motta (segnata ma non nominata sulle carte), a quota 1213 m. qui, volendo visitare anche Canton Arond, si continua verso sud e in breve si raggiunge l'Alpe Canton Arond 1151 m. vicino al canale che scende dalla zona dell'Alpe Corte (poco prima di arrivare all'Alpe, una traccia di sentiero sale nel bosco, probabilmente era il sentiero che saliva all'Alpe Corte).
 Da Canton Arond, un sentiero traversava il canale e scendeva verso l'Alpe Gallina traversando altri canali, il sentiero è in gran parte scomparso, e il percorso sembra, in apparenza, abbastanza difficoltoso...

 Ritornati all'Alpe La Motta si scende direttamente la piccola dorsale arrivando all'Alpe Selvanegra 1047 m. di fronte si vede la dorsale della quota 1195 m. sopra l'Alpe Flacera.
 Da Selvanegra si traversa verso sud, e scendendo si incontrano alcuni ruderi (Selvanegra di sotto), poi, ritrovando un buon sentiero, si arriva al torrente che scende dall'Alpe Corte, che si supera senza difficoltà, proseguendo a mezzacosta sull'opposto versante si raggiunge prima l'incrocio del sentiero che scende a Montusa, e poi il sentiero segnalato che porta a Marzone.

 

 NOTA : Il vecchio ponte che supera il torrente per poi risalire a Sulià dentro, non è più agibile... (Si può guadare il ruscello quando l'acqua non e troppo alta : sulla sx orografica una corda permette la salita/discesa 10 m a monte del ponte, sul lato dx si passa facilmente su una cengia).

 L'immagine sottostante è del giugno 2017 :


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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)


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