in Valgrande

Alpe Cortona e dintorni...
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 Ritorno sul versante ovest del Pizz Lacina (Pizzo La Cima) per visitare l'isolato Alpe Cortona, posto, come la sottostante Alpe Cremosina, nell'ampio (e ripido) fornale tra le due dorsali che salgono verso il Pizz Lacina, dorsali lungo le quali sono situati la maggior parte degli alpeggi della zona (vedi questa pagina).
 

  All'Alpe Cortona arrivavano due sentieri (le mappe più "antiche" ne riportano anche un altro che scendeva da Pra d'Gatt...), uno che scende dall'alto dalla zona dell'Alpe Morgagno, Alpe Loro e Alpe Ciapeu, e un altro (seguito in questa occasione), più "comodo" e percorribile in relativa sicurezza anche nel periodo invernale (se non c'è troppa neve...) che sale dall'Alpe Sui e traversa lungamente a mezzacosta il ripido versante.

 Da Colloro di Premosello Chiovenda si va a Capraga e si sale il versante con i terrazzamenti posto alle spalle della baita dell'Associazione Alpe Capraga [foto 40] sulla sinistra del canalino che si traversa più in alto sotto le rocce (vedi anche la parte finale del giro descritto in questa pagina); si salgono le roccette sul versante sinistro orografico e poi si ritorna sul versante opposto (dove si ritrova il sentiero), traversando vicino ad una cascatella.

 In questa occasione [foto 3 e 4] uno spiacevole incontro... un giovane camoscio forse caduto dalle rocce soprastanti ormai irrigidito dal gelo...

 Il sentiero sale e traversa verso nord passando vicino ai ruderi dell'Alpe Sui di sotto e in breve giunge al pianoro dell'Alpe Sui 1220 m. qui si seguono i segni di vernice del percorso che sale verso il Pizz Lacina.

 Salendo, si vede in alto sulla destra la dorsale dell'Alpe Pra d'Gatt, uno dei luoghi più suggestivi della zona.

 Giunti a circa 1400 m. ci si sposta sulla sinistra verso lo sperone roccioso dove si trova il bel sentiero (segnalato con i vecchi segni di vernice giallo-rossi), che scende per poi traversare in piano il ripido versante.

 Il sentiero è quasi sempre ben visibile, nella prima parte si notano i muretti di sostegno ancora in ottime condizioni; si traversa poi una giavina che preannuncia l'arrivo all'Alpe Cortona 1396 m. posta in una bella posizione panoramica, con il caratteristico faggio che permette di individuare l'Alpe guardando da lontano.

 Dietro i ruderi delle baite un tratto in falsopiano e poi i ripidi pendii che salgono verso le creste, poco lontano una piccola balma probabilmente usata per riporre il formaggio.

 Vista la posizione in cui si trova, poco lontano da alcuni canali che solcano questo versante, questo era forse l'alpeggio con meno problemi di approvvigionamento di acqua della zona... per gli altri alpeggi, posti lungo le dorsali, il periodo di utilizzo era appunto limitato dalla scarsità di acqua...

tempo per questo giro, 4/5 ore. Difficoltà E (EE in inverno...).



Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)   

 
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 All'Alpe Cortona su vecchi sentieri... :
(Avvertenze...)

 Ritorno all'Alpe Cortona alla ricerca dei vecchi sentieri che collegavano l'alpe; le mappe riportano ancora una traccia che traversa dalle baite di Ca d'Piret (poco prima di arrivare all'Alpe Marona) e poi sale il ripido pendio sottostante Cortona, ed un altro che saliva agli alpeggi posti più in alto (Morgagno, Loro e Ciapeu).


