in Valgrande

da Lagarasc a Pianetta per I Curt, in ti Vai, Corone, Sui...

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 Una traversata a mezzacosta sul soleggiato versante della montagna sopra Premosello Chiovenda, lungo sentieri poco frequentati visitando (o meglio rivisitando) alcuni alpeggi da tempo abbandonati; alpeggi dove si può sempre "scoprire" qualche particolare interessante sfuggito durante le visite precedenti, ma anche per il fatto che col passare del tempo cambia (almeno personalmente), il modo di andare in montagna e di conseguenza si guardano le cose con occhi diversi...

 L'inverno è il periodo migliore per un giro di questo tipo, per il fatto che i sentierini secondari diventano più visibili, e gli alberi spogli dalle foglie non impediscono la visuale dell'ambiente circostante; naturalmente bisogna tenere conto della presenza della neve che su questo versante esposto ad ovest si scioglie solitamente in fretta, ma bisogna sempre considerare il fatto che anche se da lontano sembra tutto libero dalla neve, basta cambiare un poco l'esposizione ed ecco che la si trova... (Una chiara e interessante descrizione delle modalità di scioglimento della neve, si può leggere su questa pagina del sito di : MeteoSvizzera).


 In questa occasione con Fabrizio partiamo (da Premosello), dal parcheggio circa 150 m. a est del massiccio campanile della Chiesa Parrocchiale di Maria Vergine Assunta, un breve tratto sulla strada principale (Via Sempione) e si trova sulla destra il cartello indicatore del percorso che raggiunge Via del Boca senza passare dal centro del paese.

 Si continua lungo il percorso che passa dal Ponte Luet e poi sale a Colloro dove, ad est del Circolo, la stradina conduce in Via Molini e alla mulattiera (foto 7) che sale ai Runch e alla strada asfaltata che porta al bacino del Rio del Ponte, oltre il quale si continua lungo il sentiero che sale verso I Curt.

 Giunti al rudere della Cappella di Curt si vede sulla destra la traccia del sentierino che traversa in direzione del versante di Lagarasc, nel primo tratto il sentiero è sempre evidente, poi si giunge al canale del Rio della Val di Nass (questa zona è chiamata Sguera), in seguito la traccia a volte diventa discontinua, ma sono presenti dei tagli che aiutano per l'orientamento; giunti intorno ai 900 m. un percorso prosegue la traversata in direzione della zona dell'Alpe Lut, si continua invece sul sentierino intermittente che risale il versante in direzione nord portandosi sotto una zona rocciosa che si aggira sulla sinistra (nord) giungendo così alle baite dell'Alpe Lagarasc 1051 m.

 Lagarasc non si riesce ad individuare facilmente da lontano se non c'è la luce giusta, perchè risulta abbastanza "mimetizzato" con l'ambiente circostante, tra le ginestre (e anche i rovi), girando tra le baite ormai in rovina si può vedere qualche traccia della passata attività degli alpigiani che hanno abbandonato questo alpeggio probabilmente intorno al 1950/1960.

 Dall'Alpe Lagarasc una lieve traccia traversa in leggera salita in direzione delle baite superiori de I Curt, passando sotto la gobba erbosa di Curpic; la stagione consigliabile per visitare questa zona è l'inverno (quando la neve lo permette), perchè con la ripresa vegetativa la traccia sarebbe difficile da individuare, e bisogna segnalare anche la presenza di alcuni tratti tra i rovi... (oltre alla traversata ai Curt, si può naturalmente anche salire alla soprastante Alpe Curpic).

 Prima di arrivare alle baite superiori dei Curt (Curt Zora), si passa da una zona dove scende abbondante l'acqua, qui venivano dai Curt ad approvvigionarsi, infatti questo tratto di sentiero è largo e ben evidente; si scende poi lungo il sentiero segnalato fino alle baite di Curt Zot (foto 46, quelle poste più ad ovest), dove una traccia traversa entrando nella valle e poi scende con vari tornanti nel noccioleto (rispetto alla prima visita fatta diversi anni prima, ora il sentiero è ben evidente e si scende senza problemi).

 Si giunge così alle baite di in Vall ca. 930 m. (o in ti Vai, come viene comunemente chiamato dalla gente di Premosello e dintorni), alpeggio che appare essere stato utilizzato anche in tempi non troppo remoti, qui si possono vedere diverse tracce della passata presenza degli alpigiani; un poco più a valle delle baite principali, seminascoste nel bosco, si trovano altre casere dove si lavorava per fare il formaggio e lo si conservava assieme al latte, era un luogo adatto allo scopo per la presenza di un piccolo corso d'acqua che esce da una grotta; si vede anche che i rovi hanno ormai quasi inglobato la costruzione più imponente...

