in Valgrande
Alpe Selvasecca e le creste...
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 Vedi anche la pagina : Valli dell'Ogliana

 1° giorno : Cardezza - Marzone - Montusa - Selvasecca - Ogliana - Bocchetta di Ogliana

 2° giorno : Ogliana - Bocchetta di Ogliana - Rossola - Cima Saler - Pizzo delle Pecore - Colla Bassa - Marzone - Cardezza
 Ritorno nella bella e interessante Valle dell'Ogliana per completare la visita agli alpeggi della zona; mancava l'Alpe Selvasecca, la più ''lontana'', la più scomoda, probabilmente uno dei primi alpeggi che sono stati abbandonati in questa zona... e poi un lungo percorso sulle creste che circondano i bacini dell'Alpe Ogliana e l'Alpe Corte di sopra.
 
Valle dell'Ogliana

    (Avvertenze...)   

 - a Selvasecca e all'Alpe Ogliana :   

  Da Cardezza si sale a Marzone e si segue all'inizio il sentiero per l'Alpe Gallina alta che parte dalla piazzola per l'elicottero dove si ha una prima vista panoramica della Valle.

 A un primo bivio (sulla sinistra, segni di vernice rossa, scende un sentierino verso il torrente, vedi il percorso Loraccio Selvanegra e dintorni), si continua a mezzacosta entrando nella valle , giunti su una dorsale di fronte a quella di Montusa e a un secondo bivio, si scende a sinistra superando il torrente a circa 730 m. su un ponticello costruito nel 2007, poi la traccia risale ripida il versante opposto arrivando all'Alpe Montusa 1000 m.

 Dall'Alpe Montusa si risale direttamente la facile dorsale boscosa soprastante dove una traccia è presente solo a tratti, ma non ci sono difficoltà, arrivando poi su un dosso, qui bella vista in direzione della conca dell'Alpe Ogliana.

 Si continua la salita fino alla quota di circa 1170 m. dove si trova un'incisione su una roccia, qui si può arrivare anche salendo da Beura (vedi il percorso Flacera - Nancino di sotto - Montusa), si segue buona parte del sentiero che porta a Nancino di sotto, passando da un bel dosso panoramico a circa 1200 m. dove si vede in alto una paretina rocciosa, sotto scende il bosco dove si trova l'Alpe Selvasecca.

 La traccia inizia a salire a tornanti nel bosco, alla quota di circa 1260 m. si trova un bivio, a destra inizia il sentiero che scende a traversare il canale che scende dalla Punta Pozzolo, il sentiero è ancora in buone condizioni, solamente nei primi metri la traccia è poco visibile, se non la si trova conviene salire verso Nancino e poi scendendo nel bosco sottostante l'Alpe poggiando un poco sulla destra, si trova l'evidente traccia.

 Si scende nel canale dove il torrente scorre serpeggiando tra la roccia modellata dallo scorrere dell'acqua (il posto è molto bello...), si traversa sul lato opposto passando su una piccola cengia dove sono presenti alcune tacche sulla roccia e fori per le pontegge che permettevano il passaggio degli animali (questo è un passaggio obbligato).
 Passati dall'altra parte, la traccia sale sulla sinistra (salendo si può arrivare sulla Colma Piana), il sentiero per Selvasecca è invece ormai scomparso, si traversa cercando di mantenersi all'incirca alla stessa quota dell'Alpe, si capisce di essere sul percorso giusto quando si trovano alcune tracce (muretti, scalini), del vecchio sentiero, e si arriva all'Alpe Selvasecca 1228 m. ormai immersa nel bosco.
 
 Anche il sentiero segnato sulle vecchie carte che da Selvasecca traversa verso Loraccio è ormai scomparso... dalle baite inferiori dell'Alpe, si traversa verso est nel bosco in leggera salita, per poi affacciarsi su un canale che scende dalla Colma Piana, la discesa nel canale è insidiosa a causa del terreno reso instabile dalle valanghe dell'inverno 2008/2009, superato il canale si continua la traversata giungendo al canale principale, quello che scende dalla conca dell'Alpe Ogliana, il passaggio è possibile poco sopra un salto del torrente, anche qui poco prima di scendere, si trovano alcune tacche nella roccia.

 Risaliti sul versante opposto, si può traversare verso Loraccio, dove un sentiero saliva verso Ogliana, ma si può anche iniziare subito a salire (poggiando sulla destra), nel bosco a tratti molto ripido; in alto dopo il bosco, il percorso diventa faticoso tra la fitta vegetazione (ontanelli e rododendri in particolare), e finalmente si esce sul sentiero che arriva dall'Alpe Corte sopra, seguendo il quale in breve si arriva all'Alpe Ogliana 1550 m.

 In questo giro, vista la giornata limpida e la buona luce, sono salito subito per una visita alla Bocchetta di Ogliana (il giorno successivo le condizioni meteo sono un poco peggiorate...).


 
   - Incisioni rupestri all'Alpe Ogliana :


 Poco prima di arrivare all'Alpe Ogliana, di fianco al sentiero si trova un masso con alcune incisioni rupestri : una coppella, lettere e numeri, una incisione rappresentante forse una figura antropomorfa (foto 2), e una data : 1748...

