in Valgrande
Cima Marsicce per la cresta sud...
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 La Cima Marsicce, posta lungo la cresta che dal Cimone di Cortechiuso prosegue in direzione est verso il Torrione, viene salita solitamente dalla Bocchetta di Terza e anche dal Colle di Cortechiuso, in entrambi i casi seguendo un tratto del Sentiero Bove.

 Un percorso più diretto e interessante, sale dalla dorsale dell'Alpe Busarasca seguendo tracce di sentiero che passano dalla nota roccia "bucata" del sass büs, un percorso vario e interessante (relativamente lungo, partendo da Cicogna, ma questo vale per tutti i percorsi che raggiungono la testata della Val Pogallo...).

 Una variante più impegnativa seguita in salita in questa occasione, percorre la variegata e accidentata cresta sud superando alcuni torrioni.


     - Il percorso :   Percorso impegnativo  -  (Avvertenze...)

  Difficoltà PD  passaggi fino al III°   (PD per il tratto compreso tra i due canalini, altrimenti EE).



 Da Cicogna seguiamo (con Andrea), la mulattiera per Pogallo, poi sulla destra si scende a superare il Pogallino sul ponte e si continua per un tratto lungo il sentiero per Pian di Boit, al bivio segnalato (cartelli), si sale sulla sinistra per un sentiero che porta sulla dorsale (una volta raggiunta, deviando un poco sulla sinistra, si trova un bel punto panoramico verso Pogallo).

 Si continua lungo il sentiero (fino a Busarasca si trovano numerosi segni di vernice rossa sulla piante) che sale nella bella faggeta, passa dai ruderi dell'Alpe Color 1103 m. verso i 1300 m. ad un bivio, si vede una traccia sulla destra che porta in breve all'Alpe Brusà (che si visiterà poi al ritorno), si continua a salire sulla sinistra, poi più in alto si trova qualche apertura verso la cresta Zeda - Marona e infine si esce sulla dorsale di Busarasca 1531 m.

 L'Alpe Busarasca si trova in una posizione "strategica" per ammirare i due versanti della Val Pogallo, e se si ha la fortuna di visitarla in una giornata limpida (come in questa occasione), è sempre molto interessante perdere un po' di tempo per osservare tutti particolari, tutte le "rughe" dei versanti delle montagna circostanti... fino a qui è un percorso adatto a tutti e certamente consigliabile.

  L'Alpe Busarasca (di cui fa spicco il grande stallone che poteva contenere fino a sessanta bovini), fu caricata dalla famiglia Fantoli di Rovegro durante l'arco di alcune generazioni, dal 1844 fino al 1964 quando Battista Fantoli salì qui per l'ultima volta...

  Ritornando a Busarasca dopo diversi anni, noto subito che la casera a doppio stanzone posta a monte, non ha più il tetto, tetto che era ancora parzialmente in loco nel 2007 [vedi foto 22], ma era pericolante, e il suo destino già segnato... (destino inevitabile, come per altri alpeggi visitati a distanza di diversi anni, ad esempio l'Alpe Grassino e la baita isolata di Curtet...).



 Guardando dall'alpeggio in direzione nord-ovest si vedono i belli e caratteristici spuntoni a cresta di gallo che venivano chiamati i suldai... a monte dei quali arrivava il sentiero che traversava dalla Bocchetta di Scaredi.

 Si sale con percorso libero sui ripidi pendii erbosi a monte che portano a un bel pianoro panoramico a circa 1800 m. qui si continua in direzione della cresta rocciosa soprastante, avvicinandosi alle rocce, si può salire sulla sinistra o anche direttamente seguendo i ripidi pendii erbosi e giungendo sulle prime elevazioni della cresta [foto 27], (lungo il percorso si trovano alcuni ometti e anche vecchi segni di vernice arancione).

 Si continua lungo il filo di cresta, in qualche tratto si vede una traccia che traversa sul fianco destro (est), il percorso del sentiero del sass büs che inizia a scendere traversando sulla sinistra (ovest) [vedi foto 68 e 67], poco prima di raggiungere un tratto franato sulla cresta.

 Il tratto franato si può superare direttamente, o anche aggirare sul versante est, e si arriva di fronte ad un alto torrione caratterizzato da un canale-fessura al centro [foto 33 e 36], la risalita del canalino è più facile di quello che appare disponendo di buoni appigli che riportano in cresta.

 Questo passaggio si può anche evitare traversando sulla destra (est) e salendo una paretina con buoni appoggi che porta ad uno speroncino secondario (dove ho scattato la foto 34), da dove si può raggiungere la cresta su roccette alternate alla vegetazione [foto 35], ma naturalmente è più interessante risalire il canalino...

 Si prosegue lungo la cresta aerea ma facile, fino ad arrivare (dopo un piccolo saltino di roccia), vicino alla cima dell'ultimo torrione dove si trova un altro canalino che scende sul versante nord, canalino umido e scivoloso (anche per le forti piogge cadute solo 36 ore prima); con la roccia asciutta si potrebbe anche scendere senza corda senza troppe difficoltà, ma comunque, in giri come questo, uno spezzone di corda da 25/30 m. è sempre buona cosa averlo.

 Per l'ancoraggio della corda si possono usare gli spuntoni rocciosi presenti in loco, nel canalino si trovano anche tre vecchi chiodi che apparentemente sembrano ancora solidi, ma in questi casi, credo che sia più sicuro usare degli ancoraggi "naturali" se sono presenti...

 Scesi al primo terrazzino, si vede sul versante est una possibile via alternativa sulla vegetazione [foto 39 e 46] che permetterebbe di evitare il canalino in discesa, ma non ho testato se sia effettivamente conveniente...

 Si continua seguendo lievi tracce e vecchi segni di vernice, con percorso più agevole traversando gli spuntoni successivi, e uscendo più in alto sui ripidi ma facili pendii erbosi che portano sulla Cima Marsicce 2135 m.


 Dopo una doverosa pausa ammirando il vasto panorama verso le cime della Valgrande, la Valle de Il Fiume che scende a Finero, la Val Pogallo e le cime più lontane (come l'onnipresente Finsteraarhorn), ritorniamo a valle inizialmente lungo il percorso di salita fino alla base del canalino disceso (in questa occasione accompagnati da Paola e Pino, "trovati" sulla Marsicce).

 Dalla base del canalino, si segue una lieve traccia che traversa sul fianco verso un piccolo colletto, dal quale si scende un canalino erboso con qualche tratto di roccia per alcune decine di metri, per poi risalire sulla sinistra verso il noto passaggio del sass büs (in verità, si passa più comodamente alla destra e anche alla sinistra del buco... evitando così i contorsionismi necessari per traversare il foro...).

 In seguito si sale per un breve tratto, e poi si traversa in direzione della cresta percorsa all'andata, uscendo nei pressi del tratto in cui si trova la traccia sula fianco della cresta [foto 69], poi, con percorso non obbligato, si ritorna al pianoro a circa 1800 m. e a Busarasca; una veloce discesa nella faggeta e di nuovo a Pogallo da dove bisogna ripercorre i saliscendi della Strada Sutermeister (tratto che, dopo un giro lungo come questo, è sempre poco gradevole...), ed infine si ritorna Cicogna concludendo così questo bel giro.



 Tempo per la salita, circa 5 ore e mezza. Per il giro descritto, circa 10 ore.

 Immagini dell'17 maggio 2015


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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)


 

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