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Testa del Mater...
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l'Alpe Aiarina...

 Una breve escursione sulla dorsale erbosa posta a est della Val Loana, salendo a La Cima e alla Testa del Mater, cime molto frequentate (probabilmente più in inverno che nelle altre stagioni).

 In questa occasione la dorsale è stata raggiunta salendo da Malesco all'Alpe Colpretto, e poi lungo un percorso poco frequentato che arriva al pianoro di Pianzà, dove si possono vedere delle interessanti incisioni rupestri (vedere le incisioni era lo scopo di questo giro, assieme alla visita della dimenticata Alpe Aiarina...).

 Malesco, Colpretto, Pianzà, La Cima, Testa del mater, Alpe Aiarina, Fondighebi, Patqueso, S. Antonio, Pozzo Vecchio, Malesco.

    - il percorso :    

 Da Malesco si sale in Val Loana, al tornante dopo la Cappella di Loreto si segue il sentiero che successivamente riprende la strada asfaltata, qui, sulla sinistra, un sentiero (al momento non segnalato), sale nel bosco; lungo tutto il percorso si trovano segni di vernice arancione.

 Il sentiero sale ripido prima nella pineta, e poi nella fitta faggeta raggiungendo a 1224 m. il prato dell'Alpe Colpretto; dall'alpe il sentiero prosegue nel bosco salendo con numerosi larghi tornanti, e si arriva a circa 1500 m. a un bivio, il sentiero principale sulla destra va verso l'Alpe Cortino, si segue invece la traccia sulla sinistra che poi riprende la salita lungo la dorsale posta a fianco della valletta del Rio Calegnasca.

 Questo sentiero è a tratti poco evidente, ma sono comunque presenti alcuni segni di vernice arancione, in seguito si sale sul fianco di una valletta che porta al pianoro di Pianzà 1712 m. qui si trovano dei basamenti, resti di antichi ricoveri (questo non era un vero e proprio alpeggio); dopo una visita alle incisioni rupestri, che sono in gran parte concentrate vicino alla sorgente (dove in estate, si può anche ammirare una bella fioritura di Saxifraga stellaris, pianta che vive a stretto contatto con l'acqua), si prosegue la salita che porta sulla dorsale.

 Sulla destra (nord) si può raggiungere velocemente La Cima 1810 m. bella vista verso il versante della Val Vigezzo e verso la Valle del Basso, ritornati al colletto raggiunto in precedenza, si continua lungo il sentiero sulla dorsale che porta alla Testa del Mater 1846 m. il percorso segnalato continua ancora verso sud in direzione della Forcola, ma lo si segue solo fino alla quota 1775 m. (prima di raggiungerla, si vede sulla destra in basso, l'Alpe Aiarina), si scende tra la vegetazione sul versante ovest della dorsale, i sentieri per Aiarina sono armai praticamente scomparsi, ma non ci sono particolari problemi per raggiungerla.

 Si arriva così a 1622 m. al poggio panoramico dell'Alpe Aiarina, di cui rimangono in piedi solo i muri perimetrali; sulla sinistra scende la piccola Val Russa, e in fondo si vedono Le Cascine ed il parcheggio di Fondighebi, affollato in questa occasione, vista la bella giornata (cosa poco usuale in questa strana estate 2014...), ma qui siamo in uno di quei posti, a poca distanza dai luoghi più frequentati, dove quasi certamente non si incontrerà nessuno, a parte qualche camoscio che è fuggito precipitosamente all'arrivo nella zona dell'alpe...

Link alla cartina ↓

 Per il ritorno a valle, si entra nel bosco sottostante i ruderi e si scende (senza sentiero), rimanendo per buona parte del percorso vicino al bordo della Val Russa, e poi nella faggeta si sbuca sulla strada vicino a Fondighebi; tornando a piedi a Malesco, se non si ha troppa fretta, vale la pena di seguire (scendendo prima verso la Valle del Basso), il tranquillo sentiero che, passando dall'Alpe Basso e dalla Cappella di S. Antonio, ritorna a Malesco lungo il versante sinistro idrografico del Torrente Loana (sentiero che è stato recentemente ripulito).


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  Tempo per questo giro, circa 5 ore. Difficoltà EE
 
   - Incisioni rupestri a Pianzà :

 Sul pianoro di Pianzà 1712 m. situato sul versante est de La Cima all'inizio della dorsale che scende verso la Cappella del Crup, si trovano alcuni massi con numerose incisioni rupestri di epoche diverse, che sono concentrate quasi tutte vicino alla sorgente affacciata sul versante del Rio di Dorbolo.

 Dopo Sassoledo, è uno dei luoghi dove si trovano il maggior numero di incisioni, si vedono coppelle, croci, date ed iscrizioni varie; sulle rocce si vedono anche tracce degli antichi lavori sulla pietra ollare; tra le varie incisioni, da segnalare il cruciforme [foto 12] che ricorda un ostensorio, e che è stato utilizzato per realizzare il logo dell'Ecomuseo della Pietra Ollare di Malesco (Link).


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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)

 
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