in Valgrande

salita da Cuzzago alla Vugia...

da Cuzzago alla Vugia...
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  Alle spalle dell'abitato di Cuzzago, tra il Rio dei Mulini e il Riale Balangeri, sale un costone prima boscoso, e che poi diventa roccioso alternato alla vegetazione; nella parte iniziale fino a circa 860 m. si trovano i resti delle costruzioni della Linea Cadorna (vedi questa pagina), in alto si congiunge con quello che sale dal Mott d'la Vall e voltando verso sud-est arriva a una selletta sotto i contrafforti del versante nord del Pizz d'la Vugia.

  Qui si trova un piccolo e caratteristico spuntone roccioso (non sempre facile da individuare guardando dal basso), che dagli abitanti di Cuzzago è chiamato la Vugia (Vugia = ago).

 Percorso relativamente breve (poco più di tre ore), naturalmente sconsigliabile nei periodi più caldi... in questa occasione, la presenza della neve ha reso la salita più interessante (e impegnativa).


Il percorso : (Avvertenze...) i percorsi in questa zona, sono per "escursionisti esperti"...

 Il percorso non è sempre evidente, occorre intuito e cercare i rami tagliati col falcetto che in alcuni tratti indicano la via; in alto l'orientamento è più semplice, quando si segue il crestone roccioso sopra il tratto iniziale nel bosco.

 


 Da Cuzzago Si entra in paese seguendo Via Cadolini, strada all'inizio lastricata, che si incontra uscendo dalla via che proviene dalla stazione FS, la si percorre fino a una strettoia (piccolo arco in muratura), poi si va a destra e percorsi alcune decine di metri, dopo una Cappella sulla sinistra, si segue una stradina (poi sentiero) che, a sinistra, si dirige verso la montagna.
 Dopo il ponte in cemento sul Rio dei Mulini si svolta a destra e si raggiunge la stradina che sale a tornanti; giunti a circa 500 m. sulla sinistra (ometto) sale un sentiero (saltuari segni di vernice rossa), che più in alto interseca la mulattiera militare della Linea Cadorna.

diorite 
 Proseguendo lungo la stradina, che poi diventa un sentiero, si arriva nelle vicinanze di un canalino dove si trovano alcune giavine, segni della presenza in passato di una cava di

Diorite

, una roccia magmatica abbastanza rara e anche non facile da lavorare, essendo estremamente dura.

 In passato proprio di fronte a questa zona, ad Anzola, era in funzione una importante cava di questo minerale, comunemente chiamato anche granito nero. In natura presenta una superfice grezza e opaca, che man mano che si consuma diventa sempre più lucida.

link : Diorite

Poco prima di arrivare alle giavine una traccia appena accennata sale ripida sulla sinistra e raggiunge la mulattiera militare della Linea Cadorna.

 Si seguono i segni di vernice rossa ormai scoloriti arrivando a un bivio, il percorso più evidente (con i segni di vernice), prosegue sulla destra verso il Mot Gianin, si continua invece a seguire i resti della mulattiera militare fino al termine a circa 860 m. nelle vicinanze del canale del Riale Balangeri (qui si trovano un paio di balme), sulla sinistra si vedono dei massicci muretti forse era l'accampamento usato in occasione dei lavori per la Linea Cadorna in questa zona...

 [Qui un altro percorso prosegue traversando il Riale Balangeri salendo al costone che scende dal Pizz d'la Vugia (quello tra il Mot Gianin e quello salito in questa occasione), in direzione del caratteristico albero solitario che si vedo in alto sulla destra, punto di riferimento per i cacciatori della zona, e chiamato "il faggio"].

 Dai muretti (ometto) si sale verso la parete rocciosa sotto la quale si traversa brevemente sulla sinistra dove si trova il passaggio obbligato per salire (ometto e rami tagliati), aggirando sulla sinistra lo sperone roccioso soprastante, e il percorso offre alcuni scorci panoramici verso valle.

 Si continua a salire la dorsale (cercare i rami tagliati col falcetto), a circa 1000 m. si raggiunge un piccolo pianoro dove piccoli resti di muretti fanno pensare alla presenza di una carbonaia; continuando la salita si giunge a un punto panoramico (circa 1150 m.), con vista verso il dente della Vugia e il versante nord del Pizz d'la Vugia; in questa zona arriva anche il crestone che sale dal Vallone dei Mulini, sopra il Mott d'la Vall, e si unisce con quello seguito in questo percorso.

 In seguito si può continuare lungo la cresta rocciosa (più interessante), oppure anche traversare sulla destra e per un tratto salire il ripido pendio erboso per poi ritornare sulla cresta più in alto.

 Arrivati in un tratto roccioso più impegnativo, lo si supera sulla destra salendo un ripido canalino (in discesa utile la corda...); questo tratto si può anche aggirare sulla sinistra seguendo una traccia di animali su una specie di cengia esposta da dove poi si ritorna sulla cresta, e infine si raggiunge la selletta dove si trova il caratteristico dente della Vugia a circa 1450 m. dove si può ammirare un bel panorama sulla piana Ossolana, ma dove si può anche godere di una bella visione sul selvaggio Vallone dei Mulini...
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 Dalla Vugia un percorso impegnativo ma anche molto bello, sale il canale del Cröt dul büsìn lung oltre il quale si può proseguire verso la cima del Proman, vedi questa pagina.
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Da Cuzzago al dente della Vugia circa 3 ore.


Immagini del 5 gennaio 2010.


Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)
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  Il masso coppellato di Cuzzago :

 Da Cuzzago, seguendo il percorso descritto all'inizio della salita alla Vugia, passando da Via Cadolini e superato il piccolo arco, si va a destra e dopo pochi metri si lascia la stradine per salire a sinistra seguendo il sentiero che poi sbuca sulla stradina asfaltato che porta all'Alpe Vargia, poco prima di raggiungere la stradina, dove il sentiero supera un piccolo rialetto, in basso a destra si vede un grosso masso posto proprio di fianco al rio.

 Sul masso si trovano alcune decine di coppelle ormai deteriorate; un tempo il masso si trovava in posizione panoramica verso la piana Ossolana, ma ora rimane nascosto dal bosco ed anche parzialmente circondato dai rovi...

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