Albo e dintorni...
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 Albo : le Cappellette, il Balmo e le incisioni rupestri, vecchi sentieri e alpetti dimenticati...


 
 Dal Lago di Mergozzo, il territorio dell'omonimo comune si estende verso nord lungo il versante occidentale dei Corni di Nibbio, dopo Candoglia, località ben nota per la cava di marmo con cui è stato edificato il Duomo di Milano, si trova il piccolo paesino di Albo, adagiato sul ridotto pianoro tra la ferrovia, la strada provinciale e i ripidi fianchi della montagna che sale verso la Cima Corte Lorenzo.

 Su questi scoscesi pendii ormai rinselvatichiti si trovano numerosi segni di un passato lontano che merita di non essere dimenticato...

(Avvertenze...)

 



 Osservando la montagna alle spalle del paese, in particolare durante la stagione invernale quando si ha la migliore visibilità, si notano due Cappelle, a sinistra (nord), la Vardarola (o Capela Nova), mentre a sud si vede la Scarpia (o Capela Vegia).

 Per salire alla Vardarola si segue il percorso iniziale che sale verso Curt Sgiuana e l'Alpe Corte Lorenzo (vedi anche questa pagina); dalla provinciale, dopo il ponte sul Rio Albo si prosegue sulla strada e si sale a fianco della siepe dell'ultima casa del paese, più in alto si traversa a destra superando un piccolo rio e si arriva alla Cappella della Vardarola a circa 350 m.

 la Cappelletta è stata recentemente (nel 2009) restaurata, rifatto l'intonaco esterno, sistemato il tetto in piode ed è stato posto un cancelletto, intorno la zona è stata ripulita dalle piante che nascondevano la Cappella.

 Dalla Vardarola si sale e poi traversando verso sud si incontrano i ruderi dell'Alpe della Vardarola, proseguendosi trovano dei terrazzamenti a picco sul Rio Albo, qui si scende per alcuni metri sul costone per poi traversare verso il Rio su una cengia rocciosa che permette l'accesso al torrente che si traversa sotto la briglia.

 In seguito si risale il fianco opposto scendendo poi per un breve tratto verso il paese, e si continua traversando sempre verso sud incontrando altri ruderi di baite, terrazzamenti e muretti a secco, e si arriva alla Scarpia (o Capela Vegia), la Cappella è in pessime condizioni, gli affreschi originali sono ormai scomparsi, ma probabilmente ci saranno in futuro interventi di ripristino anche per la Scarpia...

 Dalla Capela Vegia si prosegue ancora in diagonale (si trovano segni di vernice), scendendo poi verso Albo.


Le incisioni rupestri...


 Dalla Vardarola si sale lungo il percorso verso i Mundasc e i Balmesc incontrando vari ruderi di baite, e si raggiunge una balma a circa 400 m. un enorme masso sopra al quale si trova una roccia su cui è stata incisa una croce; proseguendo la salita, a circa 500 m. di quota si raggiunge il caratteristico Balmo (molto bello...) (vedi anche questa pagina).

 All'inizio della rampa che sale verso il Balmo, si trova un masso con una grossa coppella, sul bordo del masso un altro grosso foro visibile solo parzialmente, probabilmente a causa della rottura del bordo della roccia.

 Sull'enorme lastra di roccia che fa da tetto al Balmo, si trova una coppella, una incisione cruciforme e, vicino al bordo anteriore della lastra che è stato lavorato a mo' di grondaia, un altra grossa incisione cruciforme.




 Lungo il percorso che da Albo sale alla Cappella della Vardarola, poco prima del tratto di sentiero che dopo una rampa sulla destra traversa il piccolo rio prima della Cappella, si nota un'altra traccia di sentiero (resti di un muretto) sulla sinistra (questo sentiero è riportato solo sulla cartina IGM), si sale incontrando i ruderi di una baita costruito a ridosso di una parete rocciosa.

 Il percorso nel tratto iniziale è poco evidente, bisogna seguire i segni dei tagli del falcetto, continuando a traversare in salita in direzione di Bettola, il percorso traversa orizzontalmente sotto una parete rocciosa, dove si trovano i resti dei tronchi carbonizzati di alcuni castagni, da questa zona il percorso si fa più evidente, si trovano degli ometti e poi anche segni di vernice rossa; il sentiero si trasforma in una bella mulattiera (la classica stra di vacch), incontrando gradini, muretti di sostegno con un percorso che sale con regolari tornanti, segno evidente che qui un tempo transitavano i bovini.

 Si continua a salire sul costone che in basso scende verso la galleria ferroviaria vicino a Bettola, per raggiungere la dorsale proprio di fronte alla ben conosciuta stradina militare della Linea Cadorna che sale dal vecchio lavatoio di Bettola (vedi questa pagina), da questo punto si può ammirare gran parte di questa notevole costruzione da una prospettiva insolita, visione resa ancora più suggestiva in questa occasione (gennaio 2010), dalla galaverna presente sulla vegetazione circostante...

 Alla dorsale si trova un bivio del sentiero (a sinistra si traversa verso il canale e la strada militare), si prosegue salendo sulla destra raggiungendo un Alpetto non segnato sulle carte a circa 600 m. dove si trovano alcuni muri di sostegno, i resti della casera ed un interessante piccolo balmo...

 Ritornati alla dorsale, si traversa seguendo la traccia che porta al canale di fianco alla stradina militare, questo era certamente il percorso seguito per rifornirsi di acqua da chi caricava l'Alpetto; qui il sentiero termina, ma si può traversare e salire senza particolari difficoltà seguendo tracce di passaggio, poi si incontrano dei muretti risalenti al periodo della costruzione della Linea Cadorna (probabilmente gli operai addetti alla costruzione delle opere militari scendevano anche loro al canale per prendere l'acqua...), e si sbuca a una curva del percorso della stradina militare.

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