 Da Vogogna si sale a Genestredo e si percorre per un tratto la strada asfaltata che sale da Dresio fino alle baite di Tacota dove inizia il sentiero che sale a Marona [foto 6], poco dopo le baite di Ca d'Piret 749 m. si passa dalla Cappella e si traversa in piano passando accanto ad alcuni vecchi castagni [foto 16], qui il vecchio sentiero è quasi invisibile, si continua rimanendo alla stessa quota raggiungendo una canalino (passaggio obbligato) dove sul lato opposto si ritrova la traccia che poi porta al canale del Rio Dresio dove si incrocia il sentiero che dall'Alpe Ruscà traversa verso l'Alpe Cremosina e la cava di beola (in questo tratto si passa sotto il tubo che dalla sorgente chiamata "Cremosina", che porta l'acqua alla fontana dell'Alpe Marona), si segue il sentiero per la cava per un breve tratto, e poi ad un bivio lo si lascia per salire la costa (scritta "Corton" su un sasso).

 In questo primo tratto si trovano ancora alcuni tratti del vecchio sentiero, e anche segni di vernice rosso-arancio e inoltre rami tagliati col falcetto; si arriva a un boschetto di betulle dove i segni di vernice sembrano scomparire, in questa occasione ho salito la costa rocciosa sulla destra che porta a un piccolo pianoro (bel punto panoramico), da dove si continua salendo in un altro boschetto di betulle, in seguito si trovano ancora tracce saltuarie del sentiero e i segni di vernice, giunti ad un prima pietraia, si vede in alto sulla sinistra il grosso faggio dell'Alpe Cortona.

 Continuando la salita si arriva ad un'altra grossa giavina e risalendola si incrocia il sentiero che traversa sopra l'Alpe Sui (vedi il percorso descritto sopra), e in breve si arriva all'Alpe Cortona 1396 m.
 
 Una possibile alternativa, più semplice e facile del percorso descritto più avanti, per chi non fosse interessato alla ricerca del vecchio sentiero per Morgagno, può essere quella di salire direttamente (senza sentiero) il pendio alle spalle dell'Alpe Cortona, raggiungendo così la dorsale della Colmetta.

 Il sentiero che saliva traversando il fornale sopra l'alpe verso Morgagno, Loro e Ciapeu, è praticamente scomparso, se ne trovano solo alcuni brevi tratti rimasti, ma con un occhio alla cartina (in questo caso è preferibile quella dell'I.G.M.), e osservando l'ambiente, alla fine l'orientamento non è troppo complicato...

 Si sale verso nord traversando un paio di canalini, si passa da uno speroncino [foto 36] dove si trova una labile traccia che conduce al canale principale dove scorre il Rio Dresio, osservando il versante opposto si vede chiaramente il tratto superiore che si presenta quasi verticale con rocce ed erba, il passaggio è proprio in basso, alla fine di questo versante ripido.

 Superato il canale principale, si seguono tracce di animali che portano ad una sorta di canalino dove un tempo era presente una scalinata, ora ne è rimasto solo il tratto iniziale [foto 39], si continua la traversata tra le betulle in direzione dell'ultimo canale, qui non bisogna abbassarsi, ma eventualmente salire un pò per raggiungere, vicino a due grossi faggi, un altro tratto del vecchio sentiero che porta al canale, la traccia continua anche sul versante opposto; proseguendo poi la traversata sui ripidi prati, si esce sulla dorsale a ca. 1530 m. dove passa il sentiero segnalato che da Morgagno sale al Pizz Lacina.

 In breve si scende all'Alpe Morgagno 1471 m. e poi con un bel percorso panoramico si passa da Ceresola 1131 m. dall'Alpe Ruscà 910 m. e si arriva all'Alpe Marona 880 m. dopo una sosta all'Alpe, dove è sempre piacevole il panorama verso la piana Ossolana, si scende ritornando a Ca d'Piret e si torna a Vogogna lungo il sentiero percorso all'andata.

 Tempo per questo giro, circa 7 ore. Difficoltà EE.
  
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   Incisioni rupestri all'Alpe Morgagno :

 All'Alpe Morgagno si trova qualche incisione, alcune probabilmente di epoca non troppo remota; da segnalare in particolare, su un masso sporgente in direzione dell'Alpe Cortona, una singolare incisione a forma di piede...


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