in Valgrande
Balmaliui e Funtanasc...
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 Ancora una volta, come spesso accade, vicino ad uno dei percorsi più frequentati del Parco della Valgrande (il sentiero che porta alla Colma di Premosello), si trovano luoghi pressoché sconosciuti e dimenticati...

 Luoghi "estremi" che la necessità di sopravvivere spingeva gli alpigiani di un tempo ad utilizzare, luoghi dove solo le capre potevano andare, tra i dirupati canali che scendono dai versanti della Cima Saler e la Punta della Rossola, luoghi teatro anche di incidenti e tragedie che un tempo erano quasi inevitabili vivendo in questi ambienti...


(Vedi anche la pagina (più recente, del 2014) : La Balma e Funtanasc).

 
Alpe La Balma

   A Balmaliui : (Avvertenze...)

 All'Alpe La Motta, oltre le ultime baite, pochi metri dopo la fontana, una traccia sale sulla sinistra per poi proseguire nel bosco (qui passa anche il tubo che porta l'acqua all'Alpe), arrivati in prossimità del torrente di fronte ad una cascata (qui si può traversare per salire all'Alpe La Balma), si lascia la traccia salendo sulla sinistra, poi seguendo labili tracce di passaggio si sale sempre sulla sinistra raggiungendo dei piccoli ripiani dove si trovano resti di antichi muretti addossati alla parete.
 Non sono delle vere e proprie balme, ma solo dei ripari molto spartani per dei pastori che sembra vivessero qui in tempi remoti con le loro capre...

 Il posto è comunque interessante, solitario e appartato, vicino al canale che scende dalla cresta sud della Cima Saler dove l'acqua forma due belle cascate, e a monte sovrastato da pareti rocciose verticali che scendono dal versante sud-ovest della Rossola.

 Alle spalle sale ripida una dorsale in parte boscosa, qui si trovano segni di tagli col falcetto che conducono prima ad un piccolo poggio con bella vista sul versante sud-ovest della Punta della Rossola [foto 9], poi si sale sulla sinistra lungo un canalino (ripido e infido, utile la corda per la discesa...), che conduce alla cresta proprio a picco sopra La Motta [foto 10]. Qui si può continuare, su un percorso impegnativo, lungo la cresta sud della Cima Saler (vedi questa pagina).

 Per arrivare alla zona dei Balmaliui, dal canale principale che scende dalla cresta tra la Rossola e la Cima Saler, si sale su una rampa erbosa ben visibile sulla destra [foto 12], poco sopra si trovano ancora resti di una "scaletta" [foto 13], per agevolare il passaggio su una piodata, più avanti i resti di un altro muretto, in queste zone salivano gli alpigiani a falciare l'erba...

 Si continua a salire traversando un canalino sulla destra, dove si trova una cengia erbosa [foto 14], che permette di arrivare al poggio (a circa 1480 m.), dove si trova una croce posta a ricordo di un cacciatore caduto dalle vicine rocce; in questa zona si trovano alcuni ripari chiamati Balmaliui; Le origini di questo toponimo sono incerte, qualcuno collega il termine liui a leoni, ma forse è più verosimile che sia riferito a lupi, erano "balme da lupi"...

 Sulla sinistra, nel canale che scende dalla Punta della Rossola, l'incessante lavoro dell'acqua ha lisciato e modellato la roccia, questa zona è chiamata Sass mulinatt...
 Da qui, con una salita impegnativa e faticosa, si può arrivare sulla Punta della Rossola (vedi questa pagina).

 Ritornati vicino al canale dove arriva il tubo che porta l'acqua a la Motta, si può traversare e salire all'Alpe La Balma 1190 m. (qui ci si arriva un poco più comodamente dal sentiero per la Colma), anche quest'Alpe è abbandonato ed è raramente visitato dagli escursionisti...


 

     All'Alpe Funtanasc : (Avvertenze...)


 Dall'Alpe Stavelli 1493 m. si segue il sentierino che sale verso la Bocchetta dell'Usciolo (passaggio verso la conca di Quagiui), arrivando, ancora in vista di Stavelli a un bivio (poco evidente), sulla sinistra si stacca dal sentiero per l'Usciolo una leggera traccia dove passa anche il tubo che porta l'acqua a Stavelli.

 Il sentierino, ancora in discrete condizioni, traversa a mezzacosta gli scoscesi versanti della montagna; qualche tratto esposto richiede attenzione, supera alcuni speroni dai quali si scorgono in lontananza i ruderi di Funtanasc e con bel percorso panoramico giunge al canale dove si trova la presa dell'acqua.

 Qui il sentiero scompare, in effetti la traccia si è mantenuta in buone condizioni principalmente a causa della presenza della condotta d'acqua, in basso sulla sinistra si trovano i ruderi dell'alpetto; si scende il ripido pendio (traversando nel contempo verso destra), che richiede attenzione per la presenza di erba scivolosa e di tratti con presenza di acqua (che abbonda in zona), e si arriva sul piccolo poggio dove si trovano i ruderi dell'Alpe Funtanasc ca. 1500 m.

 Un minuscolo dosso erboso a picco sui dirupi che scendono verso i due canali laterali, e sovrastato da pareti rocciose che incombono (e in parte proteggono dalle slavine) su questo piccolo alpetto, uno dei più "estremi" visti fin ad ora...


 L'unica "ricchezza" di questo luogo era la presenza abbondante di acqua, proveniente dai canali che scendono dalla cresta vicino alla Bocchetta dell'Usciolo, in questa zona sono presenti tre sorgenti (da questo deriva il nome), ma per il resto le condizioni di vita erano veramente dure...

 Le piccole baite sono distrutte, come molti degli alpeggi nell'area del Parco e dintorni, ma in questo caso (più unico che raro...), non è stato l'abbandono e il trascorrere del tempo la causa, ma sembra siano state demolite volontariamente...

 Si racconta che in tempi remoti una donna col suo figlio che portava in braccio, sia scivolata nel canale dove entrambi hanno trovato la morte, e per questo le autorità locali decisero la demolizione delle baite ritenendo quel luogo troppo pericoloso...


Da Stavelli a Funtanasc 30/40 minuti.


 Aggiornamento :

 
Un'altra possibilità per raggiungere il Funtanasc, segue il canale (salendo dal basso) che scende a fianco della dorsale dell'Alpe La Balma e poi si congiunge col canale del Rio Crot, percorso impegnativo, vedi questa pagina.


Immagini raccolte il 21 aprile 2011.

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