in Valgrande

alla Bocchetta di Campo in inverno...

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 Nel cuore dell'inverno la frequentata zona della Bocchetta di Campo, al centro della Valgrande, diventa diventa un luogo solitario, difficilmente accessibile...
 La concomitanza di una buona nevicata a dicembre ed il periodo di vacanze natalizie, ha reso possibile questa visita a lungo desiderata...

 Tre giorni nel cuore del Parco con la sola compagnia degli animali che lo abitano (innumerevoli le tracce presenti sulla neve...), grandioso il Pedum innevato visto da vicino... fantastica la visione delle Strette del Casè imbiancate...

  Giorni indimenticabili...



Panoramica dalla Bocchetta di Campo all'alba...
panoramica verso nord-ovest dalla Bocchetta di Campo all'alba...


Panoramica sui 4000...
Panoramica sui 4000...

Panoramica con alcuni nomi delle cime visibili...
Panoramica

(attendere alcuni secondi per il caricamento delle immagini, che si apriranno in una nuova finestra).


 Il percorso "estivo" che segue la cresta passando dalla Bocchetta di Scaredi e la Cima Binà nel pieno dell'inverno, presenta alcuni tratti esposti percorribili in sicurezza solo con l'uso dei ramponi, che richiedono le giuste condizioni della neve.... condizioni possibili probabilmente all'inizio della primavera, quando però, per le basse quote e l'esposizione, si trovano pure tratti già liberi dalla neve...
(ma in questo caso non è più il "vero" inverno...).

Rimane allora l'accesso "naturale" per la Valle di Campo...

[Il percorso "estivo" Bocchetta di Campo-Alpe Campo di sopra, è descritto nella pagina del Pedum-versante nord].

 Anche questa volta le tracce lasciate dagli animali sono spesso di aiuto per individuare il giusto percorso... ad esempio, scendendo da Scaredi, e salendo verso l'Alpe Campo, seguono anche loro grosso modo il percorso del sentiero estivo, che è l'itinerario più logico e meno dispendioso anche per loro...

 I bivacchi sono solitamente "agibili" anche con un forte innevamento, mentre il bivacco di Bocchetta di Campo differisce dagli altri per il fatto che presenta una porta che si apre verso l'esterno... rimanendo così bloccata dalla neve (solitamente gelata...), la piccozza è stata indispensabile per liberare l'ingresso... è preferibile arrivare per tempo (a fine dicembre, il sole qui tramonta verso le 16,45...).

Percorso il 27/29 Dicembre 2006.

Con neve farinosa (60/70 cm o più oltre i 1300 m.) :

Da Malesco a Scaredi circa 4 ore
Da Scaredi alla Bocchetta di campo circa 7 ore.
Ritorno in metà tempo... potendo spesso utilizzare la traccia lasciata all'andata...

 In discesa, specialmente su terreno molto ripido, e con buon innevamento, con le racchette da neve è più veloce e piacevole scegliere la linea di massima pendenza... però, all'andata, è preferibile tracciare un percorso che si possa poi seguire anche al ritorno.... con grande risparmio di tempo e fatica...




Il Percorso :

(Avvertenze...)

 Si tratta di un percorso con difficoltà di carattere "alpinistico"... necessari ramponi e piccozza.
 Oltre al pericolo di slavine, possibile caduta di ghiaccio traversando il canale che sale al fornale del Pedum...

 Arrivare in giornata alla Bocchetta di Campo partendo da Fondighebi o anche da Malesco, richiede molto tempo, specialmente se le condizioni della neve non sono ottimali, e le giornate sono corte... è preferibile pernottare a Scaredi.
 Da Scaredi, cercando di seguire all'incirca il percorso del sentiero estivo, si scende nella conca dell'Alpe Balma e si attraversa il torrente (il cartello indicatore per l'Alpe Campo solitamente è visibile anche con la neve...), e si sale verso la Motta di Campo.

 Arrivati all'Alpe Campo di Sopra, senza perdere quota si traversa verso sud cercando di evitare la colata di massi alla sinistra che può essere pericolosa (buchi), specialmente con innevamento non eccessivo...(anche i camosci cercano di evitare questi terreni...).
 Si sale nella conca a sinistra prima della quota 1810 m. CNS (che nasconde la vista del fornale del Pedum dall'Alpe Campo di Sopra), per poi traversare in alto verso destra raggiungendo la dorsale.

 Il percorso"estivo" traversa a mezzacosta sotto la parete rocciosa, cercando di non perdere quota, raggiungendo il fornale del Pedum; ma con la neve è pericoloso (solo i camosci lo percorrono...), si scende allora in un primo canalino per poi traversare appena possibile, verso un secondo canale e risalire verso il fornale cercando il percorso migliore.
 Questa zona è tappezzata di ghiaccio, il superamento è possibile grazie alla presenza di slavine che ricoprono in parte i tratto ghiacciati.. (pericolo di caduta ghiaccio dall'alto...).
 Si sale al bivacco risalendo la valletta dove scorre il ruscello. arrivati nella zona dove si trova la sorgente, si sale in diagonale a sinistra come per il percorso estivo.

 Una possibile via alternativa per raggiungere il fornale del Pedum, evitando la salita alla quota 1810 m. potrebbe essere quella di traversare dall'Alpe Campo di Sopra, alla base dello sperone roccioso della quota 1810 m. e risalire il canale della Valle di Campo circa 300 metri più in basso del percorso descritto (si rimarrebbe però esposti più a lungo al rischio di slavine e caduta ghiaccio...).


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il Pedum
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