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Val manau...
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In Val Manau...

in Val Manau

  La piccola e nascosta Val Manau (non la troverete sulle solite cartine topografiche, solo la carta I.G.M. la segnala.....), si trova tra la Val Cavrì e i contrafforti della Cima Sasso (e cima Tuss) che scendono verso il torrente.

  L'accesso usuale avviene attraversando il Rio Valgrande dopo Orfalecchio, cosa non sempre possibile o agevole.  Anche in questo remoto angolo della Valgrande si trovano i segni del passato lavoro dei boscaioli, nemmeno i luoghi più scomodi e discosti sono stati risparmiati all'epoca dei disboscamenti.

 La ripida salita della Val Manau avviene tra pareti rocciose e precipizi, ma che riserva anche tratti sorprendentemente piacevoli e "tranquilli", fino ad arrivare alla Bocchetta delle Rovère.  

 Qui è forse il miglior punto di osservazione della zona più "selvaggia" di tutta la Valgrande, un grandioso panorama verso i Corni di Nibbio, la Val Piana e il Lesìno, l'Arca e soprattutto verso l'anfiteatro della Val Cavrì sovrastato dal Pedum.

 Dalla bocchetta è possibile scendere verso la Val Cavrì, con un percorso più impegnativo di quello incontrato in salita, seguendo un sentiero a tratti ancora in discreto stato.

 Durante una visita in queste zone, un interessante incontro con la Rosalia alpina (vedi immagine in fondo alla pagina), un interessante e poco diffuso coleottero, molto bello con la sua colorazione blu e nera e le lunghe antenne...
 Alcune informazioni su questo inconfondibile insetto, si possono leggere su Questa pagina .
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(Avvertenze...)


 Alla Val Manau si accede normalmente seguendo il sentiero che da Orfalecchio porta all'Arca; dopo una decina di minuti dal bivacco, prima che inizi la salita (nel punto più vicino al Rio Valgrande), si scende a destra verso il torrente che si attraversa; poi proseguire tra i massi e superato il rio Manau, si sale ad uno spiazzo (ruderi), dove inizia il sentiero, ancora parzialmente visibile, che porta alla Bocchetta delle Rovere. Un altro sentiero da Velina traversava lungo il fianco sinistro orografico della valle, percorso più lungo che permetteva di evitare il guado del torrente.

 
La "miniera" della Val Manau...

In un libro di Nino Chiovini, A piedi nudi, una storia di Vallintrasca, si menziona la presenza di una galleria realizzata per saggiare la presenza di minerali di ferro in Val Manau.

 Il Chiovini menziona anche la presenza di resti di un manufatto, questo è molto probabilmente riferito a ruderi (sono rimasti solo dei muretti), dove si trova il "paiolo" appeso, ben noto a chi è passato in questa zona...

 Qui certamente vivevano i minatori nel breve periodo dei lavori a questa galleria; di fronte, verso nord, si vede sulla parete rocciosa una terrazzino con vegetazione e un muretto costruito con la roccia rossastra estratta dallo scavo; la parete rocciosa circostante si presenta di colore rossastro scuro, segno della presenza di minerale di ferro, che però alla fine non è risultato sufficiente da proseguire con lo sfruttamento.

 Di fianco ai ruderi parte un sentierino ancora visibile che traversa a mezzacosta raggiungendo la parete rocciosa sottostante il terrazzino; qui probabilmente un tempo era stata costruita una sorta di scala di sassi e forse era presente anche una corda (non si sono trovati segni di fori nella roccia per eventuali pontegge), ora raggiungere il terrazzino è difficoltoso e presenta dei passaggi pericolosi ed infidi.

 Chiamarla "miniera" è certamente esagerato, si tratta di una galleria profonda solo alcuni metri, dove si vedono ancora i fori circolari praticati per togliere i blocchi di materiale.

 Una testimonianza dei numerosi tentativi di ricerca di minerali più o meno pregiati in Valgrande, nessuno dei quali ha mai dato risultati degni di nota...

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   Il Punt del Futt...

 Seguendo il vecchio sentiero che da Velina (Baserga) traversa sul fianco della montagna verso la Val Manau (vedi le prime immagini del giro alla "miniera"), ad un certo punto si trova un bivio, la traccia per la Val Manau inizia a salire mente un'altra continua la traversata in piano a mezza costa e poco dopo raggiunge una piazzola dove si trovano dei ruderi [foto 1], qui un tempo c'era un baitello o forse una Cappelletta, la traccia inizia a scendere ripida a tornanti e raggiunge il torrente, qui un tempo era presente un ponte in legno, il Punt del Futt...

 Qui, dove il guado del torrente è comunque abbastanza agevole se l'acqua non è troppo alta, rimangono solo alcune tracce della presenza del vecchio ponte, anelli di ferro ancorati alla roccia e buchi che probabilmente facevano da supporto a pontegge in legno...


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Rosalia alpina...
Rosalia alpina
 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)


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