 Da in Vall per traversare il canale del Rio del Ponte ci sono due possibilità, il sentiero principale (segni di vernice rossa), scende e poi traversa a valle delle baite, mentre un percorso secondario lo fa più in alto; in questa occasione seguiamo il percorso principale che risale al costone del Mot Migiulin dove si possono ammirare dei bei terrazzamenti (qui arriva anche il sentierino secondario), terrazzamenti utilizzati un tempo per coltivare le patate... il buon sentiero prosegue verso il successivo largo canale (che scende dalla zona della Colmetta, questo versante è chiamato la Val du Cè), una breve risalita e si arriva alle baite di Ludo Termine 899 m. (anche qui, come a in Vall, sono rimasti dei rotoli di burdion a ricordare i tempi passati...).

 Si risale la costa verso Curt Lùar, alpeggio ancora caricato, e poi si continua la salita tra il noccioleto lungo il percorso che porta alla dorsale di Pra d'Gat fino al piccolo rudere che indica l'inizio del traverso per l'Alpe Corone 1325 m. alpeggio composto da tre nuclei di baite ormai ridotte a ruderi posti su alcuni piccolo pianori sotto il dirupato versante roccioso soprastante; dopo il secondo nucleo (quello principale) si traversa su una larga cengia sotto una caratteristica grunda, una parete aggettante che offre un parziale riparo.

 Dopo il terzo nucleo di Corone (ormai azzerato), il sentiero scende per poi superare il canale successivo, si vede sul versante opposto la rampa che traversa e risale verso il costone seguente; si passa "comodamente" il canale e poi si traversa alla dorsale dell'Alpe Sui dove si trova il percorso segnalato che sale verso il Pizz Lacina (vedi anche la pagina sugli : alpeggi di Vogogna); si passa da Sui di sopra e poi si scende al nucleo principale dell'alpeggio dove, sulla sinistra (est) inizia il sentiero per l'Alpe Pianetta e Capraga.



 Si scende passando prima da Sui di sotto dove, dopo i ruderi allineati al riparo dalla parete rocciosa, si trova una baita panoramica con alcune incisioni, anche sull'architrave in sasso (cosa in verità poco frequente in questa zona), il sentiero scende davanti ai ruderi allineati e in breve giunge al pianoro dell'Alpe Pianetta ca 1140 m.

 Pianetta è un alpetto degno di nota... in questa occasione una visita più approfondita (e con calma... si si ha interesse per gli alpeggi, non bisogna mai avere fretta), permette di ammirare alcune modalità costruttive interessanti e "uniche"... questo per quanto riguarda la bellissima stramezza nella prima baita... un tramezzo costruito con due grandi lastre di sasso (relativamente sottili) con in mezzo una porta, così da ricavare un altro locale, una cosa che non ho mai visto da altre parti.

 Nella seconda baita si notano le lastre di sasso squadrate perfettamente che fanno da soffitto/pavimento, a dimostrazione della perizia e abilità del costruttore (naturalmente in zona doveva esserci la roccia adatta per questo scopo...).

 Da Pianetta il sentiero scende e traversa nuovamente il canale già superato più in alto, segue poi un tratto ripido su roccette a fianco del canale, dove sono rimaste poche tracce dei manufatti del vecchio sentiero, e si sbuca a Capraga da dove, lungo il classico percorso che passa da Sasso Termine e San Bernardo, si ritorna a Colloro; una sosta al locale Circolo e poi si scende a Premosello.

 Tempo per questo giro, circa 9 ore incluse le divagazioni e la sosta al Circolo di Colloro... Difficoltà EE

   Immagini del febbraio 2019.

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   "Grotta La Fonte" e "Cunicolo Termine" presso l'Alpe in ti Vai :


 Nei pressi dell'Alpe in ti Vai si trovano due piccole cavità; la prima, in apparenza "naturale" la Grotta La Fonte, è situata tra le due baite inferiori che erano adibite alla lavorazione e conservazione del latte e derivati, da questa apertura esce l'acqua (poco più a valle si vedono i resti di una vasca in sasso); l'ingresso di questa grotta è attualmente ostruito da un grosso masso quasi certamente caduto dalla volta (forse una persona molto magra riuscirebbe a passare, ma non il sottoscritto...).

 Il Cunicolo Termine si trova sul versante opposto del Rio del Ponte, più o meno alla stessa quota delle baite inferiori di in ti Vai, quando si inizia a risalire il sentiero sul versante destro orografico, alcuni metri più in alto, sulla destra, si vede l'ingresso di una galleria che appare "artificiale", probabilmente uno scavo di "assaggio" alla ricerca di oro o altri minerali, a differenza della Grotta La Fonte, qui si entra comodamente... lo sviluppo è di circa 9 metri.

 - Referenze : Bollettino del Gruppo Grotte CAI Novara.


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