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Cima Cugnacorta...
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 La Cima Cugnacorta 1894 m. viene solitamente salita di passaggio verso la più famosa e gettonata Marona, la si può raggiungere direttamente dal Colle della Forcola per un sentierino (ometti).

 In questa occasione siamo invece saliti lungo l'interessante versante sud-ovest, con un percorso molto vario partendo da Cicogna e passando da Tregugno e Teggia, e raggiungendo l'Alpe Pobbiè lungo il bel sentiero delle Cappelle.


 [Una idea avuta durante il precedente giro in Val Pobbiè (vedi questa pagina), la vista del suggestivo versante che sale alla Cugnacorta, ha "ispirato" Andrea che ha proposto questo giro, che naturalmente andava fatto appena possibile, viste le caratteristiche di questa zona, dove in estate, l'erba alta e le felci nella parte mediana, rendono poco gradevole la visita...].

    - Il percorso : (Avvertenze...)


 Da Cicogna si segue la mulattiera per Pogallo fino al bivio segnalato per Tregugno, si scende sulla destra a superare il torrente sul Ponte Borlino, e inizia la risalita del boscoso versante passando da Corte Borlino e arrivando a Tregugno; sempre suggestivo questo corte, che fa riflettere sul tempo passato quando gli alpigiani lo abitavano per tutto l'anno...

 Si prosegue lungo il sentiero segnalato che traversa verso Teggia 818 m. superato il primo gruppo di baite, si continua verso il successivo, e poco prima di raggiungerlo si scende sulla destra nel bosco ripido verso il Rio Marona.

 In basso, guardando verso il versante opposto si vede uno sperone su cui è posta la prima Cappelletta [foto 81] (che fa da riferimento, si sale alla sua sinistra), si scende al rio poco a valle della bella pozza di foto 16 (dopo alcuni anni dall'ultima visita, le condizioni di questo tratto sembrano peggiorate...).


 Si risale il versante opposto sul pendio ripido e poi si ritrovane le tracce del vecchio sentiero che traversa alla prima Cappelletta, si continua a monte della stessa e poi si cercano i resti dei muretti dove passava il vecchio percorso (sono presenti anche alcuni tagli di falcetto), si sale per poter traversare un canale nel punto favorevole,e poi si raggiunge la seconda cappelletta dove è ancora presente un piccolo affresco raffigurante, come di consueto, la Madonna di Re.

 Si continua traversando poi verso sud (qualche passaggio richiede attenzione), raggiungendo l'Alpe Pobbiè 950 m. qui si risale la dorsale boscosa senza difficoltà, a poco più di 1000 m. di quota si nota una lieve traccia che traversa sulla destra (nord-est), si tratta del sentiero che porta verso Soliva inferiore che è in buona parte ancora visibile, anche nel successivo tratto erboso (questo prima della ripresa vegetativa, poi sarà difficilmente individuabile...), traversando si raggiungono i ruderi di Soliva inferiore 1190 m. qui si sale direttamente il pendio (dove in estate le felci rendono il percorso molto disagevole, durante la prima visita, ricordo di aver tracciato una sorta di "trincea" tra le felci per poter passare...).



Giunti alla dorsale ed entrando nel bosco, si arriva alla Soliva superiore 1290 m. (dove passa il sentiero segnalato che sale dalla Val Marona, che si percorrerà al ritorno), dall'alpe si sale per un tratto la dorsale nel bosco, poi si esce su terreno aperto in vista della bella Cima Cugnacorta e del relativo percorso di salita.

 Si continua salendo a fianco di alcuni tratti rocciosi (che si possono anche scavalcare, quando possibile), e durante il percorso sembra di individuare la traccia di un vecchio sentiero, infatti ad una selletta sulla cresta che guarda verso la Val Marona, si trovano alcuni interessanti muretti che formano delle piazzole [foto 45 e 46], tenendosi vicino al versante della Val Marona, si possono ammirare alcuni scorci dell'affascinante versante che scende dalla Cresta dei Galli, la cresta ovest della Marona (vedi questa pagina),

 Infine si raggiunge la sommità della Cima Cugnacorta 1894 m. verso nord la cresta continua verso la Marona e il Monte Zeda, verso sud si vede il Todano e più lontano, il Lago Maggiore.

 


 Per il ritorno siamo scesi prima verso il Colle della Forcola 1518 m. dal quale si può raggiungere la sottostante Alpe della Pascola, in questa occasione siamo scesi un poco prima sul versante destro orografico del canale che inizia al colle, ritrovando il sentiero segnalato della Soliva all'incirca alla quota della Pascola.

 All'inizio della primavera, appena scompare la neve, questo sentiero è ancora percorribile senza particolari problemi, mentre in seguito la crescita della vegetazione (particolarmente rigogliosa su questo versante), erba e felci in particolare, rende a tratti difficoltoso individuare il percorso...

 In alcuni tratti sono presenti anche le ginestre proprio sul sentiero, ma in questo caso sono di aiuto per poterlo individuare... [foto 71 e 73], si traversano un paio di canali e poi si raggiunge il bosco ritornando così alla Soliva superiore, qui si seguono i segni di vernice sugli alberi che portano a scendere verso il canale della Val Marona.

 Scendendo nel bosco, si nota che è pulito dalle foglie (come in alcuni tratti del precedente giro in Val Pobbiè...), si ritrovano le foglie in grandi quantità nella parte bassa, qui accumulate dal vento presente nelle settimane precedenti...

 Giunti nel canale (in questo tratto asciutto, l'acqua scorre al di sotto del letto del torrente), si continua lungo il bel sentiero che traversa sul fianco destro idrografico (versante dell'Alpe Rosciola), e poi scende di nuovo al canale che si segue per un tratto per poi traversare sulla destra verso il sentiero che riporta a Teggia (dove si può ammirare la baita [foto 82] su cui rimangono ancora tracce del vecchio intonaco colorato...).

 Infine, lungo il sentiero percorso all'andata, si ritorna a Tregugno scendendo poi al Ponte Borlino, dove ci attende la faticosa risalita finale per ritornare a Cicogna...



 Tempo per il giro descritto, circa 9 ore. Difficoltà EE (Tempo per la salita, circa 5 ore).

 Immagini dell'11 aprile 2015


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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)


 
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