in Valgrande
da Buè a Rodugno per le Strette...
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          Da Corte Buè a Rodugno per le Strette...

 All'Alpe Rodugno alpeggio del Comune di Rovegro, uno degli alpeggi più discosti della Valgrande (anticamente veniva chiamato Reduncio), ci si arrivava seguendo due percorsi che partivano da Orfalecchio, un sentiero "a pedui" e la "stra di vacch"; esisteva anche una scorciatoia (seguita pure dai cacciatori), che partendo da Corte Buè traversava le belle ed accidentate crestine che scendono dal Torrione di Bettola attraverso tre passaggi chiave chiamati "le Strette" (c'è una qualche somiglianza col percorso delle Strette del Casè...).

 Un percorso molto interessante e anche impegnativo, con diversi passaggi obbligati... è necessaria esperienza nel muoversi in questi ambienti, tenendo sempre ben presente i punti di riferimento e cercando i tagli fatti col falcetto (alcuni molto vecchi...), presenti a tratti lungo il percorso; bisogna partire presto (molto consigliabile dormire a Corte Buè), si può impiegare anche meno del tempo indicato, ma anche molto di più se si perde tempo a cercare la via giusta, un percorso dove non si deve sbagliare...


    - Il percorso : (Avvertenze...) Difficoltà EE/F

 Ompio, Corte Buè, le Strette, Rio Ancino, Alpe Rodugno, Bocchetta di Sautì, Alpe Sautì, Bettola.

 

 Da Corte Buè 888 m. si segue la costa a nord della Cappella che sale ai ruderi all'inizio del bosco dove traversa il sentiero segnalato (ed attrezzato) che scende verso Orfalecchio, giunti alla dorsale dell'Ör di Scurtigà che si affaccia sulla Val Foiera, si vede di fronte la cresta dove si trova il passaggio per la prima stretta [foto 13].
 In questo punto il percorso (una volta che lo si sa), è molto chiaro, ma una volta scesi in Val Foiera, all'interno del bosco, si perdono i punti di riferimento e il percorso può diventare incerto...

Nella foto 13 si vede un intaglio a "V" lungo la parte rocciosa della cresta, e a destra un tratto boscoso, il passaggio si trova proprio in questo tratto con la vegetazione...

 Dall'Ör di Scurtigà si segue il sentiero che scende in Val Foiera (si potrebbe anche evitare di scendere fino in fondo e traversare a mezzacosta sul fianco, ma non ne vale la pena, si rischia anzi di perdere tempo ed energie inutilmente...), arrivati nel canale a circa 710 m. si risale la valle tenendosi preferibilmente sulla sinistra (destra idrografica), dove il percorso è più agevole, fino a circa 780 m. dove si traversa sulla destra (tagli col falcetto), per poi iniziare la salita passando poco dopo da un caratteristico faggio "biforcuto" [foto 15].

 Questo è il tratto più faticoso del percorso, il terreno è ripido e franoso; si sale raggiungendo le prime rocce che si costeggiano poggiando leggermente sulla sinistra, in seguito si trovano i segni dei tagli e si traversa sulla destra verso le prime roccette [foto 16] a circa 970 m. qui, sempre seguendo i tagli, si sale e poi si traversa sulla destra tra l'erba, superata una piccola selletta si continua salendo leggermente sulla sinistra e giungendo alla prima delle tre strette a circa 1050 m.

 Dalla selletta si continua a salire sulla sinistra fino ad un tratto in piano [foto 18 19 e 20 ] (in questo tratto si trova l'unica breve traccia di sentiero di questo percorso...), bel punto panoramico da dove si vedono chiaramente le successive strette che bisogna raggiungere; nella foto 21 si vede in basso l'intaglio della seconda, al centro la caratteristica roccia sporgente della terza, ed infine la parete di roccia rossastra (utile riferimento...), posta a lato della dorsale che sale da Orfalecchio dove passa il sentiero segnalato che porta a Rodugno.

 Si segue per un tratto il sentierino degli animali e poi si scende nel canalino sottostante seguendolo fino ad un salto, poi si traversa verso nord su una costa che dà accesso ad un altro canalino (non visibile all'inizio), qui si scende per un tratto la costa aggrappandosi ai rododendri per poi traversare e scendere [foto 22], ripido ed impegnativo; giunti nel canalino si traversa ancora in direzione di un grosso albero poi si scende nel bosco traversando verso sinistra per poi salire verso un muretto [foto 25], l'unico trovato in tutta la traversata delle strette...

 


 Si continua in salita ritrovando delle vecchie pontegge ormai marce [foto 26], qui un cordino metallico aiuta a superare un tratto roccioso, poi si raggiunge sulla destra un intaglio roccioso che porta in breve alla caratteristica seconda stretta [foto 27], stretto passaggio tra le pareti rocciose che permette poi la discesa nel canale che scende dalla Bocchetta di Lavattel. Prima di scendere si può vedere [foto 28 e 29], il prossimo obiettivo, la terza stretta che si raggiungerà salendo il pendio di roccia ed erba visibile al centro della foto.

 

Discesi nel canale ci si porta verso il versante opposto e costeggiando la parete rocciosa si scende per un tratto fino ad un ometto posto fra due alberi, qui inizia la salita del pendio misto di roccia ed erba visto in precedenza, si può salire con percorso non obbligato aggrappandosi all'erba oppure sulle placconate (la roccia è ottima...), salendo si comincia a vedere la caratteristica roccia [foto 34], della terza stretta, giunti alla stessa quota si traversa verso destra raggiungendola (molto bella questa formazione rocciosa che si protende nell'aria...), qui terminano le difficoltà.

 Si continua scendendo in breve ad un canale dove scorre il Rio Ancino [foto 40], poi si prosegue sulla successiva costa boscosa che si sale per un centinaio di metri per poi traversare un altro canalino e proseguire su una successiva costa di fronte alla parete rossastra di riferimento [foto 41], su questa costa si incrocia il sentiero segnalato che sale da Orfalecchio.
 
 Si segue il sentiero che conduce all'Alpe Rodugno 1319 m. solitario alpeggio abbandonato da tempo, l'ultimo su questo versante Valgrandino dei Corni di Nibbio; dai ruderi si continua sul sentiero recentemente ripulito e segnalato che continua la salita verso la cresta, dopo un tratto in salita prosegue con una diagonale verso sud per infine inerpicarsi con un ultimo tratto ripido verso la Bocchetta di Sautì a circa 1550 m.

 Dopo una "meritata" pausa ed un ultimo sguardo sulla Valgrande si scende seguendo gli ometti che portano verso l'Alpe Sautì, giunti nel bosco vicino alla giavina si segue il sentiero che la aggira sulla destra, anche questo sentiero (come quello percorso in salita da Rodugno), è stato recentemente ripristinato e segnalato, grazie a Daniele Barbaglia), poi da Sautì si continua passando dal Funtanin, il poggio degli Asaa scendendo nel canalone di Bettola; in basso si traversa salendo all'Ör Piciocch ed infine si scende a Bettola lunga la sempre bella stradina militare.

 

 Da Corte Buè a Rodugno, circa 5 ore.
 Tempo per il giro descritto (da Corte Buè a Bettola), circa 10 ore.

 

la caratteristica roccia al passaggio della terza stretta...


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