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Punta i Pisoni...
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 Lungo la cresta che dall'Alpe Nava sale verso la cima del Tignolino di Trontano (vedi anche questa pagina), la prima elevazione degna di nota che si incontra, è la Punta i Pisoni 1910 m. (chiamata da alcuni, Punta dei Pisoni).

 Cima poco frequentata (in ogni stagione), permette una bella visione della zona del Fornale di Rina e del Tignolino, da un'angolazione insolita; in inverno, il ripido pendio finale può presentarsi più o meno impegnativo a seconda delle condizioni della neve, mentre l'accesso alla selletta sulla cresta è solitamente abbastanza agevole (qualche rischio di slavine dal versante nord della cima mentre si sale alla selletta, dopo nevicate abbondanti).

    Percorso impegnativo    (Avvertenze...)

 Da Trontano alla Punta i Pisoni, circa 4 ore e mezza.


   
 
La cresta nord del Tignolino e il Fornale di Rina

 

 

 Da Trontano si segue l'usuale percorso che sale a Parpinasca, in inverno solitamente si trova una marcata traccia sulla stradina e anche lungo il sentiero che sale il pendio sottostante il rifugio.

 Si possono trovare tracce anche lungo il pendio che passando da Scarpia, raggiunge l'Alpe Pieso ca. 1450 m. si prosegue la salita lungo questo bel pendio prima su terreno aperto, e poi nel bosco; su questo versante nord, in inverno, la neve è quasi sempre presente.

 Continuando la salita tra le rade piante verso il versante nord della Punta i Pisoni, si vede sulla destra l'ultima selletta sulla cresta (dopo una elevazione secondaria), che si deve raggiungere [foto 10, 14 e 17].

 Questo è il percorso più "diretto" per raggiungere la Punta i Pisoni, una via alternativa (seguita al ritorno), raggiunge prima l'Alpe Nava e poi segue la cresta, questo percorso è preferibile nei periodi senza neve.

 Il pendio finale dalla selletta verso la cima presenta alcuni tratti ripidi, tenendosi sulla sinistra si possono trovare a tratti alcuni alberelli che possono essere utili per la progressione se le condizioni della neve non sono ottimali...

 Giunti sulla Punta i Pisoni 1910 m. il panorama si apre verso il Fornale di Rina e la Valle del Rio di Menta, sul versante opposto verso il Togano e la zona di Sassoledo, la bella cresta continua verso il Tignolino di Trontano 2210 m.

 (Sulla cima si trova una croce in legno), così chiamato perchè è la sommità che si vede dal paese di Trontano, la cima principale del Tignolino rimane invece nascosta e viene raggiunta da una bella cresta rocciosa (vedi questa pagina).

 

Link alla cartina ↓

 Per il ritorno a valle una volta tornati alla selletta, oltre al percorso seguito in salita, si può anche scendere passando dall'Alpe Nava; se la neve è in buone condizioni si può seguire la cresta scavalcando lo spuntone intermedio (quello sulla destra nella foto 10), come già fatto in un precedente giro invernale in questa zona, oppure lo si può aggirare traversando sul versante ovest passando in una zona con grossi massi dove bisogna stare attenti a non finire in qualche buco...

 Ritornati sulla bella dorsale, la si segue trovando il cartello del sentiero che sale da Pieso e poi prosegue verso Rina, si può scendere in questo punto, oppure proseguire verso l'Alpe Nava 1728 m. da dove si scende nel bosco sulla destra, traversando in discesa sul fianco della montagna si raggiunge la selletta (cartello indicatore), dove arriva il sentiero da Pieso; qui si potrebbe anche continuare lungo la dorsale raggiungendo l'Alpe Drisioni, ma in questa occasione il sole primaverile aveva già scaldato parecchio la neve, e ho preferito continuare nel bosco in ombra dove le condizioni della neve erano ottime, raggiungendo la zona dell'Alpe Pieso.



   Immagini del 9 marzo 2015.


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