 Questo sentiero, oltre a portare all'alpe, era anche il percorso che poi saliva verso la scalascia, che permetteva di superare la piodata che saliva ad una bocchetta per accedere alla zona di Qaugiui, di questa opera, simile alla famosa scala di Ragozzale, non rimane traccia, salvo alcune tacche nella roccia [foto 36].

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 - le creste della valle dell'Ogliana :

Rossola - Cima Saler - Pizzo delle Pecore.


 Dall'Alpe Ogliana si sale con percorso libero verso la Bocchetta omonima, che si trova in alto sulla sinistra nel punto più basso della cresta rocciosa che scende dalla Colma Piana; si arriva alla base della piodata, qui un tempo era presente una scalinata in sasso, la scalascia, di cui non rimane traccia, sono rimaste solamente alcune tacche nella roccia che facilitano il passaggio, e si arriva alla Bocchetta di Ogliana a circa 1820 m. uno stretto intaglio che permette il passaggio verso la zona dell'Alpe Quagiui in Valgrande, gli alpigiani la raggiungevano con il bestiame traversando il colletto erboso che divide i bacini di Corte sopra e Ogliana.

 La cresta che sale alla Rossola presenta un primo breve tratto roccioso, poi per gran parte del percorso si sale tra la vegetazione (ontanelli e rododendri), con qualche breve tratto esposto, in alto si vede di fronte la verticale parete nord della Rossola, giunti sulla cresta est proveniente dalla Colma di Premosello, la si segue fino alla cima della Rossola 2087 m. da dove si vede tutto il percorso verso il Pizzo delle Pecore.

  Proseguendo sulla cresta si incrocia il percorso segnalato che arriva da Corte sopra, che segue la dorsale che separa i bacini di Ogliana e dell'Alpe Corte sopra, si continua lungo la cresta seguendo le tracce di passaggio degli animali fino alla Cima Saler 2020 m. dalla quale si scende all'omonima Bocchetta a 1853 m. (qui un sentiero segnalato scende verso Premosello passando dall'Alpe Curtet) (a questo punto si potrebbe scendere tra ontanelli e rododendri nel fornale dell'Alpe Corte sopra, evitando così il tratto difficile della cresta, il percorso si presenta abbastanza disagevole...).

  Dalla Bocchetta di Saler si sale facilmente alla cima est del Pizzo di Cortetto (vedi anche questa pagina), dove inizia il tratto più difficile della cresta, si superano alcuni speroni rocciosi e si raggiunge la cima ovest del Pizzo di Cortetto a circa 1980 m. a picco sul canale del Rio del Ponte e Ludo Alboc, di fronte il Pizzo delle Pecore.

 Dal Pizzo di Cortetto si scende all'inizio senza troppo difficoltà, poi si incontra un tratto affilato e esposto che in questa occasione ho preferito evitare scendendo prima verso il fornale dell'Alpe Corte sopra, seguendo un canalino molto ripido ed impegnativo, ritornato sulla cresta si segue la via normale verso il Pizzo delle Pecore 2018 m. dalla cima si continua verso nord lungo la facile cresta verso il Pizzo Colla Bassa, questo percorso è molto frequentato dalle capre... e il terreno è in parte eroso dal passaggio degli animali, può essere consigliabile in alternativa (o in unione, compiendo così un percorso ad anello), alla via normale per il Pizzo delle Pecore che passa dall'Alpe Corte sopra.

 Il percorso offre alcune belle vedute sul versante del Rio di Prata, giunti sull'ultima elevazione della cresta a 1855 m. da dove si vede in basso la cima del Pizzo Colla Bassa, si scende nel bosco arrivando alla Colla Bassa 1600 m. e al sentiero che ritorna a Marzone.

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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)


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   Distrutto da una valanga il Bivacco dell'Alpe Ogliana...

 L'eccezionale innevamento della stagione invernale 2008/2009, oltre ai danni arrecati ai boschi della Valgrande e dintorni, ha avuto come conseguenza anche la distruzione del Bivacco di Ogliana costruito nel 2003.

 L'impatto deve essere stato notevole... nella foto 4 si vede in primo piano (quasi intatto...), metà del tetto del Bivacco, l'altra metà è letteralmente "volata" a quasi cento metri di distanza più in basso...

 Come si vede nella foto 1 scattata alla fine dell'inverno precedente (con innevamento scarso), il pendio soprastante la zona dell'Alpe è soggetto alle valanghe, e non ci sono ostacoli naturali che possano fermare la neve, e una costruzione a due piani (com'era il Bivacco), appare chiaramente fuori posto in queste zone...

  Gli alpigiani di un tempo, ben coscienti di questo, realizzavano le baite in modo da evitare il più possibile eventuali pericoli, le costruivano molto basse, uniformandosi al pendio, in modo che la neve "scivolasse" via senza causare danni; un'altra zona simile è quella dell'Alpe Biordo, dove i tetti dei rustici sono stati realizzati ad un solo spiovente.
 
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