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Alpe Basciot...
 

 Ritorno all'appartato Alpe Basciot seguendo il percorso "normale" che si faceva un tempo per portare gli animali all'alpe (è possibile arrivarci anche seguendo altre vie più impegnative, vedi questa pagina).

 L'Alpe Basciot posto sulla dorsale boscosa tra il solco del Rio Crot e il Rio del Teu, a poca distanza da uno dei percorsi più frequentati per entrare nel Parco della Valgrande (il sentiero per la Colma di Premosello), è un luogo raramente visitato; in questa occasione, profittando di una breve "finestra" di bel tempo in questo inverno 2013/2014 un pò anomalo, il giro è risultato più suggestivo per la presenza di neve fresca caduta il giorno precedente (anche se a tratti sembrava di essere sotto la pioggia, con la neve che sciogliendosi dopo l'arrivo del sole, gocciolava dalle piante...),

 Uno dei motivi di interesse per visitare l'Alpe Basciot, è il toponimo erroneamente riportato sulle cartine (tra i numerosi errori, è forse l'esempio più eclatante), la lettera 'B' scritta probabilmente in modo affrettato, è stata interpretata dagli addetti alla compilazione delle mappe come un '3' e così il piccolo Alpe Basciot, toponimo comunissimo, presente in molti luoghi, è diventato I 3 Asciot... un nome senza senso, che avrebbe dovuto suscitare almeno qualche dubbio alle persone addette alla preparazione delle cartine...


  Nella prima edizione delle cartine I.G.M. (quelle del 1885 rivedute per la toponomastica nel 1914), invece l'alpe era riportata correttamente, con la dizione I Basciot...

 Nelle vicinanze, un altro esempio è Pianezza, che sulle carte è chiamata Piazzeda... e probabilmente ci saranno altri casi di cui però col trascorrere del tempo, la scomparsa degli alpigiani e di chi frequentava la montagna, si è persa la dizione esatta.

 [Poi ci sono i casi in cui si è cercato di "Italianizzare" un toponimo conosciuto solamente col dialetto locale, come (sempre nelle vicinanze), il Piz d'la Vugia diventato il Pizzo Voggia, nome anch'esso senza significato...]

 Una volta che sono stampati sulle cartine, questi toponimi sono molto difficili da correggere, ma per quanto riguarda Pianezza e L'Alpe Basciot, le ultime edizioni della Cartina Svizzera (foglio 285 Domodossola), hanno accolto la proposta di correzione.


 

 Evoluzione della cartografia della zona... :

     

     

    - il percorso :

 Da Premosello Chiovenda si segue la strada sulla destra (sinistra orografica) del rio che traversa il paese, giunti al ponte sul torrente, si va a destra seguendo Via Don G. del Boca, a un bivio (Cappella) si va a sinistra in Via Garibaldi dove in breve si esce dal paese, poco oltre le case, sulla sinistra vista verso il Ponte Luet che si traverserà al ritorno.

 Si passa dalla Cappella del Gaggiolo con vicino la Chiesa omonima (sconsacrata e da tempo in vendita...), si continua seguendo la stradina e tenendo la sinistra si passa dall'Alpe Mota Rossa 356 m. e da Pian del Manico 479 m. (fino all'Alpetto Cornala, il percorso è segnalato da cartelli e dai classici segni di vernice), il sentiero sale nel bosco raggiungendo il bel pianoro dell'Alpetto Cornala 638 m.

[Nota : se si percorre in senso contrario questo tratto, tenere conto che i tempo riportati per raggiungere Premosello sui cartelli in loco, non sono del tutto corretti...].

 Dall'Alpetto Cornala si continua in piano passando di fianco alla recinzione, entrando nella valle del Rio Crot; con percorso relativamente lungo e qualche saliscendi ci si dirige verso il guado del torrente, il sentiero è quasi sempre ben evidente perchè qui passa anche il tubo che porta l'acqua a Cornala, sul versante opposto si vede il bosco dove si trova l'Alpe Basciot, e in alto la selletta di Pianezza.

 Senza difficoltà si traversa il torrente e sul versante opposto si ritrova il sentiero che sale e traversa il bosco giungendo all'Alpe Basciot 790 m.

 Immersi nel bosco, vicino ad alcuni enormi castagni, si trovano i ruderi dell'alpe che fu abbandonato prematuramente a causa di un incendio che danneggiò le baite.

 

 Per visitare il balmo che si trova nelle vicinanze, si sale nel bosco sopra le baite tenendosi leggermente sulla sinistra (sulla destra si può trovare una lieve traccia che però conduce sotto le rocce a valle del balmo, che da qui non è raggiungibile), rimanendo sempre nel bosco e tenendosi sulla dorsale si giunge a circa 900 m. a una traccia che porta verso una cengia di fianco alla parete dove si trovano i resti di un muretto.

 Il nome di questo luogo è la Grunda del Fiurenz... qui si trovano ancora diverse tegole che il proprietario del balmo aveva intenzione di utilizzare per la costruzione di un tetto per il piccolo ricovero...

 In realtà non è un vero e proprio balmo, piuttosto una larga parete che offre riparo (come si evince dal nome, la Grunda = gronda); nelle giornate invernali soleggiate il clima qui è molto mite, e complice le temperature elevate di questo inverno 2013/2014 ecco che fanno bella mostra [foto 26 e 27], alcune piante di Verbascus thapsus già fiorite all'inizio di febbraio...

 

 Ritornati all'Alpe Basciot, si prosegue verso il torrente e poco dopo si sale ai resti di una condotta [foto 36], dove si trova una lieve traccia che sale traversando a mezzacosta il versante e sbucando sulla stradina asfaltata che da Colloro sale a La Piana; dopo una visita (e sosta) alla Chiesetta di Lut, si scende sulla mulattiera sottostante per poi ritornare sulla strada che si segue fino a Colloro.

 Da Colloro si scende lungo la vecchia mulattiera che interseca la strada asfaltata che sale da Premosello, e a un tornante si seguono le indicazioni (cartello), per il Ponte Luet, piccolo e caratteristico ponticello da dove si ha una bella vista panoramico verso la piana Ossolana.

  In posizione soleggiata e potendo così godere di giornate con clima mite anche in inverno, nelle vicinanze del ponte si sono sviluppate numerose piante di Fico d'india nano (Opuntia humifusa)... che, anche se certamente non autoctone, si possono senz'altro includere tra le piante presenti nel Parco della Valgrande (si trovano anche in altri luoghi sopra Premosello, e anche a Vogogna).

 In questa occasione la pianta presentava il suo caratteristico aspetto raggrinzito che prende in inverno per proteggersi dal gelo...

 Vedi la scheda relativa : Opuntia humifusa

 Dal Luet si continua passando davanti alla vicina casa e poi si scende presso al torrente ritornando così in breve, alla Chiesa del Gaggiolo e a Premosello Chiovenda.

Link alla cartina ↓




   Tempo per il giro descritto, circa 5 ore - Difficoltà E/EE



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 Foto e testi © www.in-valgrande.it (E-mail)

 

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sul Ponte Luet :