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Alpe Velina e Punta Palestrone
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  ← il versante sud...

(Intragna) - Piazza - Sunfaì - Pian Cavallone - Colle della Forcola - Alpe Velina - Punta Palestrone - La Trecciura - Piazza.
 
 L'Alpe Velina è uno dei luoghi più conosciuti (e anche frequentati), nel Parco della Valgrande; come spesso accade per alcuni toponimi, lo stesso nome è usato anche per altri alpeggi, in questo caso proprio per un altro situato anch'esso nell'area del Parco...

 Sul versante nord della dorsale Todano - Il Pizzo che scende verso il corso del San Giovanni in Valle Intrasca, defilata, fuori dai percorsi segnalati e riportata solo sulla cartina IGM, si trova un altra Alpe Velina...

 
 

Alpe Velina

  Il percorso :  

 Da Intragna in Valle Intrasca si sale passando da Cambiesso e Gabbio a Piazza, e poi passando da Sunfaì 1247 m. si segue il sentiero segnalato che porta al Pian Cavallone e alla sua Cappella ben visibile da lontano, transitando poco prima dall'omonimo rifugio.

 Dal Pian Cavallone si continua sul sentiero che porta al Colle della Forcola 1528 m. qui, guardando verso la Valle del San Giovanni si nota verso destra, lungo la dorsale nord-est che scende da Il Pizzo, una piccola cima, è la Punta Palestrone che si raggiungerà in seguito.

 La Cartina IGM riporta un sentiero che dal Colle della Forcola raggiunge l'Alpe Velina, ma di questo è stata ritrovata solo una labile traccia poco prima di raggiungere i ruderi dell'Alpe; su questo versante rivolto a nord-est, la vegetazione ormai ha cancellato il vecchio sentiero.

 Dalla Forcola si traversa tra la vegetazione a volte fastidiosa iniziando anche a scendere e avendo come riferimento la quota a cui si trova l'Alpe (bisogna perdere circa 150 m. di quota dal colle), e si giunge in breve ai ruderi delle tre baite dell'Alpe Velina a 1366 m. posti su un piccolo "balcone" con bella vista sul versante opposto della valle che sale verso il Monte Zeda.

 Dall'Alpe Velina alla zona della Punta Palestrone le cartine non riportano la presenza di sentieri, e in effetti non ne sono state trovate tracce; sono invece presenti saltuarie tracce di passaggio degli animali che solitamente conviene seguire.

 Dopo i ruderi delle baite si incontra un marcato canale che si può superare scendendo alcune decine di metri sotto i ruderi, poi il percorso prosegue senza particolari difficoltà traversando a mezzacosta e mantenendo inizialmente più o meno la stessa quota dell'alpe; poi in leggera salita, avvicinandosi alla Punta Palestrone, si incontrano le prime rocce e in seguito si vede un altro canale che sale alla selletta posta poco prima della cima; potrebbe essere possibile arrivare al canale e risalirlo fino alla selletta, ma occorrerebbe abbassarsi per raggiungerlo senza avere la certezza di poter risalire, allora è preferibile, poco prima di giungere alla zona rocciosa, salire direttamente alla dorsale che scende da Il Pizzo e poi seguirla fino alla sommità della Punta Palestrone 1402 m. bel punto panoramico sulla Valle del San Giovanni.

 Per ritornare verso Piazza si può risalire la dorsale fino alla cime de Il Pizzo e poi scendere in direzione di La Trecciura, oppure, come in questa occasione, dalla selletta prima della Punta Palestrone si traversa in direzione sud tutto il versante est de Il Pizzo superando diverse vallette più o meno profonde; a circa un terzo del percorso, giungendo in vista di un canale più marcato si può risalire i ripidi prati per traversare più in alto evitando gli inevitabili saliscendi presenti più in basso; alla fine si sbuca su una sella erbosa posta nelle vicinanze del bell'alpeggio di La Trecciura 1336 m. da dove si può scendere senza passare da Sunfaì traversando sulla sinistra e sbucando sulla mulattiera nelle vicinanze del masso dell'"uomo orante".



 Tempo per questo giro circa 5 ore - Difficoltà EE



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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)

vista verso il Monte Zeda dalla Punta Palestrone...


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