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i Corti di Intragna nella Valle della Nivia...
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   I Corti di Intragna, le incisioni rupestri, e ricordi della Resistenza partigiana nella valle del Torrente Nivia...

Il Corte di Steppio
 Un giro nella Valle del Torrente Nivia, sul versante che scende dalla frequentata zona del Pian Cavallone e del Monte Todano.

 Visitando alcuni dei Corti di Intragna, dove diverse baite sono ormai abbandonate e diroccate, altre ancora ben tenute e ristrutturate; alla ricerca delle incisioni rupestri presenti in questa zona, camminando sui luoghi dove erano presenti i Partigiani negli anni 1943/44.


 


   Il percorso :


 Giunti al paese di Intragna si prosegue verso Cambiesso (minuscolo parcheggio di fronte al bel lavatoio), dopo alcuni metri si imbocca il sentiero sulla sinistra, il percorso è segnalato con i classici segni di vernice bianco-rossa, che in diversi tratti sono ormai scoloriti e poco visibili.

 Si passa tra alcuni terrazzamenti incontrando la Cappella Madonna col Bambino, durante tutto il percorso si superano numerosi canali che solcano i versanti di questa valle, che in basso confluiscono nel solco principale del torrente Nivia.

 Dopo uno di questi canalini, all'inizio del costone dove si trovano le baite di Steppio, a fianco del sentiero si trovano due massi con incise delle iniziali e date (1876 1877) [foto 4 e 5], e si giunge alle prime baite del Corte di Steppio.
 Qui immersi nel bosco sono rimaste sole alcune baite diroccate, il sentiero risale per un tratto la dorsale giungendo su un bel poggio con vista sul Lago Maggiore, qui si trovano alcune baite sistemate e anche il prato è ben curato; al centro del Corte, vicino a un castagno si trovano due massi piatti con alcune incisioni, su quello più piccolo si vede un cruciforme del tipo a croce greca, sul masso più grande altre due incisioni cruciformi e alcune coppelle.  [foto 15/18]

 Il percorso prosegue la traversata della valle, a una curva del sentiero, su uno speroncino roccioso, un masso con alcune coppelle, poi si supera un canalino su un vecchio ponticello in legno, poco sotto si nota l'inizio di un condotto per l'acqua, e si arriva sulla dorsale del Corte di Pechì (chiamato anche Pechiglio su alcune cartine); numerose baite sono sparse su questo versante boscoso, la zona dove si incontrano le prime baite, lungo il sentiero, è chiamata Campale.



 Un centinaio di metri sotto queste baite si possono vedere altre incisioni rupestri; per arrivarci, dalle baite si vede un pianoro nel bosco sottostante, lo si raggiunge e poi si scende lungo la dorsale, si arriva a un rudere [foto 26], poco sotto una lieve traccia traversa verso destra fino a uno sperone roccioso; su una prima lama di roccia sono visibili una decina di coppelle anche di grosso diametro (una è troncata a metà per la rottura della lastra), e due incisioni cruciformi.

 Poco più sotto un'altra roccia dove sono state contate ben 74 coppelle di varie dimensioni, una sorta di "pulpito" che guarda versa la Valle della Nivia; ora il bosco nasconde la visuale, ma un tempo doveva essere un vero e proprio "balcone" che guardava attraverso l'intaglio di Ponte Nivia fin verso il Monte Cimolo.    [foto 27/32]


 Incisioni Rupestri :
Per chi volesse approfondire l'argomento, vedi la → Bibliografia.


 

 - Pechino e Sciangai...



 Febbraio 1944 :

 "Pechino è un bel posto, innegabilmente più bello di Sciangai. All’intorno c’è un bel prato; nel pomeriggio vi distendemmo le coperte sporche di polvere, di foglie secche e di pidocchi.
 C’è sempre sole: come faremmo a spidocchiarci se non ci fosse il sole? L’operazione di spidocchiatura richiede molto tempo ma è efficace.
 A Sciangai invece c’è sempre vento, le stradicciole tra baita e baita sono sature di fango, l’ambiente è caliginoso e poi a Sciangai, la gente non si spidocchia."

Tratto da : FUORI LEGGE ??? Diario di un partigiano nel Verbano di Nino Chiovini, pubblicato a puntate sul settimanale Monte Marona tra il 1945 e il 1946.

    

 Steppio e Pechì (ribattezzati Pechino e Sciangai dai partigiani, c'era anche Pala che veniva chiamata Port Arthur...), erano alcuni dei rifugi dei gruppi Partigiani negli anni della Resistenza, il racconto completo si può leggere qui :  Fuori Legge??? link al file PDF
 Alcune note sul racconto di Gianmaria Ottolini : Note su un diario partigiano link al file PDF.

 Tratti dal sito dell'Istituto Storico della Resistenza nel Novarese e nel Verbano Cusio-Ossola.


 Il sentiero prosegue verso una delle zone più suggestive della valle, l'alveo del torrente Nivia che si attraversa poco prima della congiunzione dei due canali principali, il primo si supera su un ponte in legno, poi si passa vicino a una bella cascata e risalendo la successiva dorsale, si passa presso le baite di Loracc che si vedono sulla destra in alto nella faggeta.
 Proseguendo, dopo un ultimo canalino si arriva ai ruderi di Gaijn, dove il sentiero continua verso Fai e la Cappella Porta, dalla Cappella si può scendere a Caprezzo oppure salire al PianCavallone e poi scendere ad Intragna passando da Sunfaì.

 In questa occasione, ritornati a Steppio, si è seguito il sentiero in buone condizioni che sale tra le baite e poi traversa sempre in salita verso nord, passa tra i ruderi di Vallar e infine giunge alle baite di La Piazza sul percorso segnalato che sale da Intragna verso il PianCavallone; da La Piazza si può evitare per un tratto la strada seguendo la mulattiera che scende sulla destra e che poi sbuca sulla strada asfaltata, la si segue passando dalla località Gabbio, dove si ha una bella vista verso i paesi di Aurano ed Esio, e passando vicino alle baite dove scende il percorso della Caraa si ritorna a Cambiesso.

 Tempo per il giro descritto, circa 6 ore. Difficoltà E (EE se si esce dal sentiero...).


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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)